
Cooperfidi, consulenza specializzata e una nuova Mutua regionale sono le armi che Confcooperative Ravenna mette in campo per le proprie associate per venire incontro alle esigenze creditizie delle imprese cooperative e dei singoli cooperatori. E proprio in materia di prestazioni sanitarie assistenziali e di credito al consumo ieri mattina la cooperativa mutualistica Vivere e la federazione di Credito Cooperativo dell’Emilia Romagna hanno presentato nuovi prodotti per aiutare le imprese, i soci e le loro famiglie in questi periodi di particolare difficoltà.
«L’accesso al credito per le imprese e la tutela dei soci lavoratori in alcuni campi, quali la salute personale e il superamento della cosiddetta terza settimana con la surrogazione (sostituzione) di prestiti ad alto tasso di interesse contratti dai singoli cittadini, sono attività sulle quali sempre più oggi si spende la nostra Organizzazione nel formulare proposte e progetti – precisa Andrea Pazzi, direttore Confcooperative Ravenna -; un mandato ricevuto in questi anni che, ritengo, possa essere mantenuto anche durante i prossimi quattro anni della nuova presidenza che verrà eletta il 24 febbraio nel corso del 24esimo Congresso provinciale».
CREDITO ALLE IMPRESE – COOPERFIDI
Sul fronte delle imprese sono note a tutti le principali problematiche del momento riassumibili in generalizzata difficoltà di accesso al credito (con particolari rigidità per alcuni settori d’impresa quali l’edilizia), lentezza degli Istituti bancari nell’erogarlo e forti difficoltà nell’incassare il loro dovuto dalle vendite o dalle prestazioni eseguite, in particolare quando il committente è la Pubblica amministrazione. «Ciò che chiediamo agli istituti di credito – continua il direttore – sono fondamentalmente tre cose: continuare a sostenere le imprese locali valutando la consistenza del singolo progetto; considerare durate congrue dei finanziamenti (attualmente non si superano i 10 anni) tali da permettere una pianificazione sostenibile degli investimenti; calmierare il costo del denaro, oggi schizzato alle stelle, usufruendo dei servizi dei consorzi di garanzia».
La cooperazione ha a disposizione uno strumento per far fronte a questo problema: il consorzio unitario di garanzia Cooperfidi Italia che in Emilia Romagna svolge l’operatività più importante. «Grazie a Cooperfidi, – sottolinea ancora Pazzi – con le garanzie sussidiarie fornite e le convenzioni con la maggior parte degli Istituti di credito operanti sul territorio, le cooperative possono ricevere dalle banche maggiore possibilità di erogazione e tassi d’interesse concorrenziali rispetto al mercato». I numeri di Cooperfidi ne dimostrano la sua efficacia: nella sola Emilia Romagna nell’anno 2011 i finanziamenti erogati sono stati pari a 50milioni di euro, di cui circa 30milioni concessi in convenzione con il Fondo di co-garanzia della Regione che ha permesso una maggiore operatività nell’assegnazione di prestiti.
«Oltre a Cooperfidi – prosegue Pazzi – le cooperative possono contare su funzionari dedicati della nostra Organizzazione provinciale, specializzati nel pianificare gli investimenti, nelle ‘ristrutturazioni’ del debito, nella valutazione delle proposte di credito e nel dialogo con gli Istituti bancari. Inoltre non va dimenticato il lavoro svolto dalle Banche di credito cooperativo, che hanno dato e continuano a fornire una risposta “differente” ed importante a questi problemi, a dimostrazione che tutta la cooperazione, anche in materia di credito, è a fianco dei propri soci e del proprio territorio».
CREDITO AL CONSUMO
Per quanto riguarda, invece, il credito al consumo, cioè quei finanziamenti erogati alle singole persone per l’acquisto di beni e servizi, dal contatto tra la nuova Mutua regionale Vivere e il sistema regionale delle Banche di Credito Cooperativo è nato un nuovo prodotto creditizio con l’obiettivo di venire incontro alle famiglie in particolari difficoltà economiche sia perché strette da finanziarie private con tassi a doppia cifra, sia per contingenti esigenze di nuovo prestito. «I due firmatari dell’accordo hanno diversi ruoli – spiega Pazzi -: compito della Bcc è di liberare il consumatore dall’impegno preso con la finanziaria e sostituire il precedente debito con uno più dilazionato nel tempo a tassi inferiori e rate sostenibili; la cooperativa Vivere, nel frattempo, farà da intermediario e da garante nell’intera transizione».
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