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Intervista al sindaco di Ravenna sulle tematiche più significative del nostro territorio

I giovani ed il loro futuro, i progetti aventi ricaduta positiva sul territorio, il contributo del movimento cooperativo alla stabilità economica ed occupazionale: sono queste le tematiche affrontate dal sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, al rientro da Madrid, dove si era recato con la sua famiglia in occasione della 26ª edizione della Giornata mondiale della gioventù cattolica.
Sindaco, quali sono state le sue impressioni sull’evento tenutosi a Madrid?
«Ho visto centinaia di migliaia di giovani che si sono radunati per la Gmg: è stata sicuramente un’esperienza unica al mondo e molto emozionante. Un’esperienza indimenticabile.»
«La cosa che più mi ha impressionato è stata vedere Madrid invasa da questa onda festante di ragazzi provenienti da ogni parte del mondo che si sono mescolati  scambiandosi le bandiere. La via Crucis è stato un momento davvero suggestivo e molto toccante anche se ci siamo dovuti accontentare di vederla sul maxi-schermo.»
La sua nuova giunta è formata in gran parte da giovani assessori, che cosa si aspetta da loro, quale contributo crede che possano dare all’Istituzione e al territorio?
«Io sono convinto che possano dare  un grosso contributo. Non dobbiamo essere prevenuti e, soprattutto, dobbiamo lasciarli lavorare. La mia scelta di inserire giovani in giunta risponde ad un’esigenza, che sento molto, di svecchiare la classe dirigente ed amministrativa. Noi più adulti abbiamo un grosso difetto, secondo me: lasciar fare ai giovani quello che vogliono a patto però che restino alla larga dalle stanze in cui si decide. Questo è sbagliato: occorre richiamare i giovani alle proprie responsabilità e nello stesso tempo garantirgli l’opportunità di fare emergere il loro talento e la loro passione, farli partecipare attivamente alla vita della comunità con progetti e azioni concrete.»
Il programma che ha presentato ai cittadini in campagna elettorale è ricco e ben articolato. Quali sono i progetti su cui intende lavorare nell’immediato futuro?
«Ne cito due. Proprio nei giorni scorsi (l’intervista è del 19 settembre, n.d.r.) abbiamo avviato il percorso di partecipazione “La Darsena che vorrei”. La riqualificazione del nostro antico quartiere portuale è un dei temi centrali per il futuro di Ravenna. Per quanto riguarda questo importante progetto, il primo impegno dal punto di vista amministrativo è l’approvazione del Poc tematico della Darsena di città. E il processo partecipativo dei cittadini, in questa prima fase, è dedicato a questo obiettivo. Vorremmo riuscire ad approvare il Poc della Darsena entro la fine del 2012. Un altro dei progetti sul quale stiamo accelerando i tempi è la candidatura di Ravenna a Capitale europea della cultura nel 2019.»
…una grande sfida, come intende affrontarla?
«Abbiamo deciso di costruire questo percorso verso il 2019 facendo leva sulle forze e sulle energie della città e del territorio romagnolo. Anche la candidatura è un progetto partecipato, aperto ai contributi di tutti coloro che hanno delle cose interessanti da proporre. I giovani in particolare, sono chiamati a ricoprire un ruolo chiave nell’ambito di questo progetto che costituisce una grossa opportunità  per promuovere nuovi talenti, per dare vita  a quel ricambio generazionale al quale facevo prima riferimento. Il bando emanato a settembre per volontari nell’organizzazione degli eventi verso il 2019 è rivolto proprio a loro. Sono state raccolte già una trentina di adesioni: un dato che considero molto significativo.»
«Adesso comincia il lavoro vero – continua il sindaco Matteucci. – Per questo ho affidato ad Alberto Cassani, assessore alla Cultura nella passata legislatura, l’incarico di svolgere il ruolo di coordinatore della candidatura. Sono previste per i prossimi tre anni  alcune tappe molto importanti che richiedono un ulteriore impegno unitario. Per quanto riguarda la nostra città, a gennaio 2012 partirà l’open call, ovvero la raccolta dei progetti aperta a tutta la cittadinanza. Mentre per le tappe di presentazione e selezione delle candidature, nel 2013 uscirà il Bando ufficiale del Ministero per i Beni e le Attività culturali e i dossier di candidatura dovranno essere presentati entro ottobre 2013. Nel 2014 si riunirà la giuria di esperti per la preselezione, ma per sapere quale sarà la città vincitrice in Italia e in Bulgaria occorrerà attendere la metà del 2015.»
Quindi il tempo stringe…
«Sì, anche perché Ravenna deve fare i conti con altre candidate italiane di prestigio e molto agguerrite. Fra queste Venezia, Torino, Siena, Bari e Perugia-Assisi in particolare sono molto determinate e avanti con il lavoro. Ravenna però è stata la prima città a proporre la sua candidatura, quindi stiamo lavorando da tempo per mettere in campo un progetto convincente e competitivo. Siamo fiduciosi: possiamo farcela.»
E per quanto riguarda la cooperazione, cosa si aspetta dalle imprese cooperative, soprattutto in un periodo come questo?
«Mi aspetto che oggi più che mai il mondo cooperativo mantenga fede alla sua mission di economia solidale, profondamente radicata sul territorio. La cooperazione è un fetta importante del nostro sistema economico, che garantisce occupazione anche in un difficile momento di crisi come questo. Nello stesso tempo le cooperative sociali costituiscono una risorsa preziosa per l’ente pubblico che, senza di loro, non riuscirebbe a garantire i servizi. Per questo quando si attacca la cooperazione in modo indiscriminato io mi arrabbio sempre moltissimo: le cooperative sono il valore aggiunto dell’economia del nostro territorio.»

Ilaria Florio

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