La storica Cooperativa muratori e cementisti di Faenza, meglio nota come Cmcf, ha festeggiato il suo 60esimo anniversario e per l’occasione ha deciso di cambiare lo storico marchio con un nuovo logo. La nuova immagine è stata presentata ufficialmente nei giorni scorsi, durante l’annuale festa della famiglia, un’occasione per tutti i soci della cooperativa di incontrarsi insieme ai propri familiari.
«Per l’ideazione del nuovo logo – spiega Daniele Lama, presidente Cmcf – abbiamo indetto la scorsa primavera un concorso cui hanno partecipato 63 studenti provenienti dalle classi 5° A grafica, 5° B grafica e 3° A grafica dell’Istituto Strocchi di Faenza». La giuria ha premiato gli elaborati di Ludovica Riccipetitoni, Alberto Cavina, Martina Tagliani e Manuel Cusato: «Gli elaborati presentati dai ragazzi – continua Lama – possedevano tutti delle grandi potenzialità e dimostravano una forte professionalità. Per il nostro nuovo logo abbiamo scelto il progetto presentato dalla studentessa Ludovica Riccipetitoni perché si avvicinava di più alle nostre esigenze, vale a dire rinnovare un marchio storico mantenendone in un certo qual modo la tradizione».
Oltre al logo, in cooperativa è cambiata anche l’organizzazione con nuove nomine in consiglio d’amministrazione: «Cambia il logo e per cause contingenti anche alcuni consiglieri, ma non cambiano i principi che hanno ispirato la costituzione della nostra impresa sei decenni fa: l’attenzione verso le richieste dei nostri committenti, la serietà, il rispetto delle regole, il forte impegno affinché tutti i nostri dipendenti lavorino in piena sicurezza ed infine, ma non meno importante, la solidità e la lungimiranza che ci hanno contraddistinto anche in questi anni di crisi, durante i quali siamo riusciti a mantenere sempre la piena occupazione di tutti i nostri lavoratori. Sono tutti principi, questi, per i quali andiamo molto orgogliosi e sui quali continueremo ad investire perché hanno fatto di questa azienda una cooperativa forte ed un punto di riferimento importante per il territorio. Siamo, quindi, gli stessi di prima – conclude Lama – con un nuovo look che si adatta meglio ai giorni nostri».
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