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L’articolo di fondo

Il ricordo più bello di quel sabato 10 maggio 1986? Gli occhi chiari di Giovanni Paolo II che, mentre ti guardava sembrava leggerti dentro, e l’entusiasmo per la sua missione, che si percepiva dentro ogni suo gesto. Ho avuto l’onore di accoglierlo, come Presidente dell’azienda cooperativa che allora guidavo: il suo sguardo e le sue parole vivono ancora dentro di me. Qualche mese prima Mons. Bertozzi, Vescovo di Faenza, aveva chiamato i cooperatori faentini, annunciandoci una imminente visita del Papa in Romagna. All’interno dei vari momenti era in cantiere anche un incontro con la cooperazione. Alla mattina del 10 maggio 1986, in una radiosa giornata di sole, la sua macchina apparve all’ingresso della P.A.F. e cominciò una giornata storica. Il primo saluto ai presenti lo rivolsi io, quale Presidente della Cooperativa, poi parlò Mario Bassi, infine Giovanni Dalle Fabbriche, padre della cooperazione faentina. Giovanni Paolo II pronunciò un discorso storico sul ruolo della cooperazione, ancora oggi pieno di spunti per noi (il bene comune, il bilancio fatto di numeri, di uomini e di valori, la sintesi tra la dimensione individuale e quella comunitaria). Ci disse che dovevamo portare la nostra esperienza cooperativa anche ai popoli sulla strada dello sviluppo e questo impegno oggi lo dobbiamo promuovere di più, anche se molte esperienze sono state avviate (penso, ad es., al Credito Cooperativo in Ecuador). Alla partenza di Giovanni Paolo II, mi si avvicinò Mons. Dino Monduzzi e mi disse sorridendo “Siete stati bravi ed è andato tutto per il meglio”. La visita di Papa Wojtyla alla P.A.F. era terminata: il ricordo di quel giorno resterà per sempre.

Secondo Ricci

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