Rossano Bezzi, presidente di Federlavoro e Servizi, ribadisce l’impegno di Confcooperative nel contrasto all’illegalità
«Riteniamo che la legalità nel rapporto operativo delle strutture aderenti alla nostra Federazione debba esserci a prescindere, sempre e comunque.»
Così Rossano Bezzi, presidente di Federlavoro e Servizi di Confcooperative Ravenna, ribadisce l’impegno dell’unione per la legalità e la disponibilità del mondo cooperativo ad una stretta collaborazione con le forze dell’ordine. Collaborazione rivolta in particolare ad eliminare quelle situazioni che possono mettere a rischio l’accesso al lavoro e, soprattutto, la sicurezza dei lavoratori.
Come agiscono quelle aziende e quelle cooperative che con comportamenti illeciti falsano e mettono a rischio la nostra economia?
«Per parlare di questo complesso argomento prendo spunto con piacere da quanto dichiarato dal Comandante provinciale dei Carabinieri, Guido De Masi, attraverso le pagine di questo giornale lo scorso mese. La legalità è un argomento fondamentale anche per l’economia di un territorio e non bisogna mai abbassare la guardia. Senza dubbio una provincia sana come quella ravennate è terreno fertile per infiltrazioni malavitose che spesso si insediano sotto forma di società, nel nostro caso di servizi, che si impongono sul mercato applicando tariffe bassissime che gli permettono di stabilizzarsi ed incrementare il proprio giro d’affari. Questa tematica, a noi molto cara, è stata trattata recentemente anche dal sostituto procuratore Mancini di Forlì intervenuto in un pubblico dibattito nella nostra provincia. Accogliamo con piacere queste affermazioni e tutto ciò che conseguentemente verrà adottato dalle varie istituzioni dello Stato che come associazione di categoria riconosciamo e supportiamo.»
Secondo lei cosa può fare la Federazione per contrastare questo fenomeno?
«Innanzitutto esortare, come abbiamo sempre fatto, tutti gli organi di controllo ad effettuare le indagini necessarie per normare gli appalti di servizi con particolare riferimento al settore edile e all’ambito portuale. Questo è fondamentale perché l’azione illegale di certi soggetti si va a ripercuotere esclusivamente sulle parti deboli del sistema, ovvero sulle nostre cooperative di servizi, sui soci lavoratori e sui dipendenti che le compongono così come analiticamente abbiamo più volte denunciato.»
In un momento difficile come questo la legalità ‘a tutti i costi’ può ancora determinare il successo di una cooperativa?
«Oggi più che mai. Siamo un sindacato di imprese ma non per questo ci sentiamo di difendere le imprese e le cooperative che non si attengono alle regole. Il nostro ruolo può essere interpretato come un’anomalia, ma tale non deve essere e la correttezza dell’applicazione di regole comuni in una concertazione contrattuale non può far altro che giovare all’intero sistema e alle condizioni di lavoro. Questo anche al fine di limitare al massimo gli infortuni sul lavoro che compromettano la salute dei nostri associati.»
Gli strumenti oggi messi a disposizione dal mercato, dalle istituzioni e dalla forza pubblica secondo lei sono sufficienti a contrastare l’illegalità?
«Riteniamo che oggi, tutto sommato, vi sia una buona concertazione fra le parti. Di recente sono stati infatti siglati importanti accordi come ad esempio il rinnovo della tariffa di facchinaggio e l’accordo di merci in container. Siamo certi che queste intese valorizzeranno sia il mercato del lavoro sia la committenza che potrà contare, a prezzi concordati, sull’esecuzione di servizi da parte di aziende qualificate, strutturate e rispettose delle leggi. Non possiamo pertanto che ribadire la nostra soddisfazione ed il nostro compiacimento per quanto dichiarato dal colonnello De Masi porgendogli fin da ora i migliori auguri per un proficuo lavoro a tutela di quella legalità che abbiamo sempre cercato. Da parte nostra vi sarà il pieno e totale supporto per fornire quegli elementi inerenti alle anomalie che riscontreremo sul territorio che possano risultare destabilizzanti e contrari ai principi di legalità.»
Mabel Altini
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