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L’articolo di fondo

Tra gli operatori economici e sociali cresce la consapevolezza che la crisi dei sistemi economici locali, con gli inevitabili effetti occupazionali e di riduzione del reddito famigliare, è un fatto destinato ad essere superato.
Tra un anno/due anni,  quando la morsa della crisi si sarà attenuata, saranno evidenti le forti disuguaglianze sociali che faranno emergere volti nuovi della povertà e della emarginazione sociale.
Ciò che oggi ci spinge a rinnovare nel microcredito una antica tradizione e una consolidata esperienza è quella della mutualità che si è espressa nella forma più radicale in Europa e orientata in senso cooperativo in Italia nelle Casse Rurali, oggi Banche di Credito Cooperativo.
Perciò oggi a partire dai principi ispiratori del Credito Cooperativo riprendiamo a fare microcredito per le famiglie e le microimprese, soprattutto a favore delle persone che stanno operando per uscire dalle situazioni di difficoltà, per riconquistare l’autonomia nella capacità di spesa e di investimento famigliare, per far sì che la propria professionalità e la propria capacità imprenditoriale venga riconosciuta.
È sul microcredito che oggi il Credito Cooperativo gioca la sua carta identitaria più importante; quella di promuovere benessere e sviluppo nella comunità locale. Si tratta di un impegno su cui si è già sviluppata una sperimentazione che ha dato risposte positive e su cui oggi si avvia una fase nuova del servizio alle comunità locali, non in competizione con altri soggetti, economici e istituzionali, ma in cooperazione con gli stessi.

Everardo Minardi

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