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Rossano Bezzi: disastrose le condizioni delle strade che si diramano dal porto di Ravenna

Da tempo i lavoratori che operano nell’ambito del porto di Ravenna lamentano forti limiti strutturali e forti carenze nella gestione e soprattutto nella manutenzione della viabilità.
Gli operatori hanno sottoscritto una petizione (1200 firme) segnalando e denunciando il grave stato di abbandono delle infrastrutture con particolare riferimento a tutta la parte viaria.
Abbiamo chiesto a Rossano Bezzi, presidente di  Federlavoro e Servizi di Confcooperative di Ravenna, la  posizione della sua organizzazione nei confronti di questo problema.
«Federlavoro e Servizi Ravenna non può che schierarsi a favore della petizione. Chiediamo che tutti ne prendano atto e che ciascuno nell’ambito delle proprie funzioni si attivi affinché la situazione possa migliorare. Esemplificativa è la  condizione della via Classicana, strada principale di accesso al porto, sulla quale veicolano circa 1800 mezzi pesanti al  giorno di cui solo il 30% fa riferimento a imprese della provincia di Ravenna. Come abbiamo sempre detto, il porto non è il porto di Ravenna, ma è il porto della regione e come tale dovrebbe essere trattato e considerato. Invece è sufficiente percorrere le strade di accesso ai vari terminal di quella che è l’azienda, nel suo complesso, più grande di Ravenna, per rendersi conto della mancanza di attenzione delle autorità competenti nei confronti della viabilità. Ripetiamo che il porto di Ravenna serve tutto il territorio provinciale, nonché tutto quello regionale, in modo particolare per quanto si riferisce alla merci secche e agli inerti che transitano di qui per raggiungere le industrie ceramiche non solo dell’imolese, ma anche di Modena e di Reggio Emilia. Il fatto che dei lavoratori siano costretti a denunciare tale situazione di arretratezza delle infrastrutture con una petizione pubblica sta a dimostrare quanto sia carente, se non completamente assente, la presenza dell’ANAS e del comune di Ravenna.»
In sintesi quali sono le vostre richieste agli enti preposti?
«In questi giorni in cui si sta discutendo il Piano Operativo Comunale, in modo particolare per quanto riguarda le aree produttive che nasceranno nell’ambito del territorio, chiediamo di concentrare sforzi ed investimenti in quello che, ripetiamo, è l’industria più importante sotto l’aspetto occupazionale e dell’indotto. Le cooperative di produzione e lavoro facenti parti della nostra organizzazione manifestano, unitamente a tutti gli operatori dell’ambito portuale, la loro preoccupazione, in quanto se non si interverrà in tempi brevi la situazione diventerà veramente drammatica e non si potrà garantire l’accesso di ingresso e di uscita del terminal. È inutile pensare di approfondire i fondali del porto canale per fare arrivare più merce, se poi non si è in grado di veicolarla e di farla giungere in tempi giusti, come richiede oggi un moderno concetto di logistica, per colpa delle infrastrutture inadeguate e prive di manutenzione.»

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