La tavola Rotonda del 26 maggio è stato tra gli eventi della Festa della Cooperazione quello di maggiore approfondimento e dibattito sul tema lanciato dall’Unione Europea: “2010 Anno Europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale”.
Gli ospiti presenti: Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza, Franco Bagnarol, presidente MoVi, Giancarlo Cerini, direttore Uff. Scolastico Emilia Romagna, Andrea Pazzi, direttore di Confcooperative e Toni Capuozzo, curatore di “Terra” del tg5 sono stati invitati da Giorgio Tonelli, conduttore dell’incontro, a riflettere e dibattere sull’importanza dell’altro per superare le difficoltà sia economiche che sociali.
Il sindaco Malpezzi, in riferimento al periodo di crisi attuale, ha palesato la necessità di sobrietà: “senza spendere soldi in iniziative che non servono alla prosperità della società e con l’impegno di tutti possiamo far fronte a questa crisi favorendo un benessere a 360° gradi ed eco-sostenibile.” Bagnarol ha voluto sottolineare che nonostante questo sia l’anno della povertà se ne parla ancora troppo poco e questo vuol dire “rendere i poveri ancora più poveri”.
Secondo il direttore del MoVi c’è bisogno di “lavorare in maniera integrata e con nuove strategie. È necessario un intreccio tra pubblico e privato e lo stesso volontariato deve capire che è arrivato il momento di dialogare con la cooperazione e con gli altri attori economici. Il volontariato – ha continuato Bagnarol – ha bisogno di una veste nuova e le giovani associazioni che stanno nascendo ne stanno ponendo le basi. Il nuovo volontariato è solidarietà genuina, che non ha bisogno di supporti economici.”
Tonelli ha poi dato la parola a Cerini che ha parlato dell’eccellenza costituita dalla regione Emilia Romagna in campo scolastico. Cerini ha però sottolineato la necessità di tornare a pensare alla scuola come luogo dal duplice ruolo: “dove si costruiscono rapporti, soprattutto fra generazioni diverse, e in cui si apprende e si accoglie chiunque.”
Andrea Pazzi ha focalizzato il suo intervento sul concetto di partecipazione: “il vero processo di inclusione sociale e partecipazione avviene quando anche le imprese sono presenti. La cooperativa nasce come un’impresa partecipata perché fondata sulle persone e non sul capitale ed è questo il contributo che vogliamo continuare a dare anche in futuro sul nostro territorio. A me sembra – ha continuato Pazzi – che il pensiero innovativo tanto auspicato all’inizio di questa crisi non stia ancora emergendo. È giunta l’ora di chiederci se vogliamo continuare con un modello economico e culturale incentrato esclusivamente sul prodotto, che come abbiamo visto è andato in crisi, o se invece vogliamo un sistema che mette al centro la persona.”
Ha concluso l’incontro Toni Capuozzo che ha raccontato le sue esperienze vissute in territori al limite della povertà. Capuozzo ha anche lanciato una critica contro la televisione e i mezzi di informazione “i primi colpevoli a nascondere la povertà. La situazione reale – ha detto Capuozzo – appare solo nelle sue caricature più estreme. Se ne dovrebbe parlare di più e con più cautela.”
Partecipazione attiva, inclusione sociale, sinergie nuove: queste le parole chiave del messaggio emerso dalla tavola rotonda, “ora – come ha detto Pazzi – cerchiamo di farlo!”
Ilaria Florio
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