Simone Rossi ha 28 anni e nel 2008 è diventato uno scrittore. Nel 2008, infatti, è uscito il suo primo libro, La luna è girata strana, che raccoglie i pensieri di un mese passato l’anno prima in Etiopia, al seguito di un frate missionario. Il libro nasce dalle email che Simone mandava periodicamente a parenti e amici ed è stato pubblicato dalla giovane casa editrice Zandegù di Torino. Insieme al libro è nato anche un piccolo spettacolo, che ha presentato il libro in diverse occasioni; nel 2008 Simone ha vinto anche il premio Esor-dire, a Cuneo, dedicato agli scrittori esordienti. Quindi sì, è diventato uno scrittore; però suona anche nella banda “Spartiti per Scutari Orkestra” (nata intorno ad un fisarmonicista albanese) e si occupa della pagina culturale sul quotidiano La Voce.
E il 2 marzo 2010 è uscito il suo secondo libro, sbricio(lu)naglio. Questa volta il libro è autoprodotto: l’idea è nata grazie al suo blog personale, attraverso il quale ha allargato il suo bacino di lettori a circa 500 persone. Così ha chiesto ai lettori se volevano comprare una copia del nuovo libro, a 10 euro e in 130 hanno risposto positivamente. Quindi Simone ha finito il libro, lo ha stampato e adesso lo vende e lo porta in giro per locali e librerie, anche questa volta con un reading musicale. Bravo, verrebbe da dire, sei l’imprenditore di te stesso. “Per me il blog è stato un modo per rompere il giro degli amici, e arrivare alla gente come scrittore”, risponde lui. “Però allo stesso tempo c’è la consapevolezza della ‘nicchia’, del fatto che sono piccolo, che posso permettermi di chiedere a chi interessa il mio libro proprio perché sono piccolo e non voglio diventare grosso. Anche se è vero che alcuni blogger sono stati pubblicati dalle grandi case editrici…”.
Tornando a sbricio (lu) naglio, a me personalmente piace che sia un libro nato di pomeriggio, dopo pranzo, dopo una mattina passata a scrivere il pezzo per il giornale. Questa è una suggestione, chiaramente, ma i libri sono questo, sono delle aperture, sono delle emozioni che ne creano delle nuove.
Di che cosa parla il libro? “Il libro non parla”, dice Simone. Poi ci viene incontro e ci racconta che, rileggendolo, si è reso conto che sbricio(lu)naglio parla molto di tradimento, di persone/coppie/situazioni che finiscono, che si sbriciolano, appunto. “Parla di me, ma l’obiettivo è quello di far perdere la distinzione fra la realtà e la finzione narrativa. Questo non per creare un mistero, ma perché non è importante sapere se quello che leggi è vero oppure no”. Simone parte sempre dalla verità, dalle situazioni reali, dalle persone che conosce, poi mescola tutto, facendo succedere la realtà ad altre persone, in altre situazioni. “La regola è che il punto non c’è, perché il punto è una linea”. Se il punto si muove, in effetti, disegna una linea.
“Scrivo sempre per qualcuno”, dice Simone. E alle persone perché servono i libri, se si scrive sempre per gli altri? “La lettura diventa tua, ti trovi raccontato nelle storie che leggi, nelle immagini. È bello che la gente dopo utilizzi le parole che legge nei libri, io mi ritrovo a farlo spesso. Vorrei che le cose che scrivo fossero come i proverbi, che tutti usano ma che non hanno un autore”.
Paola Casta
Per conoscere Simone Rossi c’è il suo blog: http://simonerossi.tumblr.com/
Se volete leggere il suo libro, scrivete a
silkeyfoot@gmail.com
grazie, Paola.
due cose per chi legge:
- sabato 17 aprile alle 21 faccio un reading alla libreria Interno4 di Rimini
- si chiama sbriciolu(na)glio, con il (na) tra parentesi.
colpa mia che faccio dei titoli incomprensibili.
grazie per l’attenzione.
plin, plon.