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	<title>In Piazza</title>
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	<description>In Piazza - Mensile di Confcooperative</description>
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		<title>Acquisto responsabile e concorrenza</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 10:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcasadio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carlo Dalmonte, vicepresidente di Confcooperative Ravenna: «Per dare occupazione occorre avviare anche un&#8217;azione di sensibilizzazione del consumatore» «Oltre 5800 cassaintegrati nella sola provincia di Ravenna: i dati emersi dall&#8217;analisi congiunturale 2011 della Cgil sono allarmanti e ci devono far riflettere sul futuro della nostra economia che non può più basarsi su politiche &#8216;calate dall&#8217;alto&#8217; ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/02/Carlo-Dalmonte.jpg" rel="lightbox[3244]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3245" title="Carlo Dalmonte" src="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/02/Carlo-Dalmonte-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Carlo Dalmonte, vicepresidente di Confcooperative Ravenna: «Per dare occupazione occorre avviare anche un&#8217;azione di sensibilizzazione del consumatore»</p>
<p>«Oltre 5800 cassaintegrati nella sola provincia di Ravenna: i dati emersi dall&#8217;analisi congiunturale 2011 della Cgil sono allarmanti e ci devono far riflettere sul futuro della nostra economia che non può più basarsi su politiche &#8216;calate dall&#8217;alto&#8217; ma deve fare un salto di qualità e coinvolgere l&#8217;intero territorio, dall&#8217;impresa al consumatore». A poche ore dalla pubblicazione dei dati raccolti da uno dei principali sindacati della provincia e del Paese Carlo Dalmonte, vicepresidente di Confcooperative Ravenna, riflette sulla situazione: «Fra poco meno di tre settimane la nostra Unione provinciale si riunirà in congresso per eleggere il presidente ed i membri del Consiglio che guideranno l’associazione nel prossimo quadriennio &#8211; commenta &#8211; e non si può evitare, anche in quella sede, di ribadire l&#8217;impegno a sostenere la provincia di Ravenna in un percorso che porti ad una crescita nuova, sostenibile e proiettata nel medio-lungo periodo».<br />
Gli argomenti da discutere in questo momento fatto di grandi cambiamenti sono numerosi e vari: «Sulle liberalizzazioni ad esempio ci sono ancora molte cose da dire &#8211; prosegue Dalmonte -. La nostra società è talvolta troppo &#8216;ingessata&#8217; e queste innovazioni vanno viste proprio come un cambiamento positivo quando significano maggiore concorrenza, più opportunità per iconsumatori e lotta ai privilegi. Ovviamente però devono essere realizzate con uno spettro d’azione più ampio e non colpire soltanto le categorie più vulnerabili».</p>
<p><span id="more-3244"></span>Contemporaneamente però occorrono risposte immediate al problema occupazionale: «Le cooperative hanno reagito alla crisi mettendo in campo forze legate alla loro stessa natura &#8211; spiega il vicepresidente -. Non hanno licenziato e stanno difendendo l&#8217;occupazione a discapito degli utili nonostante stiano vivendo le stesse difficoltà di tutto il mondo economico: il settore edile in particolare e, per certi aspetti, anche quello sociale ed agricolo sono perennemente<br />
in bilico e gli scenari futuri sono ancora molto incerti soprattutto perché, nei primi due casi, il legame con l&#8217;ente pubblico è molto stretto. Inoltre la territorialità è una delle principali caratteristiche del movimento cooperativo ed è stato ampiamente dimostrato negli ultimi anni anche nella nostra provincia &#8211; evidenzia Carlo Dalmonte -. Ovviamente l&#8217;ideale sarebbe poter contare su aiuti fiscali in grado di incentivare l&#8217;imprenditorialità sul territorio ma sappiamo bene che l&#8217;ente pubblico non è in grado di garantirlo: per questo credo sia necessario e indispensabile dare il via al più presto ad un&#8217;azione di sensibilizzazione del consumatore. Quando noi tutti, in qualità di consumatori, acquistiamo un prodotto o un servizio compiamo una scelta escludendo altre strade. Dipende anche da noi far funzionare le attività che ci circondano<br />
e, a questo proposito, credo occorra fare un passo in avanti e avviare un discorso mirato alla responsabilizzazione dell&#8217;acquisto: non e&#8217; protezionismo ma consapevolezza del valore rappresentato dalle nostre imprese capaci di competere anche nel difficile contesto attuale».</p>
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		<title>Fedagri: blocco tir, agricoltura in sofferenza</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:06:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con meno di un decimo dei fondi che la Pac destina ai pagamenti diretti si riuscirebbe ad assicurare quasi tutta la produzione agricola europea. Nell’ultimo anno l’Italia ha speso meno di 200 milioni di euro per assicurare il 15% dell’intero valore della produzione agricola. &#8220;Non è più possibile garantire il mantenimento dell’agricoltura italiana ed europea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.inpiazza.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/3233.jpg&amp;w=80&amp;h=80&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Con meno di un decimo dei fondi che la Pac destina ai pagamenti diretti si riuscirebbe ad assicurare quasi tutta la produzione agricola europea. Nell’ultimo anno l’Italia ha speso meno di 200 milioni di euro per assicurare il 15% dell’intero valore della produzione agricola.<span id="more-3233"></span></p>
<p><a href="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/02/frutta_verdura.jpg" rel="lightbox[3233]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3234" title="frutta_verdura" src="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/02/frutta_verdura-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8220;Non è più possibile garantire il mantenimento dell’agricoltura italiana ed europea puntando solo sui pagamenti diretti: per mettere al riparo le aziende dalle fluttuazioni di mercato, occorrono meccanismi di stabilizzazioni del reddito &#8211; assicurazioni e fondi mutualistici -, che rivelano tutta la loro efficacia in momenti di sofferenza del mercato, come quelli causati dal recente sciopero degli autotrasportatori che ha messo in ginocchio l’intero sistema produttivo del sud”.<br />
Ne è convinta Fedagri-Confcooperative che lamenta come nell’ultima proposta della Commissione europea sulla nuova Pac (Politica Agricola Comune), tali strumenti siano purtroppo “ancora deboli, complessi da gestire e privi di adeguata dotazione finanziaria, segno che la politica comunitaria è in ritardo di almeno 10 anni”.<br />
A sostegno della sua tesi, intervenendo ad un convegno sul credito, Pier Luigi Romiti, responsabile del Settore Agricolo di Fedagri-Confcooperative, ha presentato le seguenti cifre: in Italia, nell’ultimo anno è stato assicurato contro le calamità un valore della produzione di oltre 6 miliardi di euro &#8211; pari a circa il 15% dell’intero valore della produzione primaria italiana &#8211; a fronte di una spesa pubblica, nazionale e comunitaria, inferiore a 200 milioni di euro. Ciò vuol dire che con meno di un decimo dei fondi destinati ai pagamenti diretti in Europa si riuscirebbe ad assicurare contro le avversità atmosferiche quasi tutta la produzione agricola europea.<br />
È fin troppo evidente, inoltre, come gli interventi ex post, cioè a crisi già avvenuta, richiedano maggiore spesa pubblica rispetto ad interventi preventivi.<br />
“Purtroppo spinte politiche conservatrici – spiega ancora Romiti – insieme al progressivo allargamento verso est (che presuppone erogazione diretta di contributi allo scopo di riequilibrare la distribuzione delle risorse fra paesi membri dell’Ue), non hanno consentito all’Europa di ammodernare la propria politica”.<br />
L’auspicio è che in futuro ci sia maggiore attenzione su questi temi e sopratutto che tali strumenti siano gestiti in forma quanto più aggregata possibile, così da garantire agli agricoltori premi assicurativi più bassi e fondi mutualistici con dotazioni finanziarie adeguate ai danni subiti.</p>
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		<title>Sciopero degli autotrasportatori: «ragioni giuste metodo sbagliato»</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:10:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Logistica e trasporti sono da sempre tra i temi predominanti di Confcooperative Ravenna e lo saranno anche per i nuovi membri del Consiglio di presidenza che verranno nominati con il Congresso del prossimo 24 febbraio. Per quanto riguarda il recente sciopero degli autotrasportatori Sauro Bettoli, vicepresidente di Confcooperative Ravenna, non usa mezzi termini: «Le ragioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/Bettoli-1-3.jpg" rel="lightbox[3226]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3229" title="Bettoli 1 (3)" src="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/Bettoli-1-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Logistica e trasporti sono da sempre tra i temi predominanti di Confcooperative Ravenna e lo saranno anche per i nuovi membri del Consiglio di presidenza che verranno nominati con il Congresso del prossimo 24 febbraio. Per quanto riguarda il recente sciopero degli autotrasportatori Sauro Bettoli, vicepresidente di Confcooperative Ravenna, non usa mezzi termini: «Le ragioni sono giuste, il metodo è sbagliato».<img title="Continua..." src="http://www.inpiazza.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><span id="more-3226"></span><br />
«A partire da lunedì 23 gennaio &#8211; afferma il vicepresidente &#8211; in alcune parti d’Italia, compresa la nostra provincia, è stato proclamato ed attuato, da parte di sporadici gruppi di autotrasportatori, un fermo del settore dell’autotrasporto. La protesta, nata al di fuori delle sedi istituzionali delle associazioni di categoria, si è diffusa via web ed ha contagiato a macchia di leopardo diverse province del nostro Paese. Confcooperative Ravenna, unitamente ad Unatras ed alle altre associazioni di categoria dell’autotrasporto, ha condannato questa forma di protesta in quanto, così organizzata, ha messo in crisi tutti quegli autotrasportatori e quelle aziende che, ignare di ciò che stava accadendo, avevano organizzato trasporti e consegne merci».<br />
In merito ai problemi che il settore sta attraversando Bettoli sottolinea il lavoro svolto dalle associazioni dell’autotrasporto riconosciute: «Queste organizzazioni &#8211; aggiunge &#8211; si sono incontrate dieci giorni prima dello sciopero con i rappresentanti del Governo, presentando una piattaforma di provvedimenti e ottenendo l’impegno del Governo ad applicare da subito il recupero sulla variazione delle accise del gasolio del 2011, trimestralizzandolo nel 2012. Sono poi rimaste aperte sul tavolo delle trattative anche altre questioni, per le quali Confcooperative e le altre Istituzioni hanno richiesto un confronto con la propria base sociale. In virtù di questo iter &#8211; continua Bettoli &#8211; lo sciopero è stato sospeso per 60 giorni in attesa di avere risposte definitive dal Governo in base alle quali recedere o passare alle vie di fatto, confermando il fermo nazionale. Le motivazioni portate avanti dagli autotrasportatori, che seppur in numero ridotto hanno comunque bloccato una grossa fetta della mobilità delle merci, sono esattamente le stesse trattate dalle associazioni di categoria con il Governo. Pertanto possiamo con certezza affermare che le ragioni sono da noi pienamente condivise, ad essere completamente sbagliato è stato il metodo con cui sono state portate avanti: il fermo a macchia di leopardo non ha avuto nessun interlocutore della controparte ed ha sollevato solo critiche provenienti da più parti che hanno messo in cattiva luce, penalizzandola enormemente, la categoria degli autotrasportatori».<br />
L’impegno di Confcooperative Ravenna è quindi chiaro: «Noi ci impegniamo &#8211; prosegue il vicepresidente &#8211; a scendere in campo dalla parte degli autotrasportatori, ascoltandone tutte le legittime motivazioni che vanno dal caro carburante, il prezzo del gasolio italiano è il più alto d’Europa ed è quello più gravato dalle accise, al caro autostradale, altro primato nel quale il nostro Paese troneggia; dall’incremento dei costi delle manutenzioni e materie prime agli eccessivi costi di una burocrazia tipicamente italiana che interessa tutte le fasi dell’attività di autotrasportatore fin dall’accesso alla professione. Questi argomenti costituiranno per noi motivo di dialogo e di confronto e, se necessario, di lotta serrata. Ma sarà una lotta eseguita in maniera legittima e coordinata onde evitare gravi episodi fra colleghi di lavoro. In un momento come questo &#8211; conclude Bettoli &#8211; non abbiamo infatti bisogno di divisioni o prese di posizione singole, ma della massima collaborazione e coesione della categoria, che insieme alle associazioni che la rappresentano, può trovare comuni basi di rilancio».</p>
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		<title>Regole e azioni condivise per salvare l’ortofrutta</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:02:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sottoscritto questa mattina il documento unitario presentato dal Tavolo Verde interprovinciale E’ stato sottoscritto questa mattina alle 9,30 alla presenza di Claudio Casadio, presidente della Provincia di Ravenna e Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, il documento unitario redatto dal Tavolo Verde congiunto delle due Province formato da Confcooperative, Legacoop, Agci, Coldiretti, Confagricoltura, Cia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/DavideVernocchi.jpg" rel="lightbox[3214]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3215" title="DavideVernocchi" src="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/DavideVernocchi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sottoscritto questa mattina il documento unitario presentato dal Tavolo Verde interprovinciale<span id="more-3214"></span></p>
<p>E’ stato sottoscritto questa mattina alle 9,30 alla presenza di Claudio Casadio, presidente della Provincia di Ravenna e Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, il documento unitario redatto dal Tavolo Verde congiunto delle due Province formato da Confcooperative, Legacoop, Agci, Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Coopagri.<br />
«Se vogliamo salvaguardare il settore ortofrutticolo del nostro territorio e tutta la sua filiera &#8211; afferma Davide Vernocchi, presidente Fedagri Confcooperative Ravenna &#8211; dobbiamo agire in maniera unitaria, condividendo obiettivi, impegni, azioni e regole da rispettare. Per questo motivo è stato redatto il documento unitario sottoscritto questa mattina. Tutti gli attori del settore sono chiamati a rispondere per poter agire non solo a livello locale, ma anche nazionale ed europeo per regolamentare i rapporti contrattuali con la grande distribuzione. Sono già diversi anni, infatti, che nei confronti dell’Unione Europea avanziamo richieste per affrontare la crisi di mercato del settore, ma senza alcun risultato. Presentandoci in maniera unitaria abbiamo più possibilità di essere ascoltati».<br />
Il documento prevede una serie di azioni a 360° che agiscono su ogni livello del comparto ortofrutticolo e sono indirizzate ad un rafforzamento della competitività delle imprese: dalla condivisione degli strumenti di gestione della crisi alla concentrazione dell’offerta, dall’accettazione di una serie di regole uguali per tutti alla costituzione di un catasto nazionale al fine di poter programmare e prevedere l’evoluzione del settore. L’elenco delle azioni continua poi con l’impegno ad investire nella ricerca, con la semplificazione e la sburocratizzazione del settore e con la costituzione di fondi mutualistici per assicurare un reddito più soddisfacente ai produttori.<br />
«Sicuramente il tema più delicato presente nel documento è la concentrazione dell’offerta commerciale &#8211; continua Vernocchi -, perché vede il coinvolgimento di tutti i soggetti che operano nel settore. Per quanto riguarda Confcooperative, noi stiamo lavorando già da diverso tempo in un confronto serrato con tutto il mondo della cooperazione e in particolare con Legacoop, nella direzione improntata dal documento: abbiamo concentrato l’offerta con la creazione di Agrintesa, abbiamo un piano finalizzato ad una migliore programmazione varietale, stiamo lavorando all’insegna della semplificazione e della condivisione, al fine di dare un’immagine più omogenea del settore ortofrutticolo romagnolo e soprattutto della peschicoltura di questa regione. Ora, con il contributo di tutti, possiamo fare un passo in più. Pensare, ad esempio, per alcune specie di prodotti a regolamentare maggiormente l’offerta sul mercato tra tutti gli operatori».<br />
«Siamo soddisfatti della sottoscrizione di questo documento &#8211; conclude il presidente provinciale di Fedagri &#8211; perché è giusto che tutti i soggetti del settore siano impegnati a fare la propria parte; non si può pensare che la cooperazione, che complessivamente rappresenta circa il 30% del comparto, da sola possa avviare azioni commerciali che necessitano di una inevitabile compattezza per sperare in qualche <a href="http://www.provincia.ra.it/In-evidenza/Province-di-Ravenna-e-Forli-Cesena-accordo-per-la-valorizzazione-delle-produzioni-frutticole" target="_blank">risultato».</a></p>
<p><a href="http://www.provincia.ra.it/In-evidenza/Province-di-Ravenna-e-Forli-Cesena-accordo-per-la-valorizzazione-delle-produzioni-frutticole" target="_blank">Scarica il documento completo</a></p>
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		<title>La delegazione polacca in visita a Ravenna</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:57:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Conoscere meglio la cooperazione sociale di inserimento lavorativo nella nostra provincia. E’ questo l’obiettivo del soggiorno a Ravenna di un’importante delegazione proveniente da Wroclaw (Polonia) e formata, tra gli altri, dal deputato Slawomir Piechota e dalla presidente del Consiglio Nazionale dell’Organizzazione polacca dei datori di lavoro delle persone con disabilità Barbara Pokorny. La delegazione, giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.inpiazza.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/3205.jpg&amp;w=80&amp;h=80&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Conoscere meglio la cooperazione sociale di inserimento lavorativo nella nostra provincia. E’ questo l’obiettivo del soggiorno a Ravenna di un’importante delegazione proveniente da Wroclaw (Polonia) e formata, tra gli altri, dal deputato Slawomir Piechota e dalla presidente del Consiglio Nazionale dell’Organizzazione polacca dei datori di lavoro delle persone con disabilità Barbara Pokorny.<span id="more-3205"></span><br />
<a href="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/ravenna_wroclaw-1.jpg" rel="lightbox[3205]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3206" title="ravenna_wroclaw 1" src="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/ravenna_wroclaw-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La delegazione, giunta in Romagna domenica 15 gennaio ripartirà nel primo pomeriggio di domani (mercoledì 18 gennaio) dopo un intenso soggiorno fatto di incontri e tavoli di lavoro: «Dal 2005 anche la Polonia ha una legge sulle cooperative sociali molto simile alla nostra 381 &#8211; spiega Antonio Buzzi, responsabile Federsolidarietà Confcooperative Ravenna -. Purtroppo però il Paese non ha ancora sviluppato in modo omogeneo ed efficace questo strumento e l’emarginazione sociale di persone disabili o svantaggiate è ancora all’ordine del giorno».<br />
Ed è proprio allo scopo di rendere più fluido questo percorso che Confcooperative Ravenna, in collaborazione con Irecoop, ha organizzato il soggiorno scambio della delegazione: «Nei giorni scorsi &#8211; prosegue Buzzi &#8211; i rappresentanti polacchi hanno avuto modo di conoscere alcune cooperative sociali di Lugo e Faenza e di approfondirne il lavoro attraverso convegni specificatamente dedicati alla cooperazione sociale. Domani la visita si concluderà con la presentazione del progetto di costituzione di una cooperativa europea per l’inserimento lavorativo a Wroclaw».<br />
La presentazione dello start-up di impresa, curato dalle responsabili della Regione Emilia Romagna per le relazioni con la Bassa Slesia, dall’Eurosportello &#8211; CCIAA e da un gruppo di lavoro coordinato da Confcooperative Ravenna, si terrà presso la sede di Confcooperative Ravenna alla presenza dell’assessore agli Affari generali e istituzionali della Provincia di Ravenna Paolo Valenti. In mattinata la delegazione sarà ricevuta anche dal Vescovo di Ravenna e Cervia Giuseppe Verucchi.</p>
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		<title>Ravenna esempio di cooperazione sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 14:25:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una delegazione polacca è oggi in visita a Faenza per studiare il modello di impresa sociale della Ceff. La tappa faentina del tour che Confcooperative Ravenna e Irecoop Emilia Romagna sede di Ravenna hanno organizzato per un’importante delegazione polacca in visita nella nostra provincia si tiene oggi presso la cooperativa sociale Ceff.  L&#8217;obiettivo è quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.inpiazza.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/3197.jpg&amp;w=80&amp;h=80&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Una delegazione polacca è oggi in visita a Faenza per studiare il modello di impresa sociale della Ceff.<span id="more-3197"></span></p>
<p><a href="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/ravenna-wroklaw_ok.jpg" rel="lightbox[3197]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3200" title="ravenna-wroklaw_ok" src="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/ravenna-wroklaw_ok-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>La tappa faentina del tour che Confcooperative Ravenna e Irecoop Emilia Romagna sede di Ravenna hanno organizzato per un’importante delegazione polacca in visita nella nostra provincia si tiene oggi presso la cooperativa sociale Ceff.  L&#8217;obiettivo è quello di studiare il funzionamento delle cooperative sociali e le politiche di inserimento lavorativo per persone svantaggiate.<br />
«Questa visita &#8211; spiega Antonio Buzzi, responsabile Federsolidarietà Confcooperative Ravenna &#8211; è la seconda tappa del progetto Ravenna-Wroklaw, coordinato da Irecoop Emilia Romagna &#8211; sede di Ravenna, nato per ottemperare, tramite un piano di respiro europeo, all’enorme differenza nelle politiche di inserimento lavorativo che dividono Ravenna e Wroklaw, la quarta città più grande delle Polonia. Il primo step di questo scambio culturale è avvenuto alla fine di settembre, quando una delegazione ravennate si è recata in visita a Wroklaw per conoscere da vicino la realtà di questa città. In quel viaggio abbiamo avuto modo di constatare che il governo e le istituzioni polacche sono seriamente interessate al nostro modello di cooperazione sociale sorto in seguito alla legge 381 che disciplina le cooperative sociali dividendole in imprese di tipo A (gestione servizi socio-sanitari) e tipo B (attività diverse finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate). Questo interesse &#8211; continua Buzzi &#8211; è sfociato nel 2005 nell’approvazione di una legge del tutto simile alla nostra 381, ma ciò non ha risolto i numerosi problemi relativi al disagio sociale che si registrano in Polonia, basti pensare che la sola provincia di Ravenna riesce ad inserire nel mondo del lavoro più persone svantaggiate che l’intera Polonia. In seguito al nostro viaggio i rappresentanti polacchi hanno manifestato l’intenzione di venire a conoscere da vicino le nostre cooperative sociali ed in questi giorni (dal 15 al 18 gennaio) stanno visitando diverse realtà del territorio e instaurando contatti con le Istituzioni»</p>
<p>Slawomir Piechota, deputato del Parlamento delle Repubblica Polacca, Barbara Pokorny, presidente del Consiglio Nazionale Organizzazione polacca dei datori di lavoro delle persone con disabilità, Krizysztof Tanczuk, della Caritas di Wroklaw, insieme ad altre personalità polacche oggi hanno in programma la visita di Faenza e delle cooperative Ceff Bandini e Ceff Servizi oltre ad un incontro di approfondimento sulla «legge 68/00 sul collocamento obbligatorio del disabili: quadro legislativo e contesto di riferimento» a cura di Grazia Fabbri, coordinatrice attività amministrative dei Servizi per l&#8217;impiego provincia di Ravenna e Francesco Rivola, assessore provinciale alle Politiche del lavoro.  In calendario anche un incontro con il vescovo della Diocesi di Faenza-Modigliana, mons. Claudio Stagni, il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi e l’assessore alla Politiche sociali, Antonio Bandini e un Tavolo di lavoro sulla costruzione di una cooperativa sociale. Chiude la giornata una visita al Mic.</p>
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		<title>Imprese in prima linea con Agronet</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 11:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcasadio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cooperazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Le imprese della regione Emilia Romagna sono chiamate a partecipare, tramite la compilazione di un questionario, ad Agronet il progetto finanziato dal programma di Cooperazione Transfrontaliera IPA &#8211; Adriatico che vede Confcooperative Ravenna impegnata in prima linea. «L’obiettivo di Agronet &#8211; spiega Giovanni Pausini, responsabile Fedagri Confcooperative Ravenna &#8211; è di costituire entro il 2013 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.inpiazza.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/3186.jpg&amp;w=80&amp;h=80&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p style="text-align: left;">Le imprese della regione Emilia Romagna sono chiamate a partecipare, tramite la compilazione di un questionario, ad Agronet il progetto finanziato dal programma di Cooperazione Transfrontaliera IPA &#8211; Adriatico che vede Confcooperative Ravenna impegnata in prima linea. <span id="more-3186"></span><a href="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/agronet4.jpg" rel="lightbox[3186]"><img class="alignright size-medium wp-image-3188" title="agronet" src="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/agronet4-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: left;">«L’obiettivo di Agronet &#8211; spiega Giovanni Pausini, responsabile Fedagri Confcooperative Ravenna &#8211; è di costituire entro il 2013 un network permanente tra le strutture della distribuzione logistica nel settore agroalimentare fra i Paesi dell’area adriatica, in particolare Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Albania. Il progetto è nato dalla necessità di migliorare i flussi commerciali import-export attraverso una maggiore cooperazione fra gli attori del settore della logistica agroalimentare internazionale, un settore che per la regione Emilia Romagna rappresenta l’11% della propria economia, il 13% per la Puglia e il 10% per le restanti regioni; siamo quindi molto interessati ad incrementare l’export soprattutto a fronte di un ristagno dei consumi interni».</p>
<p style="text-align: left;">La situazione del settore agroalimentare non è la stessa tra i Paesi che si affacciano sull’Adriatico: l’area dell’Est Europa non dispone di sufficienti infrastrutture ed è inoltre carente di servizi e strumenti operativi e finanziari tali da favorire gli interscambi; la parte italiana, invece, dispone di un adeguato know-how e di tecnologie sviluppate, ma fatica ad interagire con gli Enti e le imprese dell’area balcanica. «Da queste valutazioni &#8211; prosegue Pausini &#8211; nasce l’esigenza di superare, nel reciproco interesse, i gap strutturali, istituzionali ed economici presenti nei Paesi che si affacciano sulla sponda est dell’Adriatico e che rappresentano un freno allo sviluppo dell’interscambio fra le imprese, in particolare per le piccole e medie impese. L’obiettivo primario di Agronet è quindi quello di creare una rete che armonizzi strutture, procedure, strumenti operativi tecnologici e finanziari per una gestione, a livello di macro-area Adriatica, dei flussi commerciali nel settore agroalimentare. Tutto questo si concretizzerà nella proposta di accordi, alleanze ed intese tra i diversi soggetti pubblici e privati che agiscono nel settore e che operano nelle aree interessate dal progetto».</p>
<p style="text-align: left;">Per raccogliere le istanze delle imprese del territorio è stato predisposto un questionario reperibile sul sito di Confcooperative Ravenna (www.ravenna.confcooperative.it). «La compilazione del questionario &#8211; conclude Pausini &#8211; darà la possibilità alle imprese interessate di essere informate sugli sviluppi del progetto e di partecipare agli eventi di approfondimento e di incontro con potenziali partner dei Paesi coinvolti durante tutto l’arco di svolgimento del programma. Le imprese aderenti verranno infine inserite sul network che verrà attivato nel dicembre 2013 a conclusione di Agronet».</p>
<p style="text-align: left;">I partner coinvolti da Agronet sono per l’Italia: Finest (lead partner), Regione Puglia, Aicai azienda speciale della CCIAA di Bari, Consorzio Sviluppo Valle del Biferno, Confcooperative Unione di Ravenna, Veneto Agricoltura ed Informest. I partner esteri sono: RdA Primorska &#8211; Slovenia (agenzia di sviluppo), RdA Dalmatia-Croazia (agenzia di sviluppo), Ministero dello Sviluppo dell’Albania e OdRaz &#8211; Bosnia Erzegovina (agenzia di sviluppo).</p>
<p><a href="http://www.ravenna.confcooperative.it/txtlstvw.aspx?LstID=4ac18353-cdd5-4c79-846f-db4ad664a23d" target="_blank">Scarica il questionario</a></p>
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		<title>Imprese in prima linea con Agronet</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 11:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcasadio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le imprese della regione Emilia Romagna sono chiamate a partecipare, tramite la compilazione di un questionario, ad Agronet il progetto finanziato dal programma di Cooperazione Transfrontaliera IPA &#8211; Adriatico che vede Confcooperative Ravenna impegnata in prima linea. «L’obiettivo di Agronet &#8211; spiega Giovanni Pausini, responsabile Fedagri Confcooperative Ravenna &#8211; è di costituire entro il 2013 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.inpiazza.it/wp-content/plugins/simple-post-thumbnails/timthumb.php?src=/wp-content/thumbnails/3174.jpg&amp;w=80&amp;h=80&amp;zc=1&amp;ft=jpg' alt='post thumbnail' /></p>
<p>Le imprese della regione Emilia Romagna sono chiamate a partecipare, tramite la compilazione di un questionario, ad Agronet il progetto finanziato dal programma di Cooperazione Transfrontaliera IPA &#8211; Adriatico che vede Confcooperative Ravenna impegnata in prima linea.<span id="more-3174"></span></p>
<div id="attachment_3183" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/agronet3.jpg" rel="lightbox[3174]"><img class="size-medium wp-image-3183" title="agronet" src="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/agronet3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Uno degli incontri di Agronet</p></div>
<p>«L’obiettivo di Agronet &#8211; spiega Giovanni Pausini, responsabile Fedagri Confcooperative Ravenna &#8211; è di costituire entro il 2013 un network permanente tra le strutture della distribuzione logistica nel settore agroalimentare fra i Paesi dell’area adriatica, in particolare Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Albania. Il progetto è nato dalla necessità di migliorare i flussi commerciali import-export attraverso una maggiore cooperazione fra gli attori del settore della logistica agroalimentare internazionale, un settore che per la regione Emilia Romagna rappresenta l’11% della propria economia, il 13% per la Puglia e il 10% per le restanti regioni; siamo quindi molto interessati ad incrementare l’export soprattutto a fronte di un ristagno dei consumi interni».<br />
La situazione del settore agroalimentare non è la stessa tra i Paesi che si affacciano sull’Adriatico: l’area dell’Est Europa non dispone di sufficienti infrastrutture ed è inoltre carente di servizi e strumenti operativi e finanziari tali da favorire gli interscambi; la parte italiana, invece, dispone di un adeguato know-how e di tecnologie sviluppate, ma fatica ad interagire con gli Enti e le imprese dell’area balcanica. «Da queste valutazioni &#8211; prosegue Pausini &#8211; nasce l’esigenza di superare, nel reciproco interesse, i gap strutturali, istituzionali ed economici presenti nei Paesi che si affacciano sulla sponda est dell’Adriatico e che rappresentano un freno allo sviluppo dell’interscambio fra le imprese, in particolare per le piccole e medie impese. L’obiettivo primario di Agronet è quindi quello di creare una rete che armonizzi strutture, procedure, strumenti operativi tecnologici e finanziari per una gestione, a livello di macro-area Adriatica, dei flussi commerciali nel settore agroalimentare. Tutto questo si concretizzerà nella proposta di accordi, alleanze ed intese tra i diversi soggetti pubblici e privati che agiscono nel settore e che operano nelle aree interessate dal progetto».<br />
Per raccogliere le istanze delle imprese del territorio è stato predisposto un questionario reperibile sul sito di Confcooperative Ravenna (www.ravenna.confcooperative.it). «La compilazione del questionario &#8211; conclude Pausini &#8211; darà la possibilità alle imprese interessate di essere informate sugli sviluppi del progetto e di partecipare agli eventi di approfondimento e di incontro con potenziali partner dei Paesi coinvolti durante tutto l’arco di svolgimento del programma. Le imprese aderenti verranno infine inserite sul network che verrà attivato nel dicembre 2013 a conclusione di Agronet».<br />
I partner coinvolti da Agronet sono per l’Italia: Finest (lead partner), Regione Puglia, Aicai azienda speciale della CCIAA di Bari, Consorzio Sviluppo Valle del Biferno, Confcooperative Unione di Ravenna, Veneto Agricoltura ed Informest. I partner esteri sono: RdA Primorska &#8211; Slovenia (agenzia di sviluppo), RdA Dalmatia-Croazia (agenzia di sviluppo), Ministero dello Sviluppo dell’Albania e OdRaz &#8211; Bosnia Erzegovina (agenzia di sviluppo).</p>
<p><a href="http://www.ravenna.confcooperative.it/txtlstvw.aspx?LstID=4ac18353-cdd5-4c79-846f-db4ad664a23d">Scarica il questionario</a></p>
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		<title>Imprese in prima linea con Agronet</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 11:42:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le imprese della regione Emilia Romagna sono chiamate a partecipare, tramite la compilazione di un questionario, ad Agronet il progetto finanziato dal programma di Cooperazione Transfrontaliera IPA &#8211; Adriatico che vede Confcooperative Ravenna impegnata in prima linea. «L’obiettivo di Agronet &#8211; spiega Giovanni Pausini, responsabile Fedagri Confcooperative Ravenna &#8211; è di costituire entro il 2013 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3167" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/agronet.jpg" rel="lightbox[3165]"><img class="size-medium wp-image-3167" title="agronet" src="http://www.inpiazza.it/wp-content/uploads/2012/01/agronet-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Uno degli incontri di Agronet</p></div>
<p>Le imprese della regione Emilia Romagna sono chiamate a partecipare, tramite la compilazione di un questionario, ad Agronet il progetto finanziato dal programma di Cooperazione Transfrontaliera IPA &#8211; Adriatico che vede Confcooperative Ravenna impegnata in prima linea.<br />
«L’obiettivo di Agronet &#8211; spiega Giovanni Pausini, responsabile Fedagri Confcooperative Ravenna &#8211; è di costituire entro il 2013 un network permanente tra le strutture della distribuzione logistica nel settore agroalimentare fra i Paesi dell’area adriatica, in particolare Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Albania. Il progetto è nato dalla necessità di migliorare i flussi commerciali import-export attraverso una maggiore cooperazione fra gli attori del settore della logistica agroalimentare internazionale, un settore che per la regione Emilia Romagna rappresenta l’11% della propria economia, il 13% per la Puglia e il 10% per le restanti regioni; siamo quindi molto interessati ad incrementare l’export soprattutto a fronte di un ristagno dei consumi interni».<br />
La situazione del settore agroalimentare non è la stessa tra i Paesi che si affacciano sull’Adriatico: l’area dell’Est Europa non dispone di sufficienti infrastrutture ed è inoltre carente di servizi e strumenti operativi e finanziari tali da favorire gli interscambi; la parte italiana, invece, dispone di un adeguato know-how e di tecnologie sviluppate, ma fatica ad interagire con gli Enti e le imprese dell’area balcanica. «Da queste valutazioni &#8211; prosegue Pausini &#8211; nasce l’esigenza di superare, nel reciproco interesse, i gap strutturali, istituzionali ed economici presenti nei Paesi che si affacciano sulla sponda est dell’Adriatico e che rappresentano un freno allo sviluppo dell’interscambio fra le imprese, in particolare per le piccole e medie impese. L’obiettivo primario di Agronet è quindi quello di creare una rete che armonizzi strutture, procedure, strumenti operativi tecnologici e finanziari per una gestione, a livello di macro-area Adriatica, dei flussi commerciali nel settore agroalimentare. Tutto questo si concretizzerà nella proposta di accordi, alleanze ed intese tra i diversi soggetti pubblici e privati che agiscono nel settore e che operano nelle aree interessate dal progetto».<br />
Per raccogliere le istanze delle imprese del territorio è stato predisposto un questionario reperibile sul sito di Confcooperative Ravenna (www.ravenna.confcooperative.it). «La compilazione del questionario &#8211; conclude Pausini &#8211; darà la possibilità alle imprese interessate di essere informate sugli sviluppi del progetto e di partecipare agli eventi di approfondimento e di incontro con potenziali partner dei Paesi coinvolti durante tutto l’arco di svolgimento del programma. Le imprese aderenti verranno infine inserite sul network che verrà attivato nel dicembre 2013 a conclusione di Agronet».<br />
I partner coinvolti da Agronet sono per l’Italia: Finest (lead partner), Regione Puglia, Aicai azienda speciale della CCIAA di Bari, Consorzio Sviluppo Valle del Biferno, Confcooperative Unione di Ravenna, Veneto Agricoltura ed Informest. I partner esteri sono: RdA Primorska &#8211; Slovenia (agenzia di sviluppo), RdA Dalmatia-Croazia (agenzia di sviluppo), Ministero dello Sviluppo dell’Albania e OdRaz &#8211; Bosnia Erzegovina (agenzia di sviluppo).</p>
<p><a href="http://www.ravenna.confcooperative.it/txtlstvw.aspx?LstID=4ac18353-cdd5-4c79-846f-db4ad664a23d" target="_blank">Scarica il questionario</a></p>
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		<title>Costi di produzione delle colture arboree ed erbacee 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcasadio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Archivio]]></category>
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		<description><![CDATA[È uscita la pubblicazione curata dal prof. Francesco Rinaldi Ceroni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero 83 del dicembre 2011 del &#8220;Notiziario tecnico&#8221; del CRPV (Centro Ricerche Produzioni Vegetali) è stato pubblicato <em>&#8220;I costi di produzione delle principali colture arboree ed erbacee nella provincia di Ravenna &#8211; 2010&#8243;</em> a cura del dott. Francesco Rinaldi Ceroni. Il testo dello studio, unitamente a quelli che si riferiscono agli anni precedenti a partire dal 2005, può essere consultato alla nostra pagina <strong><a href="http://www.inpiazza.it/archivio/" target="_blank">Archivio ultime annate</a></strong></p>
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