Ritornano i grandi eventi espositivi ai Musei di San Domenico di Forlì, dove dal 28 gennaio al 17 giugno si potranno ammirare ‘L’anima e le forme’ delle sculture di uno dei protagonisti principali dell’arte scultorea del novecento: Adolfo Wildt (Milano 1868-1931). Wildt non ha sempre goduto dei favori della critica né quando era in vita né successivamente. Oggi l’artista è finalmente e giustamente considerato uno degli scultori più importanti del panorama nazionale ed internazionale e l’interesse da parte del collezionismo e le diverse esposizioni a lui dedicate ed organizzate in diversi parti del mondo lo dimostrano. Le opere di Wildt si sono da sempre distinte per eccellenza nella tecnica, straordinario eclettismo, fedeltà alla figura e vocazione monumentale, caratteristiche maggiormente esaltate dall’utilizzo del marmo. Il nucleo di partenza dell’esposizione è costituito dalla collezione della famiglia forlivese Paolucci de’ Calboli e da diverse opere dello scultore, accostate ed altre sculture di diversi artisti al fine di realizzare un percorso che metta in rapporto le opere di Wildt con quelle di pittori e scultori del passato (Durer, Cosmè Tura, Michelangelo…etc) e della modernità (Previati, Rodin, Klimt, De Chirico…etc).
Ritroviamo la scultura protagonista di altri appuntamenti artistici, questa volta a Ravenna all’interno degli spazi del Museo Nazionale, che ha aperto le porte ad installazioni di artisti contemporanei e locali che hanno costruito le loro opere integrandole con l’ambiente del Museo. Francesco Bombardi (Meldola), in mostra fino al 29 aprile, interpreta l’ambientazione del primo chiostro con aeree installazioni migrate dal mondo delle favole a quello del museo. Pinocchio in volo sulla colomba è la prima opera che si staglia nello spazio per originalità di iconografia e libertà di pensiero: è una sorta di levitazione materiale di un corpo attraverso l’etere mediante il potere della mente, come sottolinea l’Artista. Altro scultore ospite del Museo Nazionale ravennate è Davide Rivalta che ha animato gli spazi dei dormitori con tre lupi, un preludio ad una mostra più ampia che si inaugurerà in primavera.
Dalla scultura si passa alle incisioni con la mostra ‘Se ipsum. L’autoritratto nell’incisione da Rembrandt a De Chirico, da Goya agli artisti contemporanei’ a Bagnacavallo fino al 19 febbraio presso il Museo civico delle Cappuccine. L’esposizione affronta un grande classico della storia dell’arte attraverso l’esposizione di circa 140 opere grafiche che rivelano altrettanti ‘volti d’artista’, a testimonianza di un genere, quello dell’autoritratto, che ha sempre goduto di una grande fortuna nel mondo della produzione artistica.
Rubrica a cura di Ilaria Florio