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La valorizzazione dei vini romagnoli


La valorizzazione dei vini romagnoli
Raffaele Drei di Agrintesa: "Occorre innalzare il livello complessivo degli attori vitivinicoli sul territorio"
Qualificazione e personalizzazione sulle preferenze dei consumatori sono le parole chiave che devono accompagnare la viticoltura romagnola in un nuovo percorso di valorizzazione. Ne è convinto Raffaele Drei, presidente Agrintesa, la cooperativa agroalimentare faentina che da anni sta perseguendo questa strada in ogni ambito della sua produzione.
“Rispetto ad altre aree vitivinicole la Romagna sconta ancora un ritardo di immagine e blasone legato ai diversi percorsi storici delle diverse viticolture, non solo nazionali - commenta il presidente -. I vini romagnoli si sono sicuramente riqualificati negli ultimi anni, molto è stato fatto, ma il potenziale di miglioramento è sicuramente ancora alto e il percorso lungo. Certo è che la qualificazione del prodotto ‘vino' non può essere frutto del percorso solo individuale di singole aziende ma occorre innalzare il livello complessivo di un territorio e di tutti gli attori che lo compongono. Ognuno deve concorrere, per il proprio ruolo o per le proprie dimensioni, a questo obiettivo”.

È in questa logica che Agrintesa ha partecipato a una manifestazione di grande rilievo internazionale come Vinitaly. “Agrintesa - continua - ha una modesta attività di imbottigliamento se valutata da un punto di vista quantitativo, tuttavia la riteniamo molto importante per una qualificazione della nostra intera produzione. Siamo il secondo produttore europeo per uva trasformata ed il primo nazionale, e la nostra produzione di bottiglie è la dimostrazione della capacità di saper fare qualità agli occhi dell'intera clientela. Inoltre, come detto, è il contributo all'immagine complessiva del vino ‘Romagna'. La valenza dei percorsi di miglioramento qualitativo è oggi premiata anche sul piano formale dai riconoscimenti ottenuti nei concorsi a cui partecipiamo. Questi premi non arrivano a caso ma sono il frutto di un lavoro in cui gli attori principali sono stati i nostri produttori che per primi hanno sposato un percorso sfidante di miglioramento produttivo proposto e sostenuto dalla nostra cantina che, anche sul piano agronomico, è stato propedeutico per l'intera produzione. Agrintesa guarda con soddisfazione e grandi aspettative la nascita del progetto Novebolle dopo anni in cui abbiamo atteso e auspicato l'utilizzo più qualificato del Trebbiano, in particolare nel comparto frizzanti e spumanti. Riteniamo che questo vitigno meriti più considerazione di quella che gli è stata dedicata in passato, pur sapendo che ciò non può prescindere da un modo di produrlo altrettanto diverso che già molti produttori hanno adottato negli impianti rinnovati recentemente. Questo strategico obiettivo non può che essere affidato, per quanto ci riguarda, al nostro consorzio di imbottigliamento di riferimento, Caviro, che da sempre, ha il compito di imbottigliare il nostro vino e collocarlo nei diversi segmenti e mercati. La produzione di bottiglie di Agrintesa è invece collocata in un selezionato segmento di ristorazione, quasi esclusivamente locale, con gli obiettivi sopra detti, ma continuiamo anche secondo altre linee di sviluppo; per esempio, siamo impegnati in processi di diversificazione e specializzazione per venire incontro alle richieste di consumatori che cercano il biologico e il vegano anche nel vino”.

Venendo all'andamento del mercato enologico si riscontra una certa costanza nei prezzi, nonostante l'ultima vendemmia sia stata tra le più scarse mai viste a livello europeo: “I prezzi del vino prodotto con l'eccezionale raccolta del 2017 si sono mantenuti fin dall'inizio interessanti - prosegue Drei -. È ancora presto per poter azzardare bilanci o risultati che i soci potranno ottenere, ma possiamo dire che la qualità del nostro vino e l'andamento costante del mercato saranno premianti. La qualità che abbiamo raggiunto nei vigneti e nelle cantine, con gli investimenti effettuati prima della vendemmia, e il buon andamento della commercializzazione anche del vino sfuso ci fanno ben sperare”. Oltre al vino anche l'olio prodotto da Agrintesa può essere motivo di orgoglio: “Il nostro olio nel 2018 si è guadagnato 3 foglie dalla Guida Gambero Rosso e 5 gocce dalla Guida Bibenda, riconoscimenti di alto livello che confermano come Agrintesa sappia ricercare e produrre l'eccellenza”.

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