1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (Nessun voto)
Loading ... Loading ...

Nel comparto ortofrutticolo della grande distribuzione la percentuale supera il 50%

Cooperative agricole e distribuzione organizzata: un rapporto strutturato e virtuoso, consolidato da cifre che crescono di anno in anno. Oggi una bottiglia di vino su due presenti sugli scaffali delle insegne cooperative della distribuzione organizzata (Coop, Conad, Crai, Sigma) proviene dalle cooperative agricole. E nel comparto ortofrutticolo la percentuale supera, da nord a sud, il 50%: oltre la metà dei contratti di fornitura di frutta e verdura – e circa un terzo degli altri prodotti agroalimentari (latte, formaggi, pasta, ecc.) – vengono siglati dalle insegne distributive con imprese o consorzi cooperativi.
“Sono numeri – dichiara il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini – che attestano il legame positivo tra la componente agricola e quella distributiva della filiera cooperativa. Un rapporto che intendiamo consolidare nella direzione di una più forte valorizzazione dei prodotti forniti dalle cooperative. Il nostro impegno è accrescere ulteriormente questa percentuale nel prossimo triennio.”
Contemporaneamente, la cooperazione si dichiara disponibile ad aprire un dialogo proficuo con tutta la Grande Distribuzione che opera in Italia per raggiungere intese che escano dalla logica del “prezzo basso” a vantaggio del “prezzo giusto” o meglio ancora del “prezzo equo”, quello cioè che consente a tutti gli attori della filiera di poter ottenere il riconoscimento minimo del lavoro svolto. Altre collaborazioni allo studio riguardano la possibilità di far gestire spazi di vendita direttamente ai produttori organizzati e la sperimentazione di progetti economici condivisi (co-imprenditorialità o co-marketing) per definire congiuntamente tipologia di prodotto, formato, marchio e prezzo finale.
Una prima risposta alle esigenze del settore arriva dal decreto sulle liberalizzazioni, che, tra l’altro, contiene importanti misure per l’agroalimentare.
“Molti di questi provvedimenti – sottolinea Gardini – recepiscono le proposte presentate al Ministro delle Politiche Agricole dalle Organizzazioni cooperative. Particolarmente apprezzabile la  nuova disciplina che regolerà le relazioni commerciali per la cessione dei prodotti agroalimentari”.
“Una norma – prosegue il presidente di Fedagri-Confcooperative – che va nell’ottica di aumentare la trasparenza nelle relazioni contrattuali e costituisce un primo tentativo di riequilibrare i rapporti di forza lungo la filiera alimentare tra mondo della produzione e distribuzione, tutelando la parte più debole nella contrattazione”.
“Apprezzabili in tal senso – afferma Gardini – la norma che rende più vincolanti i termini di pagamento (30 giorni per i prodotti alimentari deperibili e 60 giorni per le altre merci) e l’introduzione di un regime sanzionatorio finalizzato a dissuadere pratiche commerciali eccessivamente gravose per la parte produttiva. Bene anche l’obbligo della forma scritta per i contratti di fornitura.”
“Attraverso un nuovo rapporto tra produzione, distribuzione e politica – dichiara Gardini – sarà possibile realizzare importanti sinergie per far fronte comune a Bruxelles ed indicare un percorso di azione alle imprese agricole con l’obiettivo di tutelare la loro redditività. A fronte del drammatico calo dei consumi dobbiamo infatti guardare verso i mercati esteri, e in questa direzione la politica comunitaria deve elaborare misure atte a sostenere i progetti di internazionalizzazione.”
Un’altra leva su cui agire per favorire i consumi nell’attuale scenario, caratterizzato da una profonda crisi economica, è lo sviluppo delle private label, che negli ultimi anni hanno registrato una crescita costante anche nel nostro paese. Come evidenziato in occasione del convegno inaugurale della rassegna MarcabyBolognaFiere, svoltasi recentemente a Bologna, in Italia la quota di mercato dei prodotti a marchio del distributore ha raggiunto il 17% per un valore delle vendite pari a 9 miliardi di euro. I prodotti “firmati” dalle private label sono forniti alle moderne catene distributive dalle aziende copacker, una galassia di 1.600 imprese per il 90% di dimensioni piccole e medie.
“All’interno di questo universo – conclude Maurizio Gardini – riveste un ruolo di primaria importanza il mondo cooperativo che, grazie alla sua affidabilità ed alla sua flessibilità, ha instaurato un proficuo rapporto di collaborazione con le principali catene italiane ed estere. Le insegne distributive infatti mostrano di apprezzare l’ampiezza dell’assortimento dei prodotti proposti per le private label dalle imprese cooperative, che garantiscono lo stesso elevato livello qualitativo dei prodotti di marca ad un prezzo più conveniente ottenuto grazie ad importanti economie di scala.”

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo.
TrackBack URL


Lascia un commento: