Il presidente provinciale di Federlavoro e Servizi, Rossano Bezzi, sulle problematiche e le potenzialità del settore
Recentemente si è molto parlato dei problemi degli autotrasportatori, ma c’è anche un altro settore della logistica e dei trasporti che patisce la crisi in maniera ormai cronica: il facchinaggio.
“Il facchinaggio – sottolinea Rossano Bezzi, presidente provinciale di Federlavoro e servizi – soffre in generale dei soliti vecchi problemi endemici. Queste categorie di lavoratori rappresentano l’ultimo anello della catena logistica ed anche quello più ignorato. Basti pensare al ruolo determinante nella filiera che occupa l’autotrasporto e la forza d’urto che questo segmento di attività riesce a ricavarsi ogni volta che proclama un’azione. Così non è per il facchinaggio.”
Quali sono nello specifico i problemi del settore?
“Da una parte assistiamo ad un incremento dei costi del personale che percentualmente supera del doppio quanto stabilito dagli accordi provinciali tra le forze sociali e la mediazione dell’Ufficio provinciale del lavoro e massima occupazione, dall’altra la stessa tariffa non copre, e questo tutti lo sanno, i costi determinati dall’applicazione del contratto nazionale di categoria. Con forza e determinazione Confcooperative Ravenna ha sempre sostenuto che questo è un equivoco dal quale bisogna obbligatoriamente uscire, soprattutto per salvaguardare il rapporto di correttezza che si deve instaurare all’interno di una cooperativa con i propri soci. Se le premesse non possono essere applicate devono necessariamente essere riviste e cambiate.”
Come reagiscono le cooperative a queste problematiche?
“Il nostro mondo e le imprese aderenti a Federlavoro e servizi – Confcooperative Ravenna non si sono limitati a piangersi addosso, come avvenuto in altri contesti. Le nostre cooperative, giustamente stimolate e pungolate, hanno ormai raggiunto per numero di addetti, di tecnologie e di mezzi di movimentazione merci tali da ricoprire un ruolo primario in ambito provinciale e non solo. In molti casi le nostre cooperative hanno provveduto ad evolversi, offrendo sempre di meno servizi in economia e presentandosi sempre di più con vera e propria progettazione nell’ambito della movimentazione delle merci e gestendo in modo articolato e complessivo l’intero ciclo di handling (assistenza a terra) della committenza.”
Quali sono i numeri di Confcooperative Ravenna in questo settore?
“Oggi Confcooperative Ravenna può vantare oltre 1000 addetti di cui l’80% è rappresentato da soci lavoratori nella massima espressione dello spirito cooperativistico. Correttezza vuole che si debba riconoscere al nostro territorio provinciale, grazie anche ad un porto di valenza regionale e interregionale, una posizione che favorisce lo sviluppo dell’attività logistica finalizzata al confezionamento e allo stoccaggio delle merci. Se da una parte vi è un terreno fertile, dall’altra le nostre cooperative e la nostra associazione hanno saputo interpretare nel migliore dei modi le esigenze della committenza ponendosi di fatto come partner logistici e non solo come prestazioni di facchinaggio fini a se stesse. E’ su quest’ottica che continueremo a proporci alla committenza. E’ con quest’ottica che continueremo a stimolare le cooperative logistiche aderenti alla nostra associazione che, sottolineiamo con soddisfazione, a differenza di tanti altri soggetti e pur in un periodo di enorme crisi, non hanno mai utilizzato ore di cassa integrazione.”
Ilaria Florio
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