Segno positivo per il bilancio economico della cooperazione ravennate: con oltre 5 milioni di euro di fatturato (+6%), e più di 25mila occupati (+0,7%) Confcooperative, Legacoop e Agci insieme hanno dimostrato di saper dare una risposta concreta a questa crisi.
L’A.C.I. (Alleanza delle Cooperative Italiane) ravennate ha reso pubblici i propri dati economici relativi all’anno 2010 nel convegno tenutosi presso l’Hotel Cube di Ravenna il 21 ottobre scorso.
La giornata è stata anche occasione per riflettere sul tema “La cooperazione dall’oggi al futuro con uno sguardo alle nuove esperienze in Italia e in Europa” insieme a diversi ospiti quali i presidenti delle tre centrali, Raffaele Gordini (Confcooperative), Giovanni Monti (Legacoop) e Pino Morgnagni (Agci), il presidente di Cooperatives Europe, Felice Scalvini, il direttore di Confcooperative Ravenna, Andrea Pazzi e vari rappresentanti di cooperative italiane ed europee.
I dati economici sono stati esposti da Monica Bolognesi di Federcoop che ha subito evidenziato la forte tenuta del sistema cooperativo provinciale. Nonostante il numero di cooperative associate rimanga pressoché stabile (da 427 scende a 426 a causa di fusioni e razionalizzazioni di imprese) cresce il numero di associati, che nel 2010 raggiunge quota 289.949 (+2,8%) mettendo in evidenza come la cooperazione sia presente in modo capillare sul territorio. Gli occupati in cooperative rappresentano il 14% dei lavoratori ravennati e i comparti dell’agro-industria e del sociale e mutue si confermano quelli con maggior numero di dipendenti.
Rimanendo in tema di occupazione Monica Bolognesi ha voluto ribadire come nello scorso anno solo 34 cooperative aderenti all’Aci ravennate abbiano fatto uso di ammortizzatori sociali per un totale di 1.196 occupati che ne hanno usufruito.
“Questi dati – ha commentato Raffaele Gordini, presidente di Confcooperative Ravenna – dimostrano come il mondo della cooperazione ravennate, ben rappresentato dalle oltre 25mila donne e uomini che vi lavorano, abbia puntato sulla crescita del territorio. Nella nostra provincia il sistema cooperativo regge alla crisi grazie ai principi che lo ispirano e che lo hanno fatto vivere e prosperare. Ci siamo battuti per fondamenti come ‘una testa un voto’, per la mutualità tra i soci e le diverse cooperative, per la natura non speculativa dell’impresa e per la solidarietà. E continueremo a farlo, come continueremo a fare la nostra parte per il rilancio economico e sociale del nostro territorio.
“Siamo convinti – ha continuato Gordini – di svolgere un ruolo importante e fondamentale qui a Ravenna come in tutto il Paese, e questo nonostante la famosa ‘manovra di Ferragosto’ del governo che ha voluto colpire le nostre imprese. Una risposta a quest’atto è arrivata dalla Corte di Giustizia europea che ha sentenziato come la fiscalità cooperativa non debba considerarsi un aiuto di Stato. Ma la risposta migliore la diamo noi, oggi, tutti insieme, con i risultati che nonostante i momenti difficili abbiamo raggiunto.”
Dopo la presentazione dei dati economici il convegno è proseguito con gli interventi e le testimonianze di cooperatori appartenenti a diverse realtà italiane ed estere: la cooperativa di comunità ‘I briganti’ di Cerreto, il gruppo cooperativo di Mondragon, il Co-operative college di Manchester e la cooperativa di utenza San Francesco di Valencia.
“Queste testimonianze di cooperative così diverse – ha commentato in chiusura del convegno Felice Scalvini – dimostrano come la cooperazione sia presente e possibile in ogni settore economico. I dati presentati oggi e quelli di tutte le province e le regioni d’Europa dimostrano poi altri due aspetti fondamentali: la resilienza delle cooperative e la loro biodiversità. Resilienza, invece di resistenza, perché la cooperazione ha dimostrato di saper rispondere in maniera positiva agli eventi traumatici. Biodiversità, perché è proprio la natura diversa dalle altre forme di impresa che ci permette di contraddistinguerci e rafforzarci nel tempo.”
Ilaria Florio
Non sono analfabeta,ma per sapere cosa volesse dire RESILIENZA ho dovuto aprire l’enciclopedia.Dopo avere letto tutto l’articolo ho capito il senso della parola.
Credo tuttavia sia alquanto improprio usare una parola che riguarda i materiali per parlare di cooperazione.
Ringrazio per l’ospitalità e cordialmente saluto.
Utili Gianfranco
“La ringraziamo vivamente per l’attenzione e per l’interesse accordato alla nostra testata.
La resilienza è la capacità dell’uomo di affrontare e attraversare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente.
Ultimamente resilienza è entrato sempre più spesso nei concetti di uso comune e l’abbiamo usato per rendere ragione della capacità del mondo cooperativo di svolgere pienamente la sua funzione nei diversi momenti – positivi o pieni di difficoltà – del mercato economico, finanziario e sociale.
Flessibili e resistenti, per vincere le sfide del mondo moderno e globalizzato.”
La redazione