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Sauro Bettoli difende l’impegno e il ruolo della cooperazione nei momenti di crisi

«Giovani, cooperazione e occupazione devono rappresentare obbligatoriamente tre pilastri fondamentali e tre elementi valoriali del mondo della cooperazione.»
Sono queste le parole che Sauro Bettoli, vicepresidente di Confcooperative Ravenna, rivolge al movimento cooperativo per incitarlo, soprattutto in questo periodo di crisi, a continuare la sua missione di impresa sociale.
«La cooperazione – continua Bettoli – ha saputo rispondere in maniera superiore e in controtendenza a questa crisi. Infatti, se da una parte tutte le imprese hanno puntato a ridurre l’occupazione o peggio ancora alla chiusura totale delle aziende, dall’altra parte il mondo della cooperazione ha risposto con un 3% in più a livello occupazionale ed a beneficiare di questo stato sociale è stato in particolare il mondo giovanile. E’ questo che accade quando un gruppo dirigente svolge bene la propria opera di cooperatore.»
Oltre ai valori che ne sono alla base, che cosa distingue la cooperazione dalle altre forme d’impresa?
«L’impresa cooperativa è un bene sociale che nessuno dovrebbe mai dimenticare, infatti è l’unico strumento giuridico a disposizione per chi, pur con scarsi mezzi economici e finanziari, ha voglia di fare qualcosa per il bene proprio con la condivisione di altri. Il fare impresa cooperativa consente, ai giovani in particolare, di poter crescere, di poter impostare delle attività con la forza delle proprie idee e della propria fantasia e non esclusivamente per il supporto di capitali messi a disposizione da altri.
Che ne pensa dell’ultima manovra anticrisi del governo?
«Il governo attuale non tiene conto dei valori sopraindicati e dell’importanza dei giovani inserendo nella manovra di riparazione un vero e proprio taglieggiamento alle cooperative in quanto tali, dimenticando che se non ci fosse chi in controtendenza contribuisce a far crescere il Pil, saremmo in una situazione ancora più precaria come sistema paese.»
«Il tassare gli utili messi a riserva indivisibile, che avevano il chiaro ed unico intento di patrimonializzare le aziende cooperative per poter sviluppare investimenti, – chiarisce Bettoli – costituisce un macroscopico errore che penalizza in modo particolare i nostri giovani. Per fortuna, e non a caso, una voce di speranza a sostegno dei giovani e del mondo della cooperazione si è levata autorevole dal mondo ecclesiastico.»
Si riferisce al discorso del Papa nell’incontro con i giovani a Madrid?
«Sì, non potevano mancare da parte del Santo Padre richiami di speranza e di moralità con al centro i giovani e il mondo del lavoro. Benedetto XVI ci ha invitato ad aprire le frontiere, a creare luoghi di amicizia capaci di spazzare via le troppe solitudini del presente così da poter costruire un mondo diverso. Ha sottolineato il fatto che oggi più che mai l’economia non possa prescindere dall’etica e che non debba essere misurata solo nella logica del profitto, ma secondo il concetto di bene comune. La cooperazione ringrazia il Santo Padre per queste parole che suonano come una speranza, ma anche come un monito. Chi crede in questi valori deve maggiormente impegnarsi all’interno dell’impresa cooperativa per farli propri cercando di dare maggiori certezze ai nostri giovani che rappresentano il domani della società.»
«È su questa strada maestra – conclude Bettoli – che intendiamo perseguire la nostra opera di cooperatori a favore del mondo giovanile e dell’occupazione in generale.»

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