Con un mese di agosto caldo, perfetto per la maturazione dell’uva, in Romagna ci avviciniamo velocemente alla prossima vendemmia, che vedrà sempre più l’espandersi della raccolta meccanizzata.
Dopo un inverno regolare con una buona piovosità e temperature nella norma, abbastanza basse fino a marzo inoltrato, con l’esplosione del caldo nei primi giorni di aprile, quando la temperatura massima ha superato in modo anomalo, i 30°C il 9 aprile, la ripresa vegetativa è stata velocissima: si è passati in una settimana dalla gemma ferma a una vegetazione che ha superato i 10 centimetri.
I viticoltori già l’11 e 12 aprile sono stati costretti ad effettuare i primi trattamenti per preservare la nuova produzione. Anche nel mese di maggio, fino alla prima decade di giugno, ci sono stati periodi particolarmente caldi che hanno favorito una accelerazione del ciclo vegetativo delle piante. La fioritura che è avvenuta fra metà maggio e i primi di giugno è stata regolare ed anche la successiva allegazione non ha avuto problemi. I grappoli sono risultati da subito ben formati, abbastanza spargoli. Il mese di giugno un po’ bizzarro ha rallentato l’anticipato che si era manifestato fino all’inizio dell’estate. In tutti i mesi si è registrata una piovosità sufficiente e ben distribuita. L’invaiatura è iniziata in alcuni casi in anticipo, favorita da temperature elevate nella parte centrale del mese di luglio, ma l’abbassamento delle temperature nella ultima parte del mese, ha ridimensionato l’anticipo che si era determinato nei mesi precedenti. Le prime settimane di agosto sono state contraddistinte da giornate asciutte giustamente calde con temperature massime di 32/36°C, con punte anche superiori e notti fresche con uno sbalzo termico di 12/16 °C circa, condizioni ideali per la maturazione delle uve, che sta quindi procedendo molto bene.
La vendemmia è iniziata il 16 agosto per piccole partite di Chardonnay destinate a base spumante, ed è proseguita il 22 agosto con lo stesso vitigno e il Pinot bianco, ai quali farà seguito nella prima e seconda settimana di settembre l’Albana, le prime uve Trebbiano per la produzione di basi spumante e frizzante, il Ciliegiolo, il Merlot, lo Syrah, per poi proseguire con il Sangiovese, il Cabernet Sauvignon e l’Uva Longanesi. Perdurando l’attuale situazione climatica si ipotizza un anticipo di maturazione specialmente per le varietà più tardive.
I vigneti attualmente sono in perfetta vigoria, in quanto le regolari precipitazioni hanno favorito lo sviluppo vegetativo anche in quei terreni che normalmente soffrono di scarsità idrica. Il perdurare dell’assenza di precipitazioni (da inizio agosto non ci sono stato state piogge), potrebbe mettere in difficoltà parte dei vigneti collinari o di pedecollina, nel caso non siano attrezzati per l’irrigazione di soccorso.
Al momento lo stato sanitario è ottimo, i vigneti si presentano rigogliosi e con i grappoli sani; tutti gli attacchi di peronospora e oidio sono stati regolarmente controllati e non si segnalano fenomeni di grandine che abbiano causato danni significativi. Ottima premessa per una vendemmia 2011 di grande qualità.
Relativamente alla quantità si prevede in Romagna una produzione stabile rispetto alla vendemmia precedente.
Per avere un quadro sulla previsione qualitativa, bisogna però attendere in quanto sono determinanti le condizioni climatiche delle prossime settimane per concludere la fase di maturazione.
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La vendemmia 2011 in Italia è caratterizzata da un anticipo più evidenziato al Nord, regolare al Centro ed invece un po’ in ritardo al Sud.
Dal un punto di vista quantitativo in Italia si prevede una leggera diminuzione, specialmente dovuta agli estirpi che sono proseguiti al Sud, sfruttando i provvedimenti dell’OCM vino e per la “vendemmia verde” che anche quest’anno è stata fortemente utilizzata in Sicilia per sottrarre una produzione in tanti casi non più remunerativa per gli agricoltori. Fra le regioni maggiormente in diminuzione dovrebbero esserci l’Abruzzo e la Sicilia, mentre il Veneto si dovrebbe riconfermare come regione maggiormente produttiva, pur in leggera diminuzione rispetto agli 8,3 milioni di ettolitri, della vendemmia 2010 stimata per l’Italia, dall’ISTAT di 46,7 milioni di ettolitri (49,6 milioni di ettolitri, secondo dati Agea).
Ci si presenta in vendemmia con le cantine abbastanza vuote, le scorte sono diminuite, grazie ad un trend positivo delle esportazioni. Il 1° quadrimestre del 2011, a confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, evidenzia per l’Italia, una decisa espansione della domanda internazionale con un incremento del +13,7% in valore e +16,0% in volume, questo favorito dallo sviluppo della commercializzazione del vino sfuso (+ 36,4% a volume, ma solo +33,4 % a valore rispetto al pari periodo del 2010, con quindi una riduzione del valore medio unitario), un cambio questo che determina però anche uno spostamento del profitto verso paesi che confezionano e distribuiscono il vino, mentre il consumo interno continua ad avere segno negativo.
In generale a livello europeo, dopo una vendemmia molto scarsa come quella del 2010, le stime a fine luglio per la Spagna davano una campagna leggermente inferiore rispetto alla precedente, meno 5 per cento circa, stimando una produzione in Castiglia La Mancha intorno al 19,5 e 20 milioni di ettolitri. A livello nazionale, una produzione circa 39 milioni di ettolitri.
Per la Francia, secondo Agreste il dipartimento di statica del Ministero, a metà agosto, la previsione è di produrre 47,9 milioni di ettolitri, un 6% superiore al 2010, ma in diverse zone ci sono dubbi a causa di attacchi di Botrytis. In Germania, come in altri Paesi dell’Est, ci si attende una vendemmia molto scarsa a causa di gelate primaverili che hanno colpito diversi territori, comunque prevedono una vendemmia anticipata e già l’8 agosto hanno iniziato la vendemmia nella regione di Rheinhessen.
È ancora presto quindi per stimare un dato quantitativo della vendemmia europea, ma si affronta una vendemmia con una visione ottimistica sulla qualità, mentre rimangono i forti dubbi sulla redditività, per questo c’è sempre giustamente la rincorsa alla riduzione dei costi di produzione in tutte la fasi del ciclo del vigneto che porta sempre più a interventi meccanizzati, come per la raccolta.
Giordano Zinzani
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