A) Origine, caratteristiche ed effetti della crisi di mercato 2011.
Il mercato dei prodotti ortofrutticoli dell’Unione Europea sta attraversando una crisi molto grave, riconosciuta dall’ Unione Europea con l’adozione del Regolamento di esecuzione (CE) n° 585 del 17 giugno 2011, dovuta a più fattori “congiunturali” che possono essere identificati in:
- una riduzione generalizzata dei consumi, direttamente imputabile all’impatto disastroso sui consumatori europei di una comunicazione e gestione della crisi “sanitaria” E. Coli, da parte delle autorità comunitarie e tedesche, del tutto superficiale, erronea e tardiva.
La crisi E. Coli ha prodotto danni enormi a causa del blocco di alcuni importanti mercati di esportazione della Unione Europea, come ad es. nel caso della Russia, su cui ancora oggi permangono ritardi e complicazioni burocratici (certificazioni / piani nazionali di monitoraggio) che ostacolano la ripresa delle operazioni.
- un leggero squilibrio dell’ offerta complessiva europea, nel settore delle pesche e nettarine, dovuto all’ andamento climatico che ha accorciato i tempi di maturazione, determinando una sovrapposizione nei calendari di commercializzazione.
- una riduzione delle vendite, dovuta alla congiuntura economica internazionale situazione in cui alcuni operatori dei Paesi Produttori hanno risposto con una politica commerciale molto aggressiva (vendite sotto costo) che ha depresso ulteriormente le quotazioni.
- una politica commerciale praticata dalla GDO che, come dimostra l’esempio della non-sottoscrizione dell’accordo interprofessionale per le pesche, non si mostra sensibile a fronte della straordinaria crisi del comparto e si traduce troppo spesso in una forbice ingiustificata tra prezzi all’origine e prezzi al consumo. Inoltre, la pratica di promozioni, sconti, ristorni, ritardi di pagamento aggravano sensibilmente la posizione dei produttori e delle loro cooperative ed OP.
All’interno di questo contesto, produzioni altamente deperibili come le principali referenze della “frutta estiva” (pesche, nettarine, susine, albicocche) sono state particolarmente esposte alla volatilità dei prezzi sui mercati europei ed extra-europei e necessitano quindi di una maggiore tutela e capacità di intervento.
In Italia i prezzi di vendita delle pesche uscita OP/Cooperativa sono stati inferiori di oltre il 30% rispetto all’anno precedente e non sono in grado di coprire i costi di produzione e condizionamento.
B) Soluzioni strutturali europee per la gestione della crisi.
La difficoltà di avanzamento del dibattito comunitario in merito alle “crisi di mercato” è stata evidente in occasione della riforma ortofrutta del 2007, che ha visto una forte contrapposizione tra Paesi del sud dell’Unione e Paesi del Nord-Europa, contrari a forme incisive di intervento della UE.
In tal senso va quindi ricordato che nel settore ortofrutticolo l’ OCM non ha mai avuto a disposizione né strumenti né risorse per affrontare “crisi gravi”: con l’OCM del 2007, in realtà, l’OCM può si contare su strumenti di prevenzione e gestione Crisi, misure potenzialmente interessanti ed incentrate sulle OP ma che per mancanza di flessibilità e limitatezza finanziaria non sono sufficienti per affrontare questo tipo di crisi, anche se si utilizzasse interamente lo “0,5″% aggiuntivo per i Programmi Operativi delle OP.
E’ quindi evidente che l’obiettivo assegnato alla OCM è di tipo sostanzialmente “strutturale” volto sopratutto, grazie alle azioni previste nei Programmi Operativi, a cercare di prevenire le crisi attraverso misure di concentrazione dell’offerta, per la qualità, per investimenti, per la valorizzazione etc. ma che ha sofferto per due fattori in particolare:
§ l’ insufficienza del sistema di gestione dei ritiri della OCM ortofrutticoli, prima ed anche dopo la riforma OCM del 2007
§ la debolezza contrattuale dei produttori nei confronti delle grandi catene distributive
Occorre pertanto definire strumenti e risorse, anche complementari alla OCM ortofrutticoli, finalizzati alla gestione delle Crisi Gravi di “Mercato”. In concreto, si tratta di riproporre alcune proposte, già avanzate dopo la crisi del 2009 dalla filiera europea (Organizzazioni agricole, cooperative, commercio) che hanno ricevuto la piena adesione da parte dei Ministeri dei Paesi produttori:
a. un aumento delle indennità di ritiro;
b. un aumento della percentuale massima di prodotto ritirabile nel triennio (es. 10%);
c. il miglioramento delle condizioni per la Distribuzione Gratuita, anche tramite la non applicazione del massimale del 4,6 %;
d. un sostegno concreto ai fondi mutualistici delle OP, per interventi a sostegno dei prezzi in caso di crisi;
e. meccanismi di auto-regolamentazione su base europea, interprofessionale ed erga-omnes, per consentire l’applicazione di regole collettive vincolanti tutta la produzione europea;
f. misure di conoscenza della produzione: creazione di osservatori e realizzazione di un catasto europeo, per monitorare l’andamento dei prezzi e dei costi di produzione, monitoraggio delle campagne;
g. altre azioni, tra cui l’assicurazione dei crediti per l’export e forme di assicurazione dei redditi.
C) Crisi e.coli: estensione dell’intervento comunitario al settore pesche e nettarine.
In attesa di poter concretizzare le proposte illustrate al capitolo precedente, nei tempi che saranno consentiti dal dibattito comunitario, è indispensabile ricercare soluzioni transitorie ed eccezionali per dare una risposta alla drammatica crisi europea della frutta estiva, in particolare delle pesche e nettarine.
Considerate le ristrettezze imposte dal calendario dei lavori nelle sedi europee, è essenziale giungere in tempi rapidissimi al riconoscimento dello stato di crisi del settore frutticolo, a partire dall’occasione offerta dal prossimo Consiglio dei Ministri agricoli che si terrà a Bruxelles il 19 luglio, al fine di poter adottare in tempo utile le opportune iniziative, secondo la procedura del Comitato di gestione.
Nel caso del primo intervento sulla crisi E. Coli, le decisioni della Commissione sono state fondate sul riscontro – tra la fine di maggio e gli inizi di giugno – di una caduta dei prezzi medi ponderati a livello UE del 20% per i pomodori, del 10% per le insalate del 35% per i cetrioli, del 25% per i peperoni e del 26% per le zucchine. In occasione del Comitato di gestione tenutosi il 12 luglio scorso a Bruxelles sono stati confermati dalla Commissione Europea prezzi in caduta sul mercato interno per le pesche e nettarine in Italia, Francia e Spagna, rispetto al biennio precedente. I dati che possono essere oggi presentati per il settore pesche in Francia, Italia e Spagna testimoniano una situazione di prezzi medi anormalmente più bassi, compresi in una forbice del -30%/-40%. L’attivazione di misure di ritiro straordinario del prodotto, per eliminare dal mercato l’eccesso di offerta prevedibile nelle prossime settimane, in deroga alla OCM ortofrutticoli, in analogia con lo schema di aiuti adottato con il Regolamento di esecuzione UE n. 585 del 17 giugno scorso (crisi E.Coli), appare oggi l’unico strumento praticabile di gestione della campagna a livello europeo.
Le modalità operative dell’intervento dovrebbero prevedere:
- un’integrazione dell’aiuto UE per i prodotti ritirati dal mercato previsto all’allegato XI del Regolamento di esecuzione CE n° 543/2011, pari a 0,30 euro /kg per pesche e nettarine;
- la non-applicazione del limite massimo di ritiro del 5 % di cui all’art. 79 par. 2 del regolamento di esecuzione CE n° 543/2011;
- la non-applicazione al sostegno aggiuntivo UE dei massimali di spesa del 4,1% e del 4,6% previsti per i Programmi Operativi delle OP;
- l’applicazione delle nuove misure per un periodo limitato e definito in funzione dell’ entrata in vigore del nuovo provvedimento.
Le Organizzazioni Cooperative sono pronte a sostenere tali urgenti richieste per la gestione della campagna 2011 nelle sedi europee, anche con azioni di sensibilizzazione che prevedano la partecipazione dei produttori soci e per tale obiettivo chiedono il sostegno delle Amministrazioni nazionale e regionali e di tutte le Istituzioni così come per qualsiasi ulteriore iniziativa utile alla difesa dei redditi dei propri soci. (Bologna, 19 luglio 2011)
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