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Un viaggio di studio nella regione basca ricco di spunti e di incontri: al centro, la figura del socio-lavoratore

«Dopo l’esperienza dello scorso anno in cui i nostri funzionari hanno avuto un contatto diretto con il Gruppo cooperativo di Mondragon, quest’anno abbiamo proposto l’iniziativa ad alcuni dirigenti di nostre cooperative, affinché la visita fosse un viaggio all’interno di un modello sì unico, ma che persegue gli stessi nostri valori e per questo interessante da toccare con mano.»
Con queste parole  Andrea Pazzi, direttore di Confcooperative Ravenna, ci presenta le motivazioni del viaggio di studio organizzato da Irecoop dal 27 al 29 giugno.
«E’ importante andare a verificare anche fuori dai nostri confini – spiega Pazzi – altri modelli di applicazione della cooperazione. Noi conosciamo molto bene il nostro, ma sicuramente è possibile individuare elementi positivi presso altre realtà, come quella di Mondragon, da trasferire anche nel nostro territorio. Era questo l’obiettivo del ‘Corso di studio’, che vedrà un momento conclusivo in settembre.»
Il Gruppo cooperativo di Mondragon, che ha ormai una storia pluridecennale, è molto interessante dal punto di vista organizzativo e societario: è basato quasi esclusivamente su cooperative di produzione e lavoro a livello industriale e solo negli ultimi anni sta facendo qualche timido passo nel settore sociale, da noi così importante e sviluppato.
Direttore, qual è l’elemento fondante di una struttura così avanzata come quella di Mondragon?
«È sicuramente quello del rapporto fra cooperativa e socio lavoratore: hanno fondato le basi della loro imprenditorialità su un forte legame, sia sul piano economico (la quota sociale ammonta a migliaia di Euro, pagabili però ratealmente) sia sul piano decisionale, sia su quello assistenziale. Per esempio c’è un sistema di previdenza autonomo, previsto dalla legislazione basca, che è molto efficiente ed appagante. Per questo motivo il socio delle cooperative di Mondragon è molto motivato e dotato di un elevato senso di appartenenza.»
Tutte le loro attività si appoggiano su un forte Istituto di Credito Cooperativo:
«Questo è un elemento di valore che anche i nostri cooperatori hanno avuto chiaro fin dall’inizio. A Mondragon il ruolo è ancor più forte in quanto giocato internamente: la banca è una delle quattro gambe su cui poggia il Gruppo stesso.»
Quali sono state le prime impressioni dei componenti del gruppo di studio di fronte a questa realtà così particolare?
«Sono venuti a contatto con una organizzazione molto complessa e per certi versi unica. Per questo motivo le considerazioni approfondite e gli eventuali aspetti da ‘importare’ si svilupperanno  in un secondo tempo; ma ovviamente, in loco, l’esperienza li ha molto interessati e nei vari momenti di incontro con le nostre guide sono stati frequenti gli scambi di idee e le domande reciproche su aspetti tecnici e gestionali.»
Gianluca Bandini, collaboratore di Evoluzioni Web e presidente dell’Associazione Giovani Cooperatori ha partecipato al viaggio di studio. Gli chiediamo di soffermarsi sugli aspetti che lo hanno maggiormente coinvolto, anche per quanto concerne il lavoro giovanile:
«La formazione, in particolare quella giovanile, è molto curata a Mondragon; in pratica essa viene gestita dalle strutture cooperative da 0 a 20 anni ed anche oltre, in quanto i giovani  possono contare su un sistema universitario privato molto quotato anche a livello internazionale.»
«Ma quello che ho trovato oltremodo interessante – continua Bandini – è stato il cosiddetto ‘incubatore’, cioè il sistema per far nascere nuove cooperative denominato ‘Saiolan’. Funziona in stretta simbiosi con il Centro Ricerca e Sviluppo e valuta le nuove idee attraverso studi di fattibilità. Ma questo avviene anche in altre parti del mondo: ciò che rende ‘Saiolan’ unico è la ‘prova’ sul campo della nuova cooperativa, con la misura reale della funzionalità e delle eventuali criticità. In questo modo i giovani che intendono costituire una nuova impresa cooperativa partono avvantaggiati, perché sanno già in partenza che questa funziona e dà risultati.»
Fra i viaggiatori non mancavano rappresentanti del settore sociale: fra loro Luisa Montanaro, vicepresidente di ASSCOR, del consorzio Sol.co:
«Una realtà cooperativa così interessante come quella di Mondragon brilla per l’assenza di qualunque iniziativa nel settore sociale: nessuna struttura si occupa in maniera organizzata di assistenza ad anziani o disabili, non hanno progetti in questo senso se non per le persone con la sindrome di Down. In una comunità non metropolitana, ma rurale e montagnosa come quella di Mondragon, questi servizi sono evidentemente svolti in ambito familiare. Si sono dimostrati molto interessati, invece, all’aspetto della formazione dei giovani ed in particolare all’attività di supporto al sistema scolastico,  come quella che noi offriamo con la nostra cooperativa ‘Progetto Crescita’. Naturalmente noi e i colleghi di ‘In Cammino’ abbiamo portato ampia testimonianza delle nostre realtà molto avanzate in questo settore e ci attendiamo sviluppi e collaborazione futura.»
«Quanto al resto, – osserva Luisa Montanaro – nel corso di questo viaggio così ben organizzato, sono rimasta veramente colpita da un altro aspetto ‘sociale’ che ritengo un altro elemento portante del Gruppo di Mondragon: la protezione del lavoro del socio, sempre e comunque. Nei bilanci delle varie cooperative ci sono sempre degli accantonamenti speciali per aiutare in ogni momento quel socio che è in difficoltà, dando così serenità a lui e alla sua famiglia! Se perde il lavoro, uno speciale ufficio centralizzato provvede a trovargliene un altro nell’ambito delle 120 cooperative del Gruppo.»
A Luca Davigo, responsabile marketing del Gruppo Cofra, chiediamo di parlarci del settore ‘distribuzione’:
«Anche questo settore è molto sviluppato presso il Gruppo cooperativo di Mondragon. La loro catena distributiva di ipermercati, denominata ‘Eroski’, si sviluppa anche in Catalogna e nel sud della Francia e fattura oltre 8 miliardi di Euro all’anno. Abbiamo visitato una di queste strutture che, dal punto di vista dell’organizzazione delle vendite, non si discosta molto dai nostri supermercati, a parte il fatto che non hanno le macellerie assistite ma solo carni confezionate. Ho notato però un’importante differenza: la catena Eroski gestisce anche la logistica per la distribuzione delle merci, che da noi è curata da Conad, usufruendo così di una filiera più corta ed agile.»
Anche la catena ‘Eroski’ è formata da cooperative di consumatori?
«Solo in parte, perché la loro forma associativa è mista, comprendendo soci consumatori e soci lavoratori. I primi sono coinvolti nella scelta dei prodotti e degli assortimenti ed usufruiscono di piccole politiche promozionali. I secondi, invece, operano come nelle nostre cooperative di produzione e lavoro e sono coinvolti nelle scelte aziendali e societarie, dovendo però mettere a disposizione della cooperativa una quota sociale non indifferente.»
«Per noi questa forma di produzione e lavoro è abbastanza nuova, – continua Davigo – ma a Mondragon è la regola e si sviluppa con meccanismi molto interessanti: per esempio ci sono incentivi per i soci lavoratori nel caso di suddivisione degli utili, ma sono previste anche riduzioni delle retribuzioni nel caso di periodi economicamente negativi.»
«Anch’io  come i miei colleghi di viaggio e di studio  – conclude Davigo – sono rimasto molto colpito dal forte legame che si crea fra il socio e la sua cooperativa.»

Giovanni Raggi

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