1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 voti, media: 5,00 su 5)
Loading ... Loading ...

Federico Baioni racconta il suo amore per la fotografia

Crocerossine, mitragliatori, carri armati e marines che si preparano ad una delle battaglie più cruente e famose della Seconda Guerra mondiale: lo Sbarco in Normandia del 6 giugno 1944. Sono queste le immagini immortalate dall’occhio attento e curioso di Federico Baioni, classe 1979, giovane fotografo autodidatta di Cotignola.
Ma qualcosa non torna. Come può un ragazzo di 32 anni aver immortalato delle scene di guerra datate 1944?
«Tutto succede durante una delle innumerevoli rievocazioni storiche organizzate nella città di Lugo – spiega Baioni -. Dentro il Pavaglione viene rievocato, a regola d’arte, un accampamento militare. Non manca nulla: una jeep Willys e un carro armato, soldati e crocerossine, cannoni e mitragliatori. Guardando questi uomini indossare uniformi americane dell’epoca sembra quasi di vedere veri marines  di quel tempo. Camminando per l’accampamento passo davanti alla tenda dell’infermeria, e la scena mi colpisce: sono due crocerossine, molto carine, sedute su due casse di legno, e mi sembra di guardare una fotografia degli anni ’40. Scatto un paio di immagini e poi scorgo tre soldati su un carro che suonano una cornamusa: una composizione perfetta per un’altra istantanea.»
È così che nasce il primo e già premiato lavoro di Federico Baioni, l’American War con il quale l’autore si è aggiudicato il primo posto a ben due concorsi fotografici indetti dalla rivista EV- Magazine e dall’enoteca Enò di Lugo.
Federico Baioni ha iniziato da autodidatta il suo percorso nel magico mondo della fotografia:
«La prima macchina fotografica che ho avuto è stato un regalo ricevuto per la mia Cresima – racconta -. Era una vecchia macchina a rullino e ho cominciato con quella ad appassionarmi nel catturare immagini. Poi con i primi soldi guadagnati con il mio lavoro mi sono comprato una semiprofessionale per arrivare solo tre anni fa alla prima digitale regalatami dalla mia ragazza.»
L’amore per la fotografia diventa sempre più forte e così comincia a comprare riviste specializzate e a chiedere consigli a professionisti. Alterna il suo lavoro come capo cantiere per la Cmca di Cotignola, dove lavora da quando aveva 16 anni, a questa sua nuova ed avvincente passione che spera un giorno possa diventare qualcosa di più.
«Mi piacerebbe – continua Baioni – continuare ad intraprendere la strada della fotografia documentaristica. Mettere insieme dei reportage, immortalare con il mio obiettivo attimi di vita vera e trasformarli in qualcosa di eterno e magico.»
Il suo reportage sulla Seconda Guerra mondiale sta riscontrando un discreto successo sul territorio tanto che anche a Faenza verrà presto organizzata (nel mese di settembre) una mostra presso il bar Novecento.

Ilaria Florio

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo.
TrackBack URL


Lascia un commento: