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Le cooperative alimentari e ortofrutticole di Confcooperative Ravenna: prediligere frutta italiana, di stagione e possibilmente del territorio

Il settore dell’ortofrutta, comparto trainante dell’economia regionale e nazionale, sta subendo in queste settimane rilevanti cali in termini di consumi e di prezzi nonostante l’importanza che l’alimento fresco ricopre soprattutto nel periodo estivo. Questi effetti, dovuti con grande probabilità all’allarme E.coli e ad una stagione poco favorevole al consumo di prodotti freschi, ha colpito anche le aziende della nostra provincia che, in queste settimane, hanno registrato una diminuzione degli acquisti che varia tra l’8 e il 10%.

 «A parità di periodo di raccolta – sottolinea il direttore di Agrintesa Gianni Amidei – abbiamo registrato un calo dei consumi che, in alcuni casi, può arrivare anche al 10%. Difficile specificare quali siano i motivi di questa diminuzione ma è certo che l’allarme innescato attraverso i mass media abbia influenzato i consumi dell’intero comparto e non soltanto le 4 o 5 tipologie di prodotti citati dalla stampa». «Le vendite nel reparto ortofrutta negli ultimi 20 giorni hanno subito una flessione del 7/8 % – conferma Luca Davigo, responsabile marketing del gruppo Cofra -. Questo decremento è stato probabilmente influenzato anche da un andamento stagionale non favorevole».
«Nonostante infatti siano trascorsi alcuni giorni dalla precisazione delle cause dell’epidemia di E.coli in Germania – continua il direttore di Agrintesa – il mercato non sta cambiando come dovrebbe e questo riguarda tutti i prodotti e tutti i supermercati».

LA BATTERIOSI E L’EUROPA
In questo contesto, altamente penalizzante per un comparto che già deve fare i conti con un andamento spesso iniquo e oscillante dei prezzi, l’Unione Europea non ha soddisfatto le richieste avanzate dai produttori messi in ginocchio dall’allarme E.coli: «Non crediamo che il pacchetto di misure approvato qualche giorno fa sarà in grado di far fronte alla pesante crisi che ha investito il comparto – sottolinea Davide Vernocchi, presidente di Fedagri Confcooperative Ravenna -. Il testo licenziato limita la sua applicazione ad alcuni produttori e misure e non tiene conte che, dai prodotti inizialmente colpiti come cetrioli, pomodori e insalate, la crisi è stata trasmessa ad altre produzioni orticole, frutticole e del settore fungicolo, in forme diverse a seconda dei territori e dei mercati di riferimento. Con questa misura – aggiunge Vernocchi – la Commissione europea, di fronte ad una situazione così grave, mostra di tener conto per lo più delle esigenze dei produttori nord-europei, Olanda e Belgio in testa, che nelle scorse settimane hanno già operato ritiri dal mercato di gran parte della produzione, senza sforzarsi di trovare soluzioni più flessibili e rispondenti alla differente realtà produttiva ed anche organizzativa degli altri Paesi produttori dell’area mediterranea come Italia, Francia e Spagna che, da soli, rappresentano più del 70% dell’ortofrutta europea. Non sappiamo se si apriranno nuove prospettive ma è certo che molti Paesi rimangono fortemente critici e non mancheranno di premere su Bruxelles per una riapertura della discussione».
FRUTTA E VERDURA SICURE
La sicurezza dei prodotti locali, componente fondamentale della nostra alimentazione, non è stata mai messa in discussione: «I nostri prodotti non sono mai stati sicuri come in questi ultimi anni – conclude il direttore di Agrintesa Amidei -. Rispettiamo rigidi disciplinari di produzione e sottoponiamo i nostri prodotti ad accurate analisi per garantire la salubrità e la qualità della nostra frutta e verdura».
Anche il consumatore deve «fare la sua parte» prestando grande attenzione alla provenienza e lavando accuratamente la frutta e la verdura prima dell’utilizzo come conferma Marzia Cassani, dietista dell’ufficio qualità della cooperativa Gemos: «Acqua, sali minerali, vitamine e antiossidanti, componenti di frutta e verdura sono bioregolatori fondamentali per le nostre funzioni vitali. Il Ministero della Salute , non a caso, ne raccomanda il consumo nella quantità di 5 porzioni giornaliere. Molto  importante è utilizzare sempre ortofrutta italiana, di stagione e possibilmente del territorio e quindi rispettare e far rispettare tali raccomandazioni».

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