La Kara Bobowski ha ospitato una delegazione albanese a Modigliana l’ultima settimana di aprile per avviare l’iniziativa “K.A.Sa in Albania”. Il progetto prevede la collaborazione di tre cooperative sociali fortemente radicate nel territorio rurale montano: Kara Bobowski (Modigliana), Abbraccio Verde (Portico San Benedetto) e Sadurano Salus (Castrocaro Terme). L’obiettivo del progetto è quello di offrire formazione ad enti ed istituzioni albanesi che operano nel settore sociale ed educativo anche in vista di concrete collaborazioni future.
L’idea nasce dalla Coop. Kara Bobowski con ampia esperienza nel settore europeo che dal 1997 offre servizi e nuove opportunità a giovani e adulti, disabili e non, in oltre 20 Paesi. Secondo la coordinatrice del progetto, Chiara Liverani della KB, laureata in Scienze internazionali e diplomatiche, con un interesse particolare per i Paesi Balcanici «dopo aver collaborato con tanti paesi, i Balcani erano rimasti esclusi. In particolare abbiamo scelto l’Albania per la vicinanza territoriale e culturale: si parla l’italiano e questo è già un buon punto di partenza». Con questa iniziativa si intende allacciare contatti con diversi partners albanesi competenti nell’ambito socio-assistenziale, riabilitativo ed educativo; progettare con loro almeno due proposte utilizzando i programmi europei per i giovani e sostenere l’apertura di uno sportello informativo in Albania sulle opportunità europee.
Lo scorso mese di marzo, rappresentanti della KB hanno già svolto un primo meeting formativo-informativo in Albania con istituzioni e associazioni sociali. Nel secondo incontro, a Modigliana, i referenti delle cooperative locali hanno condiviso con la delegazione albanese diverse metodologie di lavoro e le loro esperienze in ambito europeo. Secondo i partecipanti il bilancio fino adesso è molto positivo, e in questi giorni in Italia gli ospiti hanno già gettato le basi per alcuni progetti tra i quali uno scambio giovanile. In Albania la cultura del volontariato non è molto diffusa per cui è piuttosto difficile portare avanti progetti di questo tipo.
«In alcuni paesi, come la Germania, – afferma Chiara – fare un’esperienza di volontariato all’estero prima dell’università è quasi un obbligo. In Albania invece i giovani sono più concentrati nella ricerca di un lavoro che possa garantire loro un guadagno. Si pensa che il volontariato sia una perdita di tempo. Un errore in un Paese nel quale è anche difficile per i laureati lavorare nel loro ambito di studio. Questo crea poi tanta insoddisfazione.»
Infatti al prossimo incontro che si terrà in Albania a metà giugno, è prevista la partecipazione di alcuni volontari europei italiani e stranieri che con le loro testimonianze cercheranno di far vedere il volontariato sotto un altro punto di vista: quello della crescita personale e della solidarietà.
Sofia Grau
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