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Presentato alla cittadinanza il risultato del percorso TSR© Faenza

Il 7 marzo 2011 presso il Comune di Faenza sono stati presentati alla città, al consiglio comunale e agli attori sociali del territorio i risultati del percorso partecipativo TSR© Faenza, lanciato a giugno del 2008 dall’Amministrazione comunale e dalle tre centrali cooperative provinciali, Confcooperative, Legacoop e Agci unite nella Rete europea delle città e delle regioni per l’economia sociale Reves.
Con la sigla Tsr, territorio socialmente responsabile, si identifica uno strumento per il miglioramento della qualità della vita di tutta la comunità ed un concetto originato dal lavoro svolto da Reves a partire dal 2002.
«In una realtà sempre più complessa – ha asserito Antonio Bandini, assessore alle Politiche sociali del Comune di Faenza – si rende fondamentale la responsabilizzazione della comunità che deve ‘reimparare ad esserci’ come parte attiva. L’amministrazione comunale deve mettere a disposizione dei cittadini tutti gli strumenti utili ad una attiva partecipazione e il Tsr è un modo per raggiungere questo scopo.»
«Prima di delineare i bisogni della nostra comunità – ha spiegato Elio Ferri, vice presidente europeo di Reves – ci è sembrato giusto partire dall’intercettazione dei valori e dei principi in cui la cittadinanza si riconosce, sui quali incentrare il percorso di sviluppo. Abbiamo così ideato, grazie al contributo della cooperativa RicercAzione,  un questionario che è stato spedito ai cittadini in allegato alla rivista del Comune ‘Faenza e mi paes’ e distribuito nelle circoscrizioni e nei centri sociali. Siamo riusciti ad avere 2800 questionarti compilati, dai quali è emersa una classifica dei valori considerati importanti dai faentini e che vede al primo posto l’educazione, seguita da solidarietà, democraticità e creatività.»
Dopo la distribuzione del questionario il percorso Tsr© Faenza è continuato con diverse iniziative di partecipazione:
«Il percorso che abbiamo intrapreso in questi anni – ha spiegato Massimo Caroli, direttore del consorzio Fare Comunità, partner del progetto – non si è limitato alla sola individuazione dei principi e dei valori che caratterizzano la comunità faentina, siamo andati oltre sperimentando nuove prassi di partecipazione. Ne sono un esempio l’evento ‘Cosa Centro. Fare cultura per vivere bene a Faenza’ un’iniziativa di Open space tecnology (Ost) organizzato dalle associazioni di Laboratorio Cultura presso i locali del  Do Nucleo Culturale. L’evento aveva lo scopo di ‘convocare’ chiunque volesse esprimere un proprio parere riguardo le possibili connessioni tra cultura e sviluppo socio-economico del territorio, utilizzando la tecnica partecipativa propria dell’Ost.»
«Altra iniziativa – ha continuato Caroli -, conseguente alle tematiche emerse in Cosa Centro, è stata ‘Il quartiere che vorrei’ organizzata dalla cooperativa RicercAzione. In questa occasione si sono rilevati i segnali di disagio diretti e indiretti dei cittadini faentini in un’area specifica della città, e sono stati messi a disposizione spazi e occasioni di confronto per raccogliere idee che potessero diventare azioni per vivere bene gli spazi comuni.»
«Sono queste – ha concluso Caroli – le iniziative che servono a rendere un territorio più coeso e socialmente responsabile.»

Ilaria Florio

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