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Rossano Bezzi, presidente di Federlavoro e servizi di Confcooperative, commenta l’accordo sulla movimentazione delle merci in container

Recentemente è stato siglato dalle associazioni di rappresentanza dell’autotrasporto (Confcooperative, Legacoop, Cna e Confartigianato) e dai rappresentanti degli agenti marittimi e spedizionieri della nostra provincia un accordo per la disciplina dei servizi di trasporto e movimentazioni merci in container da/per il porto di Ravenna.
Un’intesa che prevede l’adozione di un contratto quadro che aumenti il grado di legalità, trasparenza e certezza delle operazioni di trasporto di merci in container che avvengono sulla piazza ravennate.
Rossano Bezzi, presidente provinciale Federlavoro e servizi Confcooperative, commenta questo significativo risultato.
Presidente Bezzi, cosa significa questa nuova convenzione per la nostra provincia?
«Ravenna è sempre stata una provincia dove la concertazione tra le forze politiche, economiche e sociali ha prodotto risultati inavvicinabili per altre realtà del nostro Paese e la Federlavoro e servizi si sente vicino e giudica positivamente questo ulteriore tassello che riafferma il principio della cooperazione e della concertazione. Abbiamo sempre ritenuto che il porto di Ravenna costituisca la primaria industria del nostro territorio, essendo l’unico porto regionale, e in questo senso troviamo particolarmente importante la sottoscrizione di un accordo quadro che trova la soddisfazione degli attori interessati nella vicenda.»
Quali sono i fondamenti di questo patto?
«I capisaldi sono la tutela e il rispetto delle norme in vigore rivolti alla massimizzazione della sicurezza in ambito portuale. Questo accordo è un ulteriore e importante tassello che va a comporre quella filiera logistica di cui le cooperative aderenti alla nostra organizzazione di movimentazione e, soprattutto, di trasporto delle merci, sono una importante e fondamentale componente.»
Cosa cambierà d’ora in avanti?
«In questo momento di particolare deregulation del settore dell’autotrasporto dove i costi non trovano una stabilità e dove la variante dell’incremento del costo del carburante incide negativamente sull’attività dei nostri associati, oltre che di tutti i cittadini, l’avere a disposizione uno strumento come questo può sicuramente costituire un punto fermo e valido per l’attività delle cooperative che operano in questo settore. Inoltre non vanno dimenticati gli inevitabili riflessi positivi per l’intera società civile ed il mondo del consumo che diventa l’ultimo e più importante anello di logistica.»

Mabel Altini

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