Dal primo febbraio il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza ha una nuova direttrice: Claudia Casali. Giovane, con un’importante preparazione e diverse esperienze alle spalle la neo direttrice ha già chiaro il suo programma.
Cosa si prova ad essere direttrice di un museo come il Mic di Faenza?
«Direi una grande emozione e un senso di grande responsabilità. Stiamo parlando di un Museo che è un unicum al mondo, per varietà e complessità. È il sogno di ogni museologo poter collaborare fattivamente ad una realtà così peculiare che presenta accanto ad un patrimonio significativo ed internazionale di oltre 50.000 pezzi, anche una biblioteca specializzata, un laboratorio di restauro all’avanguardia ed un laboratorio didattico unico in Italia specializzato sul metodo Munari. Sento il peso della responsabilità, ma anche della sfida: cercare di posizionare il MIC nel circuito dei grandi musei internazionali, un atto dovuto e soprattutto meritato.»
Nonostante il Mic rispecchi la cultura e l’identità di Faenza i cittadini stentano a sentirlo come il proprio museo, come pensa di cambiare questa tendenza?
«Stiamo lavorando in questo senso per creare sinergie oltre che con le principali realtà museali e culturali del territorio anche con le attività imprenditoriali, ad esempio un’apertura agli artigiani ceramisti del territorio fino ad oggi lasciati fuori dalla nostra istituzione. La promozione sarà da ampliare con azioni mirate, campagne di informazione ad hoc. Realizziamo grandi eventi, ma se non li promuoviamo, come possiamo pretendere di avere visitatori? Ritengo che spesso il pubblico faentino non frequenti il Museo poiché pensa di trovare sempre e solo le solite collezioni. In realtà ogni mese c’è qualcosa di nuovo da vedere tra mostre temporanee o esposizione di nuovi pezzi nelle collezioni. Tutto questo va debitamente comunicato.»
Qual è il suo programma?
«Per il 2011 il programma è già completo e voluto dalla precedente direzione. Stiamo valutando diverse possibilità in base anche alle risorse economiche, che vincolano notevolmente il programma. Scegliere di realizzare una mostra di un artista affermato e ‘storicizzato’ implica costi differenti da una mostra dedicata ad un contemporaneo. Al di là di questo, vorrei che il Museo rispettasse nella programmazione anche la tipologia del proprio patrimonio, ovvero guardasse all’antico come al contemporaneo, all’internazionale come al locale.»
Su cosa intende puntare per rilanciare il Museo?
«Sinergia e condivisione dei programmi con altre realtà, come ho già detto, guardando anche all’Europa. Ci sono diverse realtà museali europee che si sono dette interessate a collaborare con il MIC per progetti soprattutto di arte contemporanea. Il Museo deve essere aperto alla sperimentazione che passa anche attraverso concerti, rappresentazioni teatrali, danza, eventi a vario titolo. Non è da dimenticare l’azione di rivalutazione del patrimonio stesso del MIC: ci sono molte opere che sono attualmente nei depositi. Stiamo predisponendo nuovi allestimenti permanenti a completamento di quanto ora in mostra. Il tutto supportato da una buona didattica, elemento chiave su cui intendo puntare già da quest’anno. Per avvicinare il pubblico di non specialisti si attiveranno da fine marzo visite guidate a tema, sempre differenti, ogni sabato pomeriggio e ogni domenica mattina ad orario prestabilito e a prenotazione obbligatoria. Anche questo è un modo per rendere vivo il Museo.»
Il Mic è diventato partner del Festival dell’Arte Contemporanea, con quali obiettivi e che cosa comporterà questo connubio?
«Credo sia un’opportunità per la città, al di là di ogni polemica. Va sfruttato come tale con il coinvolgimento delle realtà culturali presenti sul territorio. Abbiamo delle eccellenze: perché non renderle partecipi? Avremo nei prossimi giorni un tavolo di lavoro con le associazioni culturali per definire la progettualità dell’evento. Da parte nostra c’è ampia disponibilità a collaborare e a dare un contributo fattivo alla kermesse, così come da parte del comitato scientifico del Festival.»
Ilaria Florio
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