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La biografia ufficiale recita: Cody, William Frederick – Soldato e impresario di circo (Contea di Scott, Iowa, 1846 – Denver, Colorado, 1917), noto come Buffalo Bill, prese parte alla guerra civile come guida dell’esercito federale nelle campagne contro gli indiani; indi per proteggere e nutrire gli operai addetti alla costruzione della ferrovia del Pacifico, compì stragi di bisonti (ingl.  Buffalo, onde il nomignolo). Fece parte del Circo Barnum, e nel 1883, ne formò uno proprio col quale fece vari giri in Europa (fino al 1906). Nel 1890-91 partecipò alle operazioni contro i Sioux, che aveva già combattuto nel 1876.
Questi i dati ufficiali, come autorevoli fonti ci hanno tramandato; ma qui mi piace presentare la tesi sviluppata negli anni 1920-30, che arricchisce i dati suesposti con sfumature e dettagli interessanti per questo nostro antenato. Ne fa fede il primo numero di un romanzetto illustrato, di venti pagine (Nerbini Editore Firenze), anni 1930-40, cent. 60, con un racconto fantasioso sull’argomento.
Buffalo Bill  era italiano e il suo vero nome era quello di Domenico Tombini (L’autore ha sbagliato il cognome, che in realtà era Tambini).
Autorevoli e precise ricerche sull’argomento, in special modo sulle pretese ereditarie di diversi Tambini, campate per decenni in varie località, sono state effettuate dallo storico faentino Nino Drei e dal giornalista Angelo Emiliani.
Nato nella campagna circostante di Faenza, (Santa Lucia?) all’incirca nel 1861, all’età di circa 14 anni emigrò col padre e la madre in America per raggiungere il fratello maggiore che quivi aveva fatto fortuna ed era proprietario di una ricca farm (ranch o fattoria).
A seguito degli eventi che travagliarono la sua giovinezza, si naturalizzò americano e si iscrisse volontario nell’armata della Unione americana del Nord. Interessante la analogia delle date di nascita (Iowa 1846, data ufficiale, e 1846 (circa) S. Lucia Faenza. Normale quindi qualche dubbio che nello Iowa, Contea di Scott, lo abbiano naturalizzato con la sua effettiva data di nascita faentina.
Si distinse con eroiche imprese nella guerra civile del Nord contro il Sud, poi nella strenua lotta con le tribù dei pellerossa, che sostenne fino a che queste non si assoggettarono e si ritirarono nelle concessioni che il Governo aveva per loro stabilito. Implacabile con i pellerossa, meritò comunque il rispetto e l’ammirazione degli indiani, per la sua giustizia e lealtà.
 Non sto qui a parlare delle sue traversie, né delle eredità pretese dai diversi Tambini romagnoli e non, né delle fantasie di menti sognanti dei romagnoli. Citerò solo un dato certo, la sua presenza qui in Romagna, e precisamente a Forlì, dove si esibì, col suo Circo itinerante, il 9 aprile 1906:“Una sola rappresentazione alle 14,30 con qualunque tempo” recitava la locandina.
Lo spettacolo  Buffalo Bill Wild West Show fu creato nel 1883  e per vent’anni riempì i tendoni circensi di tutto il mondo; e – sarà un caso o un desiderio del romagnolo? – approdò pure a Forlì, come visto, e per la modica cifra di 2 lire, prometteva mirabilie: «cento pellirossa, grandi manovre di artiglieria e una imprecisata truppa di Samurai giapponesi, e naturalmente il colonnello W. F. Cody, Buffalo Bill.

Salvatore Banzola

tambini mariavaleria dice:
14 giugno 2011 - 18:55

Questa storia sono anni che la conosco, attraverso i Tambini che ho conosciuto. Però si parlava di un’eredità di uno stalliere che era partito insieme a Buffalo Bill, dopo lo spettacolo di Forlì nel 1906, e non avendo nessun erede, l’unico che ereditò la fortuna dello stalliere Tambini fu un certo Gentilini che riuscì ad andare avanti nella causa.
Complimenti, è una storia interessante e sarebbe bello poter approfondire l’argomento e le ricerche.

saluti,

M.V.

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