È passato quasi un anno da quando l’Hospice Villa Agnesina, la struttura per cure palliative situata sulle prime colline intorno a Faenza è diventata realtà. Un passo molto importante per il nostro territorio che ha visto la collaborazione e l’impegno di diversi enti e istituzioni locali.
La struttura, gestita dalla Fondazione omonima creata nel giugno del 2009 dall’Asp Prendersi Cura e dalla cooperativa In Cammino, ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei propri ospiti e delle loro famiglie attraverso una moderna struttura, personale specializzato ed una calorosa ospitalità.
«Con Villa Agnesina – spiega Giuseppe Toschi, presidente della Fondazione – è stato consegnato alla città di Faenza un servizio pubblico importante sia dal punto di vista sanitario che umano. Il successo di questo progetto si deve soprattutto agli operatori che vi lavorano e che in questa prima fase hanno donato molto di loro stessi ai pazienti e alle famiglie ospitate; ai volontari dello I.O.R di Faenza, che assicurano con la loro presenza un sostegno sicuro e quotidiano ed alla Direzione del Distretto Sanitario di Faenza. L’impegno di tutti questi soggetti ha contribuito a far crescere l’hospice e ad aumentarne l’apprezzamento sia presso i degenti sia presso le istituzioni pubbliche, in primis il Comune di Faenza ed i medici di Medicina Generale.»
«Un ringraziamento particolare – conclude Toschi – va inoltre alla Banca di Credito Cooperativo ravennate e imolese, alla Fondazione della Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza ed alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna che hanno da sempre sostenuto il progetto.»
Il progetto Hospice Villa Agnesina è stato ed è tuttora un’esperienza molto importante per la Cooperativa Sociale In Cammino che ne gestisce l’attività assistenziale:
«Il principio che ha guidato la cooperativa negli interventi educativi assistenziali sanitari – afferma Elena Bartolotti, presidente della cooperativa – è sempre stato la ricerca “di una buona assistenza” come un diritto indispensabile dell’uomo. I nostri servizi sono sempre stati costruiti, indipendentemente dalla condizione degli utenti, al fine di assicurare un’adeguata risposta alle persone in difficoltà di salute e vantaggio sociale. Da questo la volontà di realizzare a Faenza un servizio di Hospice che rispondesse in modo adeguato come assistenza sanitaria a persone con patologie oncologiche e che si basasse su due principi fondamentali: la personalizzazione, vale a dire prendersi carico del paziente con un approccio multidisciplinare e il rispetto della dignità della persona anche nell’approccio terapeutico.»
«In funzione di ciò – conclude Bartolotti – l’equipe multidisciplinare (composta dal medico in convenzione con lo I.O.R. e dagli operatori della cooperativa) pianifica le cure in modo olistico per creare un ambiente più vicino possibile ai bisogno della persona.»
Il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, è d’accordo con i rappresentanti di Villa Agnesina riguardo l’importanza e il valore della struttura:
«L’Hospice – sottolinea Malpezzi – rappresenta una risorsa importantissima all’interno dell’offerta sanitaria del nostro territorio, un punto di eccellenza di cui andare orgogliosi e che rafforza ulteriormente lo sforzo di integrazione fra strutture sanitarie e progetti terapeutici relativi alle “terapie del dolore”. In questi primi mesi ho potuto constatare che la qualità realizzativa della struttura e del personale che vi opera è adeguata, direi anzi di altissimo livello e corrisponde in pieno alle attese di pazienti e famiglie. E questo è ciò che conta di più.»
Ilaria Florio
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