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È stato presentato il 17 settembre 2010 a Russi, nell’ambito della Fira di Sett Dulur, il libro ‘I cinquantaquattro anni della Cantina Sociale di Russi 1944 – 1998’ a cura di Francesco Pirazzini, edito dalla Pro Loco Russi con il contributo della BCC ravennate e imolese, di Confcooperative Ravenna e di Agrintesa.
Il volume presenta uno studio accurato sulla storia e sul ruolo della Cantina Sociale di Russi ed è testimonianza di vera cooperazione e di impegno di autentici cooperatori, uniti nella ricerca di obiettivi comuni.
Scrive Pirazzini: “Ho lavorato per quasi quarant’anni alle dipendenze della Cantina Sociale di Russi con grande soddisfazione e devo riconoscere che nessuno mi ha mai fatto sentire dipendente, ma piuttosto componente di una grande famiglia, impegnata continuamente per non perdere il passo con i tempi.”
“Ho ritenuto doveroso raccontare  – continua il curatore – la storia della Cantina Sociale, per portarla a conoscenza di tutti i cittadini, per rendere il giusto riconoscimento a coloro che con grande sacrificio l’hanno fondata e agli amministratori che con costante impegno ed altruismo l’hanno sviluppata. Ho pensato anche che tutto il materiale che per anni ho avuto ‘sotto gli occhi’  tutti i giorni non dovesse andare perduto.” 
Il libro, suddiviso in cinque parti, ricostruisce la storia della Cantina Sociale fatta da persone che hanno permesso di rilanciare e promuovere l’economia agricola, di dare speranze ai produttori, di sostenere la partecipazione ai processi produttivi e alla distribuzione del reddito, ovvero di contribuire alla crescita e allo sviluppo delle campagne, delle città e delle loro popolazioni.
Riproduzione di brevetti di marchio d’impresa, di etichette e di coperchi in metallo usati per il confezionamento dei vini, atto costitutivo, verbali delle sedute consiliari, articoli di giornale e un ricco apparato fotografico ne documentano la vita.
La Cantina Sociale di Russi fu fondata nel 1944 da un gruppo di produttori che, durante il Secondo Conflitto Mondiale, cercarono nella cooperazione la soluzione ad una serie di problematiche: la continua espansione delle produzioni viticole e la difficoltà nei trasporti, le operazioni di vinificazione, lo stoccaggio e la conseguente commercializzazione che dovevano essere affrontate singolarmente da ogni agricoltore. I 26 soci fondatori diedero inizio ad una attività che si protrarrà sotto l’insegna della Cantina Sociale di Russi per 54 anni.
I conferimenti e le lavorazioni delle uve, dal 1944 al 1958, avvennero in cantine prese in affitto. Il primo anno presso la Cantina di Giovanni Porrisini in via Faentina (nei pressi della stazione ferroviaria di Russi) e successivamente, fino al 1958, presso la Cantina della famiglia Sintoni in via Garibaldi, sempre a Russi. L’incremento dell’attività indusse i soci, in continuo aumento, a costruire un proprio stabilimento che fu inaugurato il 27 settembre 1959.
Progettista della costruzione fu l’ingegnere Giulio Marcucci di Faenza, mentre l’impresa edile fu la ditta Guidani Primo di Lugo. La capacità della nuova cantina era di circa 35.000 ettolitri, quella lavorativa di 600 quintali all’ora di uva.
Lo scarico avveniva lateralmente dalle finestre poste sotto le pensiline. All’inizio degli anni ’60 si procedette all’ampliamento della cantina con la costruzione di sale di lavorazione, di un blocco di quattro vasche verticali, munite di un sistema di vinificazione “in continuo” delle uve rosse denominato “De Franceschi”, una particolare innovazione per quei tempi, di un blocco in muratura, formato da un complesso di vasche con annesso impianto di concentrazione dei mosti d’uva.
L’ultimo aumento di capienza della Cantina risale al 1973 con la costruzione di ulteriori quattro serbatoi d’acciaio: la capacità divenne di complessivi 202.000 ettolitri.
Così il Tribuno di Romagna Mario Tabanelli descrive la cantina in un articolo pubblicato nel 1973: “Un grande fabbricato bianco al bordo del paese circondato dal verde della campagna; un bene ordinato susseguirsi di ampie sale, di larghi corridoi, di macchine, di grandi serbatoi e vasche, ampie torri  rotonde o quadrate che si innalzano fino all’alto soffitto; autocarri che giungono vuoti e che ripartono carichi di vino. Un fervore di attività e di lavoro”.
Nel 1986 la Cantina Sociale di Russi fu aggregata alla Pro.Agri, ubicata presso l’Agenzia di Godo del Consorzio Agrario di Ravenna con l’obiettivo di ricostituire il volume dei conferimenti e di razionalizzare la gestione aziendale.
È la prima di una serie di fusioni atte a potenziare l’attività aziendale (Cantina sociale C.I.L.P.A di Glorie di Mezzano nel 1997), a migliorare i risultati di gestione (l’ufficio di contabilità venne trasferito presso gli uffici della Cooperazione Solar di Godo), ad incrementare la commercializzazione dei vini con la formazione di un organismo costituito presso Caviro.
Il percorso  si concluse il 17 aprile del 1999 quando l’Assemblea Straordinaria della Cantina Sociale di Russi e di Godo deliberò di partecipare alla costituzione della Cooperativa Intesa (oggi Agrintesa). All’interno di Agrintesa la Cantina Sociale di Russi è la cooperativa più anziana come costituzione.
Leggendo le pagine di questo libro emerge la storia di una cooperazione legata al suo territorio e ai suoi bisogni, che è sempre stata all’avanguardia, non solo in termini di tecnologia di lavorazioni ma anche nel capire le esigenze del mercato. Una cooperazione coesa e pronta a risolvere le problematiche con estrema competenza e dedizione grazie a un continuo confronto fra direzione e soci.

Natascia Fagnocchi

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