La cooperativa Ville Unite di S. Pietro in Campiano fa il bilancio della stagione che si sta per chiudere e racconta di un’estate inconsueta per l’uva, di condizioni metereologiche favorevoli alla coltivazione dell’erba medica e di un libro soci continuamente in crescita.
«In realtà, nonostante le terribili grandinate ‘a macchia di leopardo’ del 5 e 9 settembre – spiega Marcello Manetti, socio e dipendente della cooperativa – la qualità dell’uva si è mantenuta buona e anche la quantità è leggermente in aumento rispetto allo scorso anno.»
Quindi a parte le grandinate ‘anomale’ (per periodo e per intensità) del mese di settembre si può dire che la cooperativa, che da diversi anni ha stretto una solida ed efficace collaborazione con Agrintesa, abbia chiuso una stagione tutto sommato positiva:
«Rispetto allo scorso anno – continua Manetti – sono aumentati anche i soci.»
In totale oggi, solo nel conferimento dell’uva, i soci della cooperativa di S. Pietro in Campiano sono circa 300 e provengono, oltre che dalle zone limitrofe, anche da Savio, Cesena e Forlimpopoli.
Recentemente Ville Unite ha apportato anche alcune migliorie ai propri impianti dedicati all’uva: lo scorso anno sono state installate delle nuove pigiatrici, mentre quest’anno sono stati messi in funzione uno sgrondatore e dei torchi nuovi.
«Abbiamo in progetto di migliorare e ampliare anche il processo dedicato all’erba medica – sottolinea Manetti -. E’ un’attività fondamentale per la nostra cooperativa e un valido servizio agli agricoltori che devono preoccuparsi solo della semina: siamo noi che usciamo e tagliamo, «andaniamo», raccogliamo e trasportiamo l’erba nella nostra struttura con i camion. Ci sono 15 operai che si dedicano a questa attività.»
La raccolta e la trasformazione dell’erba medica in alimento per animali è una peculiarità molto sviluppata della cooperativa ravennate, che ogni anno gestisce circa 650 ettari di terreno. Questa particolare pianta, che non richiede grosse attenzioni nel corso della coltivazione, in passato era utilizzata sotto forma di infusi e in fiori per le sue proprietà medicative sia sull’uomo che sugli animali (da qui il nome), mentre oggi è lavorata unicamente come foraggio:
«Il mangime vero e proprio è sottoforma di pellet (piccoli cilindretti da 6 millimetri di diametro) – spiega Manetti -. L’erba viene tritata, disidratata in un impianto a gas in fuzione 24 ore su 24 (da aprile a ottobre) e infine pressata e immagazzinata. Ogni anno si possono fare dai 4 ai 6 sfalci (a seconda del meteo). E’ una coltivazione molto importante nel nostro territorio, soprattutto da quando si è interrotta la lavorazione della barbabietola da zucchero.»
La cooperativa Ville Unite, nata nel 1961 come cantina sociale e divenuta centro di disidratazione dell’erba medica solo dal 1991, è una delle “magnifiche 8” che, in Emilia Romagna, si occupano di questo particolare procedimento:
«La nostra regione è quasi un’eccezione – chiarisce Manetti – perché c’è una ‘alta’ concentrazione di questi impianti. Per questo motivo è ancora più importante puntare sulla qualità del prodotto.»
Il foraggio, generalmente destinato all’alimentazione di animali delicati come i cavalli, perché non produce polvere volatile, può essere acquistato sfuso direttamente dalla cooperativa in via Erbosa 32, S. Pietro in Campiano.
Mabel Altini
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