Agricoltura e artigianato possono essere un reale valore aggiunto nella destagionalizzazione del turismo. Questo il tema sul quale si è dibattuto nel corso della Tavola Rotonda del 31 agosto presso casa Conti Guidi di Bagnacavallo.
Con il coordinamento del presidente della cooperativa ‘Rose e Fiori, Flavio Ricci hanno partecipato all’incontro: Confcooperative, Ascom Cervia, Coop servizi al turismo, Cervia Turismo, Confartigianato, Consorzio Agape, Comune di Bagnacavallo, Camera di Commercio e Provincia. In questo quarto appuntamento annuale (il primo nel 2007), si sono esaminate le risposte ricevute dalle iniziative intraprese e si è rivisitato il programma per i futuri progetti.
Abbiamo intervistato il presidente di Confcooperative Raffaele Gardini, per farci un consuntivo dei risultati dell’incontro:
«Il denominatore comune dell’incontro può essere riassunto nella parola Romagna, Romagna intesa come territorio sul quale tutte le realtà produttive facciano sistema, in un circolo virtuoso che produca ricchezza comune, riservando al turismo una particolare attenzione.»
Come dovrebbe funzionare questo meccanismo?
«L’industria, fonte economica importante fino ad un recente passato, oggi sta uscendo dai confini nazionali per attingere a “minori costi di produzione”, ma il territorio resta dov’è, ed è sul territorio che bisogna produrre economia per mantenere occupazione e ricchezza. Per fare questo, è importante che il consumatore-turista sia messo in condizione di avvicinarsi ai prodotti della zona, in un quadro teso a rivalutare le eccellenze locali, comprese le produzioni di nicchia, le quali potrebbero ritrovare un valore economico di auto sostenibilità, portando “ossigeno” a quelle aziende che si impegnano a conservare la storia dei luoghi attraverso la valorizzazione dei prodotti (agricoli, artigianali, culturali, commerciali), della spiaggia, del mare, della ricettività e dei centri benessere.»
«La Romagna – chiarisce Gordini – può esibire un curriculum agricolo, culturale e storico di importante spessore, essendo un contenitore che si fregia di una storia che attrae i turisti di tutto il mondo e che beneficia di un’agricoltura ad alto profilo tecnico ed economico: tutto ciò, unito alla constatazione che il turista di oggi è culturalmente più esigente, infatti consulta internet sia per reperire notizie storiche, sia per cercare informazioni di tipo enogastronomico.»
«Dopo già sperimentato con incoraggianti risposte il legame mare-campagna – continua il presidente di Confcooperative -, bisogna ora raccogliere anche la cultura e le potenzialità dell’Appennino, per spostare l’interesse verso la Romagna almeno da parte di quei turisti, che per svariati motivi by-passano il crinale tosco-romagnolo e si dirigono in Toscana, e di quelli che fanno rotta verso Veneto e Marche, due regioni che investono ingenti risorse nel settore turistico.»
Quali sono gli elementi necessari perché tali iniziative decollino?
«Di grande importanza è la conservazione del paesaggio, perché su di esso si attua la connotazione di una terra. Basti pensare agli ambienti naturali e alla stessa campagna romagnola durante la fioritura degli alberi da frutta: una “cartolina” non facilmente osservabile ovunque. Da qui nasce l’importanza di offrire un’immagine della Romagna che non sia solamente quella di un “divertimentificio” di massa fra spiagge e sballi notturni, come troppo spesso viene dipinta, ma quella di un luogo ricco di proposte turistiche complessive, nel quale si mettono in rete la cultura (città d’arte e altri siti storici), l’agricoltura (produzioni, territorio, ambiente), l’artigianato (botteghe, laboratori, officine) e il divertimento (Mirabilandia, discoteche, feste) per essere anche funzionali alla dilatazione delle stagioni e alla valorizzazione delle nostre proposte enogastronomiche (dal pesce azzurro al formaggio di fossa, alla mora romagnola, ai vini, alla frutta, alla carne romagnola e alla pasta….). Filiera, informazione, competenze e comunicazione sono gli elementi sui quali fare leva per le scommesse dell’immediato futuro, attraverso un‘azione di marketing territoriale con un unica cabina di regia facente capo a Provincia e Camera di Commercio.»
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