1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (Nessun voto)
Loading ... Loading ...

Un mini forum con i dirigenti della CMCF e della CMCA per analizzare la situazione dell’edilizia nel territorio

Abbiamo incontrato Daniele Lama, presidente CMCF, Riccardo Morfino, direttore CMCF e Andrea Liverani, direttore CMCA, per fare il punto sugli effetti della crisi economica nel settore edilizio e sulle strategie per affrontare, in modo competitivo, il mercato attuale.
Presidente Lama, può delinearci un quadro della situazione odierna?
«La crisi non è ancora superata, quello che noi speravamo fosse un momento transitorio per il 2009 e 2010, invece, sembra che debba continuare anche per il 2011, o meglio, non ci sono segnali positivi per una ripresa strutturale. Le sempre minori risorse finanziarie a disposizione delle amministrazioni pubbliche si ripercuotono sulla scarsità degli investimenti nel settore edilizio, sia per nuovi appalti, sia per i lavori di manutenzione. Le imprese industriali, agricole e i privati fanno i conti con la crisi e se non hanno prospettive e sicurezza per il futuro tendono a limitare i loro investimenti. Anche il settore immobiliare è in attesa, perlopiù deve smaltire la grande mole di abitazioni realizzate negli anni passati e terminare i lavori incompleti. Per il settore edilizio, questa situazione si traduce in poco lavoro e spesso anche mal remunerato.»
Morfino quali sono le opportunità che offre oggi il mercato?
«Soprattutto piccoli lavori di manutenzione e ristrutturazione, sia per il comparto industriale che privato, gli importi sono sempre più bassi, sintomo di minori investimenti e risorse inadeguate. I lavori immessi sul mercato da grandi clienti privati o pubblici che rappresentano il nostro abituale mercato, oggi sono ambiti  anche dalle grandi imprese di livello nazionale che in mancanza di grandi commesse si rivolgono a questa fetta di mercato.»
«Quindi aumento della concorrenza, – aggiunge Liverani – prezzi sempre più bassi ed offerte orientate al ribasso; siamo costretti ad accettare lavori anche senza utili e a volte rimettendoci sulle spese generali.”
Liverani ribadisce poi che l’obiettivo delle cooperative è quello di acquisire lavoro per i propri soci, infatti CMCA e CMCF sono le uniche due cooperative edili  associate a Confcooperative Ravenna ad essere realmente cooperative di produzione e lavoro.
Liverani, in questa situazione come bisogna affrontare il mercato?
«Cooperando: CMCA e CMCF hanno spesso unito le proprie forze, per essere ancora più competitivi, e soprattutto perché le risorse possano rimanere nel mondo cooperativo. Stiamo collaborando all’ampliamento della sede centrale della BCC di Faenza e alla realizzazione della Casa del Clero per la Diocesi di Faenza-Modigliana ed a una residenza per persone in difficoltà per l’Opera di Santa Teresa di Ravenna. Stiamo sperimentando la collaborazione anche su appalti pubblici, infatti abbiamo partecipato in A.T.I. al bando di gara, ancora da espletare, per la costruzione di un plesso scolastico a Cesenatico.»
«E’ sempre più difficile – conclude Morfino – aggiudicarsi questi appalti, non solo per la grande concorrenza, ma anche perché quando si “tirano le somme” l’offerta dei bandi non copre gli oneri di spesa. Terminato lo studio dell’offerta, a volte, ci accorgiamo che non è possibile partecipare, perché la base gara risulta inferiore ai costi e noi non vogliamo rinunciare alla qualità dell’opera, alla professionalità delle nostre maestranze, alla qualità dei materiali e soprattutto alla sicurezza dei lavoratori.»
«Gli investimenti sulla sicurezza – rimarca il presidente Lama – devono essere riconosciuti come un valore imprescindibile e considerati quale alto valore aggiunto dell’impresa cooperativa. Occorre difendere le imprese in regola con controlli sempre più accurati da parte degli enti preposti, affinché chi non è in regola o addirittura opera con maestranze irregolari non possa fare concorrenza sleale.»

Natascia Fagnocchi

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo.
TrackBack URL


Lascia un commento: