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Workshop sul ruolo della democrazia nella struttura d’impresa

L’importanza della partecipazione all’interno delle imprese cooperative è stato il tema del workshop tenutosi l’8 aprile presso la Sala dalle Fabbriche di Faenza organizzato da Confcooperative Ravenna con la collaborazione dell’Associazione Giovani Cooperatori ravennati.
«Un momento di formazione – ha chiarito Antonio Buzzi di Confcooperative – per promuovere la partecipazione e ricordare che cooperazione significa soprattutto investire sul capitale umano e in particolare sui giovani cooperatori, i nuovi dirigenti di domani.»
A tenere il workshop è stato Mario Mazzoleni, professore di  Economia aziendale e Gestione delle Aziende Cooperative presso le università di Brescia e Bologna (Polo di Forlì), che in maniera molto appassionata e coinvolgente ha subito esordito dicendo che “la cooperazione senza la partecipazione non esiste e la partecipazione senza la centralità delle persone non esiste.” Dopo aver ricordato i principi dell’Alleanza Cooperativa Internazionale e i tre pilastri della cooperazione: democrazia, mutualità e solidarietà, ha dato alcune definizioni di partecipazione, spiegando il perché essa costituisca un’arma vincente per le cooperative.
«La partecipazione offre sostanziali opportunità per il soddisfacimento di alcuni bisogni ‘soft’ dei dipendenti e contribuisce alla realizzazione di interventi fortemente motivanti nei loro confronti creando una sorta di indipendenza verso le strutture gerarchiche. Essa deve diventare una cultura condivisa e deve interessare le aree dell’organizzazione del lavoro, decisionale, finanziaria ed economica. Così facendo, e come è dimostrato dalle cooperative che mettono in atto questi principi, la partecipazione può portare a diversi e importanti vantaggi: il rafforzamento della cittadinanza organizzativa, l’aumento del senso di appartenenza all’azienda, della motivazione e della qualità del lavoro, diminuendo di conseguenza l’inefficienza organizzativa.»
Mazzoleni ha concluso con un monito per tutti i presenti:  far diventare il modello partecipativo uno stile, una cultura, poiché è la sola ragione per cui le cooperative sono diverse, la sola ragione per cui esse ancora esistono.

Ilaria Florio

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