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Intervista a Emiliano Dolcini, nuovo presidente della cooperativa faentina

La cooperativa di abitazione Co.Abi, attiva da trent’anni nel territorio faentino, dopo la scomparsa del sen. Elio Assirelli ha recentemente eletto un nuovo presidente nella persona del dr. Emiliano Dolcini. Lo abbiamo intervistato per conoscere i progetti futuri della cooperativa e le politiche che intenderà perseguire nella sua nuova carica.
Presidente Dolcini, può raccontarci il percorso che l’ha portata ad occupare la carica di presidente della cooperativa?
«Ho assunto questo incarico a partire dal mese di novembre 2009, a seguito della scomparsa del senatore Assirelli, carissimo amico e storico presidente del Co.Abi fin dal lontano 1980. Il mio incarico di presidenza era già in pectore da un paio d’anni, poiché il senatore Assirelli aveva stabilito di passare il testimone, caldeggiando al Consiglio Direttivo una mia candidatura alla sua successione.»
«Ho accettato questa designazione – spiega Dolcini – perché le mie convinzioni e il mio afflato naturale sono stati sempre in sintonia col concetto di solidarietà e col mondo della cooperazione. Sono laureato in Scienze Agrarie ed ho operato come funzionario di una multinazionale del settore chimico. Fin dal 1980-81, da quando mi sono fatto la casa col Co.Abi, ho sempre partecipato all’attività e alla vita della cooperativa e ho sempre fatto parte del Consiglio Direttivo.»
Il settore edile soffre particolarmente in questi anni di crisi. Può descrivere la vostra situazione in questo momento?
«Coinvolto nelle scelte operative degli ultimi due anni, mi sono trovato in perfetta consonanza con gli obiettivi della passata presidenza. Nei confronti del senatore Assirelli ho sempre avuto una profonda stima, per la sua correttezza ed onestà, per l’idea di fare dei passi molto prudenti e prendendo iniziative che fossero rivolte alla comunità, senza atteggiamenti spregiudicati di fronte a possibilità vagamente speculative. In questo modo ci troviamo oggi nella situazione in cui non abbiamo quasi nulla di non assegnato, il bilancio 2009 si chiuderà con un leggero attivo,onde poter prendere misure atte a fronteggiare anche momenti di maggiore difficoltà.»
Questo atteggiamento garantisce anche il socio…
«Garantisce sia il socio, il quale continua a farsi la casa con costi inferiori al libero mercato, sia l’immagine della cooperativa, la quale continua a operare con piccoli passi mirati, senza avventure rischiose.»
Quali sono i vostri progetti riguardo all’edilizia sociale, di cui oggi si sente molto bisogno?
«Quando ho assunto la presidenza, mi sono chiesto quale fosse, nelle nostre recenti realizzazioni, il rapporto fra l’edilizia sociale e quella a libero mercato. Ho scoperto che, se un tempo avevamo l’ 80-90% di costruzioni in edilizia sociale convenzionata e un 10-20% in edilizia a libero mercato, oggi la situazione si è quasi capovolta, con solo il 20-30% di edilizia sociale.Il fenomeno è da ascrivere a una notevole diminuzione di aree assegnate dalla Pubblica Amministrazione per opere di edilizia sociale o convenzionate a prezzi bassi. Ci auguriamo che la prossima Amministrazione sia più attenta a queste inderogabili esigenze delle fasce meno abbienti. A Faenza oggi c’è l’82% dei cittadini che possiede la propria abitazione. Per poter intercettare il 18 % che manca ancora, abbiamo bisogno di aree a basso costo, in modo tale da non far gravare sul socio assegnatario i costi di un terreno che a Faenza, rispetto ad altre città della Romagna, sono molto elevati.»
Presidente Dolcini, concludiamo con uno sguardo alle iniziative che avete in cantiere adesso:
«Stiamo realizzando in via Fornarina, due palazzine di 10 e 9 appartamenti. Si tratta di un intervento di ottimo livello, in bioedilizia, con molte unità già assegnate. Abbiamo un piccolo lotto in via Forlivese, dove costruiremo a breve 4 appartamenti anch’essi di notevole prestigio, trattandosi di una zona vicina al centro storico.»
Avete dei progetti anche in aree del circondario faentino?
«C’è un intervento in corso di realizzazione a Granarolo, composto da case a schiera e appartamenti e un intervento a Modigliana che cominceremo abbastanza presto con tre palazzine indipendenti per complessivi 18-20 appartamenti. E stiamo individuando delle nuove aree per il biennio 2011-12.»

Giovanni Raggi

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