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La cooperativa modiglianese è riuscita ad ospitare finora oltre 520 ragazzi provenienti dall’estero e ad inviarne oltre 490

La Cooperativa Kara Bobowski è stata una delle prime cooperative sociali del territorio a lavorare in ambito europeo.
 «Tutto è cominciato nel 1997 – ci racconta Simona Carloni, coordinatrice dell’Ufficio Europa e responsabile del progetto SVE, Servizio Volontario Europeo – grazie alla passione per l’Europa della nostra presidente Franca Soglia, che un giorno per caso è venuta a conoscenza del programma SVE ed ha fatto in modo che la cooperativa vi partecipasse.»
Lo SVE dà l’opportunità ai giovani tra i 18 e i 30 anni di partecipare ad un progetto di volontariato presso un’organizzazione con sede in un paese europeo. Il progetto in genere dura dai 6 ai 12 mesi ed i volontari vengono inseriti in ambito socio-assistenziale, di informazione per i giovani, culturale e ambientale. La partecipazione è gratuita, le spese di viaggio e assicurative sono a carico dell’organizzazione inviante, mentre quella ospitante offre vitto, alloggio formazione linguistica, tutoraggio e un rimborso mensile di circa 115 euro.
«La cosa bella – continua Simona Carloni – è che i giovani volontari non devono avere esperienze o requisiti particolare e neanche la conoscenza della lingua del paese ospite. La motivazione principale deve essere voler fare qualcosa per gli altri.»
Oltre al progetto SVE la Kara Bobowski partecipa anche ad altri programmi europei riservati ai giovani e sino ad ora è riuscita ad ospitare oltre 520 ragazzi (disabili e non) provenienti da diversi paesi europei e ad inviarne oltre 490.
Abbiamo intervistato alcuni di questi giovani che tramite la cooperativa di Modigliana hanno intrapreso un’esperienza di mobilità europea.
Guillermo, un ragazzo spagnolo di 23 anni, offre servizio volontario presso gli Informagiovani di Rocca San Casciano e Portico, gestiti  dalla cooperativa. È un fotografo e in Spagna fa parte di un’associazione che si occupa dei diritti dei bambini:
«Mi è sempre piaciuto aiutare gli altri e la ragione principale che mi ha spinto a partecipare al programma SVE è quella di conoscere culture diverse dalla mia.»
Soraya e Noelia hanno rispettivamente 20 e 23 anni e anche loro provengono dalla Spagna. Sono a Modigliana grazie al programma Erasmus Placement, attraverso il quale svolgono un tirocinio formativo in animazione presso le strutture gestite dalla Kara Bobowski. Lavorano con i bambini, i disabili e con tutta la comunità locale.
Tra i ragazzi italiani che grazie alla cooperativa hanno partecipato al programma SVE troviamo Alessia Usai, 30 anni, e Anna Nicoli di 25. Alessia dopo una laurea in Scienze internazionali e diplomatiche e un diploma in Humanitarian Emergencies ha svolto un’esperienza di volontariato presso la Public Interest Law Institute di  Budapest.
«La mia esperienza – racconta Alessia – si è rivelata più che un servizio volontario. Era praticamente un lavoro con responsabilità. Il mio compito era quello di aprire collaborazioni con le Ong Italiane  e Spagnole che avessero avuto bisogno di consulenza legale gratuita. L’esperienza nel complesso è stata più che positiva, ho avuto l’opportunità di confrontarmi e incontrare persone provenienti da tutte le parti del mondo.»
Anche Anna è partita subito dopo gli studi universitari. La sua esperienza di volontaria europea si è svolta a Klodzko, una piccola città nel Sud-ovest della Polonia, dove è stata inserita in un progetto chiamato “School4you”:
«Il mio incarico principale era assistere i professori di lingua francese e inglese del Liceo Gymnasium n°1 integrando le lezioni con attività pratiche che stimolassero gli studenti a parlare nella lingua straniera, inoltre ho collaborato con il liceo per organizzare le attività del doposcuola. In generale credo che il mio SVE sia stato una valida esperienza per scoprire un nuovo paese e una nuova cultura, per ampliare il mio concetto di Europa e di Comunità Europea, per mettermi alla prova in contesti formali e lavorativi, per conoscermi meglio e chiarirmi le idee sulle aspirazioni future.»

Ilaria Florio

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