Il Consorzio Sol.Co, avvalendosi delle competenze e dell’esperienza della cooperativa A.S.S.CO.R., gestisce il servizio socio-assistenziale domiciliare nei comuni di Ravenna e Russi. Circa 70 OSS (Operatori Socio Sanitari), soci della cooperativa, seguono annualmente dagli 800 ai 1000 casi segnalati dagli assistenti sociali dell’ASP, che ne valutano i bisogni secondo determinati parametri.
In intesa con l’utente o – là dove questi non ne fosse in grado – con la famiglia, è definito un Piano Assistenziale Individuale (P.A.I.), poi affidato alla cooperativa, la quale gestisce ‘in diretta’ l’attività assistenziale grazie ad un sistema di pianificazione e controllo centralizzato.
Lucia Triossi, responsabile del servizio di assistenza domiciliare, ci fornisce ulteriori dettagli rispetto all’organizzazione:
«Ci è sembrato opportuno addentrarci nel territorio per meglio coglierne le peculiarità e le esigenze. A tale scopo abbiamo stabilito, oltre alla centrale operativa, altre tre sedi periferiche: una in centro a Ravenna, una a Piangipane ed una a San Pietro in Trento.»
Come vi siete organizzati dal punto di vista operativo?
«Il servizio di assistenza domiciliare, per essere efficace, deve essere tempestivo, personalizzato e flessibile, ma – e questa è una novità – deve essere monitorato anche in termini di quantità, garantendo trasparenza sia all’utente che al committente. Per questo motivo da poco abbiamo operato una piccola ma vera e propria rivoluzione: un controllo da remoto del servizio.»
Ce ne può spiegare il funzionamento?
«Ogni operatore viene dotato di un cellulare con funzioni di palmare collegato tramite WEB alla sede centrale. Appena ricevuto il PAI, lo inseriamo nella nostra banca dati protetta da password, pianifichiamo gli interventi, predisponiamo una scheda con codice a barre in casa dell’utente, trasmettiamo agli operatori i dati dello stesso e i dettagli della prestazione da effettuare. L’operatore, non appena entra in casa e immediatamente prima di uscirne, ‘timbra’ il codice a barre. In questo modo presso la sede centrale è possibile verificare che la prestazione erogata corrisponda esattamente a quella pianificata.»
Prima non c’erano forme di controllo?
«Il controllo avveniva anche prima, ma solo telefonicamente e su cartaceo, e con tempi necessariamente molto più lunghi di elaborazione.»
Quali sono invece i vantaggi di questa soluzione?
«Il vantaggio principale consiste nella possibilità di far fronte alle reali esigenze del territorio, ma non va dimenticata la ricaduta positiva in termini di trasparenza per utenti, familiari e committente. Inoltre c’è un aspetto propriamente amministrativo, riferito alla rendicontazione del servizio: tutto risulta più semplificato poiché elaborato elettronicamente attraverso un software che, tra l’altro, è in linea con gli standard della Regione – obbligatori per ottenere l’accreditamento per i servizi alla persona.»
Concludiamo con un accenno a come i vostri operatori hanno accolto questa novità ‘elettronica’:
«Chiaramente all’inizio qualcuno si è sentito ‘controllato’. Ora constatiamo come stia prevalendo la consapevolezza che migliorare la qualità del servizio si traduce in un circolo virtuoso: l’utente e il committente si sentono tutelati dalla trasparenza del processo; a sua volta l’operatore sa di essere rispettato e valorizzato anche in virtù di tale trasparenza.»
Giovanni Raggi
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