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Per una maggiore efficienza operativa, adeguata ai tempi ed alle richieste del mercato

Daniele Lama è entrato alla CMCF, con le mansioni di tecnico di cantiere, nel 1978. Dopo avere rivestito negli ultimi anni la carica di vicepresidente, nel maggio dello scorso anno è stato nominato presidente dall’assemblea dei soci, in sostituzione di Gian Franco Latta che ha dovuto lasciare la carica per motivi di salute.
In questi primi mesi alla guida della cooperativa ha portato a termine  un importante processo di riorganizzazione aziendale che ha interessato gran parte della struttura della CMCF. Gli abbiamo chiesto di illustrarcene il significato.
«Innanzitutto intendo  testimoniare a Latta tutta la mia riconoscenza e quella dei soci  per quanto ha fatto per la nostra cooperativa e rivolgergli l’augurio di ristabilirsi quanto prima. Il progetto di riorganizzazione, ora compiuto, aveva preso il via sotto la sua presidenza: si è trattato di  una scelta obbligata per potere affrontare in maniera più efficace le richieste di un mercato che non perdona chi non si mantiene al passo con i tempi. In estrema sintesi posso dire che abbiamo cercato di mettere le persone giuste nei posti giusti in nome di una maggiore efficienza operativa. Nello specifico abbiamo introdotto la figura del direttore, nella persona del geom. Riccardo Morfino, una funzione che finora era stata svolta dal presidente; poi abbiamo dato vita a nuovi uffici (acquisti, commerciale, logistica) in modo da avere un responsabile ben definito per ognuno di questi settori.»
Questo vi consentirà dunque di affrontare da una posizione più solida i problemi dell’edilizia oggi. Quali, secondo lei, sono i più gravi?
«Nel nostro settore, oggi, complice anche la crisi, valori come l’efficienza di un’azienda, la professionalità delle sue maestranze, la qualità dei materiali utilizzati, l’adeguamento alle normative vigenti sono passati in second’ordine rispetto al costo. Se si vuole essere competitivi occorre che il costo finale del servizio sia inferiore a quello della concorrenza. Sembra quasi che la casa non sia più  un bene che deve essere fatto a regola d’arte per garantire la durata nel tempo ed il comfort e la sicurezza di chi vi deve abitare.»
Non esistono forme di controllo che vi possano tutelare e differenziare dalle altre imprese?
«Esistono, ma non sempre vengono richieste e pretese. Noi cerchiamo di far valere il buon nome di impresa qualificata che si è andato consolidando in tutti questi anni presso i clienti e gli addetti ai lavori. Vogliamo continuare a raccogliere i frutti di 60 anni di impegno ed esperienza, l’impegno per la formazione continua delle maestranze e dei tecnici ci consente di essere sempre adeguati ai tempi, pronti a soddisfare le esigenze dei Committenti e affrontare le richieste del mercato. Mercato che non sempre ci premia, come sarebbe auspicabile, per il motivo sopra ricordato: noi operiamo sempre e solo “in regola” mentre c’è chi utilizza personale “fuori regola” e riesce a tenere i prezzi inferiori ai nostri. A questo proposito devo dire che noi auspichiamo una maggiore incisività delle autorità preposte ai controlli sull’adeguamento alle normative vigenti di queste ultime imprese.»
In conclusione, vogliamo ricordare i più importanti ‘cantieri aperti’ nei quali la CMCF è attualmente impegnata?
«Stiamo portando a termine i lavori sulla copertura e ed i muri esterni del Duomo di Faenza, il monumento più importante della città, un’operazione nella quale abbiamo dato dimostrazione della professionalità dei nostri tecnici e delle nostre maestranze. In piena attività anche il cantiere di Santa Caterina, sempre a Faenza, un imponente lavoro di ristrutturazione dell’ex convento commissionatoci dalle Diocesi di Faenza e di Ravenna. Ancora in città ricordo i lavori della sede della BCC ravennate ed imolese e la nuova centrale termica della Caviro. Fuori Faenza siamo invece impegnati a Varignana nel bolognese nella ristrutturazione e trasformazione in centro benessere di un complesso edilizio di notevoli dimensioni.»

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