Il 2009 è stato un anno molto importante per Cesac Sca che ha dovuto confrontarsi con un evento gravissimo, come la crisi economica mondiale, ma anche con i rilevanti risultati generati dalla fusione tra Cesac e Cantina sociale. La fusione, unendo le forze di due cooperative storiche e consolidate, ha lievemente attutito la violenza degli effetti della crisi economica sui soci ma, non sarà sufficiente, da sola, ad affrontare tutti gli effetti collaterali che questa trascinerà con sé nei prossimi mesi. Lo stesso Presidente di Cesac Sca, Stefano Andraghetti, sostiene che sia indispensabile un più ampio coinvolgimento del Governo italiano nei problemi di tutti i settori economici, a partire da quello agricolo.
Presidente Andraghetti, secondo lei qual è l’elemento più rilevante dell’anno che si è appena concluso?
«Il 2009 per noi, come del resto per tutti, è stato l’anno in cui abbiamo conosciuto la crisi economica più difficile del Dopoguerra. Questa congiuntura sta ancora interessando la maggior parte dei settori e, tra questi, anche quello agricolo e le sue aziende. Bisogna essere realisti: nel 2010 si vedranno le vere conseguenze di quanto accaduto lo scorso anno e si preannuncia un’annata davvero complessa».
Che cosa intende dire?
«La crisi ha tracciato le caratteristiche strutturali di redditività dei raccolti del 2009 e, nel settore agricolo, come del resto anche in quelli economici, la politica del Governo non ha destinato risorse, diversamente da quanto accaduto in altri Paesi europei. Questo influirà inevitabilmente sull’economia del 2010. La cooperativa Cesac ribadisce la necessità di uno sforzo e di un impegno alla realizzazione di misure straordinarie che aiutino le aziende agricole ad affrontare le difficoltà».
Quali sono, secondo lei, gli strumenti giusti?
«Sono necessari prima di tutto sostegni economici: come ci sono misure di sostegno al reddito delle persone, così servono anche misure di sostegno straordinario alle imprese agricole colpite dalla speculazione economica che sono state costrette a scaricare sul bilancio dell’azienda le difficoltà della crisi. Servono inoltre misure di protezione contro la concorrenza sleale e un impegno ulteriore per valorizzare i prodotti tracciati e garantiti secondo il rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare: bisogna investire sulle singole aziende impegnate su queste strategie di qualità e non ‘a pioggia’ come spesso accade. Se è vero che molti settori si dovranno ‘riposizionare’, gli investimenti sulle tecnologie rispettose dell’ambiente, sulle fonti rinnovabili provenienti dal settore agricolo e sulla qualità dei prodotti agricoli sono imprescindibili».
Quali sono per lei gli interlocutori giusti?
«Tutti gli attori del mondo economico. Hanno già riconosciuto tutti più volte che la ripresa economica sarà lenta e che le cose, probabilmente, non torneranno ai livelli di prima. È prevedibile che aziende di diversi settori (meccanico, auto, edilizia, ceramiche) dovranno assestarsi su fatturati e occupazione inferiori rispetto ai dati ante-crisi. Se sarà così è chiaro che il settore agroalimentare italiano, se correttamente valorizzato, può dare una mano a sopperire a questo disavanzo. È indispensabile un progetto di rilancio dell’agricoltura che unisca e metta in rete tutti gli attori della filiera mettendo in atto tutte le sinergie tra imprese agricole, dalla produzione alla lavorazione e commercializzazione dei prodotti».
Quindi come affronterà il 2010 Cesac Sca?
«Cesac nella ferma convinzione che questa crisi continuerà nel 2010 dovrà mantenere saldo il proprio impegno di coordinamento delle attività dei soci, le aziende agricole, per garantire una miglior valorizzazione dei prodotti. Gli strumenti finanziari per gestire gli acquisti del 2010 saranno programmati in base alle difficoltà finanziarie che si presenteranno e anche lo sviluppo dei contratti di filiera per la commercializzazione di cereali e uve sarà impostato in modo da superare i mercati speculativi. Cercheremo inoltre di garantire programmi di assistenza tecnica e di fornitura di fattori della produzione a prezzi più contenuti grazie ad uno sforzo straordinario».
Mabel Altini
Non c'è ancora nessun commento.
RSS feed dei commenti a questo articolo.
TrackBack URL
Lascia un commento: