Si è tenuta il 22 ottobre a Ravenna presso la Sala Convegni Nullo Baldini l’annuale presentazione dei dati economici del sistema cooperativo, organizzata dalle tre centrali cooperative della provincia di Ravenna: Agci, Confcooperative e Legacoop.
A fare da coordinatore della giornata è stato Raffaele Gordini, presidente di Confcooperative, che, in apertura di riunione, ha dato la parola a Pier Nicola Ferri di Confcooperative per l’illustrazione dei dati dati economici relativi all’anno 2008. Dati che mostrano una leggera diminuzione del numero di imprese associate alle tre centrali, ma che nello stesso tempo mettono in luce alcuni elementi interessanti e positivi: una crescita del 4,3% delle posizioni associative, un aumento del 6,7% del valore della produzione prodotta dalle cooperative e soprattutto un aumento del 3,6% degli occupati rispetto agli anni precedenti.
Giuseppe Morgagni, coordinatore delle tre centrali, ha presentato il quadro delle risultanze del 2008 e delle tendenze 2009 del sistema cooperativo ravennate, sottolineando il fatto che, sebbene la provincia di Ravenna presenti dei dati meno negativi rispetto alla media nazionale e regionale, non si può ignorare che la crisi stia condizionando il sistema economico del territorio con effetti negativi mai riscontrati in precedenza.
Realistico, ma nello stesso tempo aperto a spiragli di speranza, è stato il rapporto di Guido Caselli, direttore area studi di Unioncamere Emilia Romagna, sull’economia della regione alla luce del contesto internazionale. Secondo Caselli, per riuscire a cambiare la situazione attuale bisognerebbe rinforzare i due ‘fili rossi’ che hanno reso forte l’economia italiana e soprattutto quella emiliana romagnola: avere delle imprese medio-grandi che facciano da traino per quelle più piccole ed incentivare maggiormente la coesione sociale. Caselli ha inoltre descritto un possibile scenario futuro della provincia ravennate sottolineando che «il futuro non è quello prefigurato da proiezioni statistiche e nemmeno quello vaticinato da economisti con visioni catastrofiche, perché il futuro non si prevede, si fa!». Ha concluso l’intervento delineando quattro linee guida su cui investire maggiormente: welfare, reti lunghe (imprese aperte verso l’esterno), ambiente e capitale umano. Ha parlato del sistema cooperativo come nuovo traino per l’economia della Ravenna del 2030, che ha poi chiamato ‘Ravenna 2.0′ paragonandola alla nuova tendenza del web fondata sui principi di trasparenza, pari dignità per tutti, aiuto reciproco, valore del dono, condivisione, intelligenza e cuore delle persone, «una provincia che sappia adattarsi ai cittadini e che privilegi le relazioni.»
Si sono poi susseguiti gli interventi di Paola Morigi, segretario generale della CCIAA Ravenna, di alcuni sindaci del territorio (Matteucci, Casadio, Pezzi) e di Francesco Giangrandi, presidente della Provincia di Ravenna, che ha accennato al nuovo piano per lo sviluppo elaborato in questi ultimi giorni e ha chiesto al mondo cooperativo di ricoprire un ruolo da protagonista.
Il presidente Gordini ha concluso l’incontro ribadendo che, nonostante il quadro delineato non si presenti certo positivo, l’analisi condotta dagli intervenuti è sicuramente servita «a darci parecchi spunti per affrontare questo periodo.»
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