1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (Nessun voto)
Loading ... Loading ...

Un’intervista sulla situazione, le prospettive e le strategie del Consorzio faentino

Anche quest’anno le previsioni sono di un’annata vinicola molto difficile, di alta qualità ma bassa redditività. Al presidente di Caviro, Secondo Ricci, chiediamo se questa situazione si ripercuoterà nei confronti dei  soci, sia per quanto riguarda il conferimento delle uve, sia per quanto riguarda la liquidazione delle quote:
«La vendemmia di quest’anno delle uve è sicuramente di qualità ottima in quasi tutto il territorio italiano. In alcune zone c’è qualche problema con la peronospora su uve rosse e qualche problema di attacchi di tignola non curati bene ma complessivamente si può dire buona qualità con una quantità un po’ più scarsa rispetto alle previsioni. Il problema vero è il prezzo e le prospettive per i nostri Soci. La crisi dei consumi, vino compreso, unitamente al cambiamento dei regolamenti comunitari rende il settore in profonda crisi. Senza una programmazione seria della produzione e delle quantità di vino da immettere sul mercato è difficile gestire il comparto. Tra le finalità di CAVIRO vi è anche quella di coniugare la domanda con l’offerta, operando nell’interesse dei soci ed è quello che, pur in un momento così complesso, continuiamo a fare confrontandoci con clienti importanti ed intercettando gli andamenti di mercato. Tuttavia va ricordato che per il vino, noi dipendiamo dai nostri Soci per il 90%, mentre loro conferiscono a noi una quota che, a seconda della cantina, oscilla tra il 35 ed il 60%.»
Il 2008 è stato caratterizzato da una generalizzata contrazione di fatturato delle principali realtà vitivinicole italiane anche a causa del forte calo dei consumi interni. Quali previsioni per il futuro?
«È opportuno scindere i diversi fenomeni. In Italia, nel canale della Grande Distribuzione, si è avuto un calo dei consumi generalizzato.  Sempre in Italia, ma nel canale ristorazione, al problema dei maggiori prezzi del vino si è associata la pesante crisi dei consumi fuori casa. All’estero ha pesato, da una parte il rialzo dei prezzi e dall’altra lo spostamento dei consumi verso prodotti di fascia prezzo più bassa, pur se di qualità, cosa che ha spiazzato molte aziende non in grado di garantire prodotti di qualità a prezzi più bassi. In prospettiva si può dire che i consumi pro-capite in Italia continueranno a calare, all’estero dovrebbero crescere ma con una richiesta di prodotti con ottimo rapporto qualità/prezzo come già Australia, Cile ed altri sono in grado di fare.»
Presidente, quale la ricaduta sulle cantine e sui produttori a causa del forte calo dei consumi?
«Le cooperative stanno svolgendo in questa fase un importante ruolo sociale con la raccolta delle uve, ma rischiano di appannare la propria immagine se questo ruolo non è correttamente gestito. Non basta riempire i serbatoi di vino per dare una risposta, occorre anche avere i giusti costi di gestione, la dimensione adeguata ed una sana situazione patrimoniale. In questa fase che prevede la richiesta del prezzo basso per ogni prodotto, le prime aziende agricole a risentire della crisi sono quelle che producono poco per ettaro (70-80 q.li di uva) e pur avendo un prodotto ottimo non riescono a valorizzarlo. È importante ricordare che in questi anni di crisi il settore sicuramente si ridimensionerà, ma per le tante zone vocate è importante continuare a rinnovare gli impianti predisposti per la raccolta meccanica, con buone produzioni sia in quantità sia in qualità, perché il consumo del vino nel mondo non sparirà.»
E per CAVIRO, quali sono le prospettive per il 2009 ?
«Nell’ultimo Consiglio di Amministrazione abbiamo confermato, quale valore minimo di liquidazione dei vini, il valore del Budget approvato a gennaio con prezzi superiori alle medie di mercato. Questo grazie alla tenuta dei fatturati in Italia ed all’ulteriore crescita all’estero. Sull’area MCR pesa la situazione legata al nuovo OCM ed all’alto grado alcolico della vendemmia, ma a ciò eravamo preparati.»
Si dice, ormai da qualche settimana, che il 2010 sarà l’anno della ripresa economica. Si può guardare con ottimismo al futuro anche per il settore vitivinicolo?
«Riguardo la ripresa economica non va dimenticato che sono ancora troppe le aziende in cassa integrazione ed altre  probabilmente saranno costrette a chiudere. Non solo: l’Italia continua a perdere competitività rispetto agli altri paesi e ciò non  aiuta ad essere ottimisti. In ogni caso credo che la durata e, soprattutto, la profondità di questa crisi inciderà a lungo sui comportamenti dei consumatori. Non dimentichiamo poi che soprattutto in Italia è in atto una trasformazione dei modelli di consumo che vede i giovani meno affezionati al vino come compagno di tutti i pasti e che la guerra all’alcolismo colpirà anche il vino pur non essendo questo la causa primaria dei danni dell’alcolismo.»
Mai come adesso l’economia verde è vista come un fattore chiave di sviluppo e di ripresa da parte dei principali mercati mondiali. Presidente Ricci, qual è il ruolo di Caviro rispetto a questo tema sempre più attuale anche per la salvaguardia dell’ambiente?
«Al di là dell’importante investimento in corso a Faenza sulle bio-masse, il nostro primo marchio (e quarto nel mondo) Tavernello si avvale del contenitore più ecologico del mercato in termini di costi energetici e di trasporto. Siamo una cooperativa agricola, con alle spalle oltre 19.000 viticoltori in tutta Italia, che per tanti anni ha lavorato per ritirare eccedenze produttive dal mercato per conto dello Stato che diversamente non si sapeva dove smaltire. Salvaguardia dell’ambiente per noi significa anche assicurare un futuro alle produzioni della nostra base sociale.»

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo.
TrackBack URL


Lascia un commento: