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Le cooperative del settore metalmeccanico chiedono anche una maggiore sinergia con le altre consociate

Al forum di questo mese, dedicato alle cooperative che operano nel settore metalmeccanico, hanno preso parte Coomi e Ceff di Faenza e Comec di Bagnacavallo. Sono aziende che operano – come ha notato, introducendo il confronto, Pier Nicola Ferri di Confcooperative – prevalentemente nel privato, tranne Coomi che lavora anche con importanti commesse pubbliche. Il settore ha risentito anch’esso, come altri, della crisi generalizzata che inevitabilmente finisce col diventare il centro della discussione anche di questo incontro organizzato dal nostro mensile.
«La nostra cooperativa – nota Danilo Marangoni, presidente di Coomi – opera nel settore metalmeccanico industriale. In questi ultimi tempi ci siamo dedicati in particolare agli impianti produttori di energie alternative: è stata una scelta azzeccata perché questo è un campo di attività ancora in fase di espansione. Senza questa scelta ci saremmo trovati senza dubbio in maggiori difficoltà. Le previsioni non sono tuttavia rosee: se è vero che l’economia Usa si sta riprendendo, noi dovremmo trarne beneficio di riflesso fra non meno di sei mesi; di qui alla prossima primavera dovremo dunque cercare tutte le alternative possibili per essere poi preparati ad affrontare la ripresa.»
La Ceff è di fatto un sistema formato da due cooperative sociali, la Ceff Francesco Bandini e la Ceff Servizi. Quest’ultima opera inserimenti lavorativi in un’officina di assemblaggi meccanici occupando personale normodotato e personale svantaggiato, mentre la prima occupa 15 persone che in un capannone di 1200 metri quadri operano con macchine a controllo numerico. Per le due strutture è presente il direttore Gabriele Emiliani:
«In questo ultimo anno abbiamo avuto una riduzione del lavoro del 60% come riflesso della crisi delle aziende committenti che hanno per quanto possibile rinunciato ad esternalizzare il lavoro; tuttavia abbiamo avuto meno difficoltà di altre realtà imprenditoriali, in forza della diversificazione delle attività in atto già da qualche tempo. Anche noi, come Coomi, ci siamo inseriti nel settore delle energie alternative ed abbiamo ottenuto alcune importanti commesse da alcune cooperative come Cofra Energy e Idrologica. Questo ci ha consentito di compensare le perdite negli altri settori.»
La presenza operativa in settori diversificati ha consentito anche a Comec di meglio resistere alle difficoltà della crisi.
«Siamo una cooperativa di produzione lavoro nata nel 1982, – esordisce il presidente Gualtiero Boschi – ripariamo autovetture e attrezzi agricoli, abbiamo il centro revisioni, costruiamo serre, vendiamo macchine per il giardinaggio. Operando prevalentemente nel settore agricolo, si può dire che viviamo da tempo una situazione di crisi diffusa, ma per fortuna abbiamo differenziato i nostri ambiti di attività e ora raccogliamo quello che abbiamo seminato negli anni scorsi, vale a dire che stiamo lavorando per soddisfare commesse risalenti ad anni precedenti, soprattutto nel campo della costruzione di serre. Diverso è il settore della vendita di macchine agricole e per il giardinaggio che sta risentendo molto della crisi.»
Marangoni lamenta lo scarso supporto che lo Stato e gli enti di categoria forniscono alle aziende. Auspica che anche Confcooperative incrementi il confronto fra le varie associate al fine di migliorare la conoscenza e la presa di contatto fra di loro: «Ci deve essere fra di noi una maggiore sinergia ed un maggiore spirito di appartenenza al mondo cooperativo.»
Opinione condivisa anche da Gualtiero Boschi:  «Le cooperative devono prioritariamente rivolgere le loro commesse alle consociate, naturalmente a parità di prezzo e di qualità del servizio. Questa collaborazione è indispensabile anche per rafforzare all’esterno l’immagine della cooperazione.»
«Il processo di realizzazione di un mercato intercooperativo – replica Pier Nicola Ferri – è un percorso sempre piuttosto lungo e difficile. Attualmente è in corso, soprattutto da parte delle nostre grandi cooperative, la creazione di una rete di conoscenze sulle consociate. L’Unione, da parte sua, attraverso il suo sito web alla pagina http://annuarioonline.ravenna.confcooperative.it/, ha raccolto le schede informative di tutte le cooperative aderenti con la presentazione sintetica di ciascuna impresa, al fine di  divulgare le caratteristiche e le distintività di ognuna di esse.»
A conclusione dell’incontro, una riflessione sulla salvaguardia dell’aspetto occupazionale in questa fase congiunturale.
«Abbiamo mantenuto l’organico – dichiara Marangoni –, anzi ultimamente abbiamo assunto un paio di unità. Stante però la situazione di crisi abbiamo dovuto ruotare il personale e differenziarne le mansioni evitando per quanto possibile di assumere per non essere poi costretti, in un immediato futuro, a licenziare. Cerchiamo di mantenere solida la struttura dell’azienda, accontentandoci di un guadagno minimo, per potere essere pronti quando arriverà la ripresa.»
Lo stesso è avvenuto per Ceff, che – attraverso trasferimenti interni da un comparto all’altro, passaggi di mansioni, eliminazione dello straordinario – è riuscitai ad evitare la cassa integrazione, un ammortizzatore sociale efficace ma quanto mai contrario allo spirito cooperativistico.

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