1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (Nessun voto)
Loading ... Loading ...

Sono in vigore da un paio di mesi presso la Cooperativa Ceramica d’Imola

La cooperativa Ceramica di Imola, in coerenza con i valori del modello cooperativo in cui dimostra di credere fin dal suo esordio, ha intrapreso negli ultimi mesi una scelta coraggiosa per affrontare la crisi globale che caratterizza quest’ultimo periodo. Già alla fine del 2008, quando i segni della crisi non erano ancora così evidenti, l’azienda ha deciso di investire su un modello che si differenziasse dai tradizionali ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione, e che potesse rispondere al meglio a tutte le esigenze dell’impresa. Si è arrivati così al patto di solidarietà, un modello contrattuale stipulato in accordo con i sindacati.
«Questo tipo di contratto – ci spiega Stefano Bolognesi presidente della cooperativa -, permette a tutti i lavoratori di continuare la propria attività con una riduzione dell’orario lavorativo, seguendo il principio del “lavorare un po’ meno per esserci tutti”. Sono infatti 1600 su 2000 i dipendenti attualmente coinvolti.»
Presidente, qual è stato l’iter per giungere a quest’accordo?
«Abbiamo trovato un ottimo riscontro da parte dei sindacati e siamo riusciti a definire una bozza di contratto in un lasso di tempo estremamente breve, nonostante si tratti di una formula molto articolata ed impegnativa. Abbiamo stipulato un contratto da aprile 2009 ad aprile 2010, rinnovabile per altri dodici mesi. Ciò ci permette di avere una visibilità più ampia e una garanzia più lunga nei confronti delle persone che formano la nostra azienda. Le nostre finalità erano di dare una garanzia ulteriore ai nostri dipendenti e di generare, seguendo i principi della cooperazione, uno spirito solidaristico tra le persone.
Quali sono le differenze fra questo accordo e la ‘cassa integrazione’?
«Ciò che distingue il patto di solidarietà dalla cassa integrazione è che il primo non comporta nessun arresto delle fabbriche, il lavoro procede in maniera continuativa e non si crea alcun tipo di disservizio, neanche per i nostri clienti; ma l’aspetto più importante è che ciò risparmia ai lavoratori un disagio psicologico e una forte riduzione del proprio stipendio. La cassa integrazione infatti ha un tetto molto limitato, si fatica ad arrivare agli 800 euro al mese; invece con questo sistema la mancata retribuzione per le minori ore lavorate viene coperto dall’Inps al 60%. Quindi il sacrificio che si chiede alle persone è molto limitato e la qualità della vita è migliore.»
Dal punto di vista aziendale questo patto di solidarietà vi permette anche di perseguire la continuità produttiva e di ricerca per l’innovazione…
«E’ una forte scommessa anche in questo senso: si tratta di una strada nuova, che può comportare dei rischi, ma che contribuisce a creare un valore aziendale che cresce nel tempo.»
Bolognesi, a pochi mesi dall’introduzione in azienda del patto di solidarietà potete già valutare i primi risultati:
«Le prime verifiche sono positive, anche se può ancora migliorare il livello di efficienza. Vorrei anche chiarire che il patto di solidarietà non è una soluzione, ma una scelta corretta di bilanciamento imprenditoriale nei confronti delle persone. Dobbiamo seguire l’andamento dei mercati, consapevoli che le regole di prima non torneranno e che stiamo attraversando dei momenti di turbolenza. Il contratto ci dà un assetto di medio periodo che ci può consentire uno spazio di tempo per valutare quelle che saranno le scelte future.»
E’ dunque un punto di partenza, non di arrivo:
«Proprio così: adesso è  arrivato il momento per la cooperativa di identificare i passi successivi per uscire a testa alta dalla crisi, soprattutto in un settore come quello ceramico che ne risente molto più degli altri.»
La scelta di aver investito e scommesso con grande responsabilità sul capitale umano, sulla solidarietà e sui valori della cooperazione lascia comunque presupporre che sia stata imboccata la strada giusta.

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo.
TrackBack URL


Lascia un commento: