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Intervista al nuovo presidente della cooperativa sociale, Pino Gatti

Pino Gatti, da pochi mesi divenuto nuovo presidente della Ceff Servizi, la cooperativa di tipo B che da tempo integra l’attività della Ceff ‘Francesco Bandini’ cooperativa di tipo A, non è nuovo ad esperienze di attività in cooperativa:
«E’ vero, ho trascorso gran parte della mia vita lavorativa in cooperative del territorio attive nel settore agro-alimentare – ci confida – e da qualche tempo sono presidente della cooperativa ‘Casa del Popolo’, che gestisce lo storico palazzo di via Castellani in Faenza, dove hanno sede, tra gli altri, Confcooperative e Irecoop. Il mio rapporto con la Ceff ha origini lontane, alla fine degli anni ‘70, quando il fondatore, Francesco Bandini, mi coinvolse in questo progetto che agli inizi prevedeva servizi educativi rivolti alle famiglie, in particolare ai giovani. Ma soltanto recentemente, dopo la conclusione della mia vita lavorativa, ho potuto dedicare più tempo e più energie alla cooperativa, forte della mia esperienza di finanza aziendale e di controllo di gestione.»
E dopo alcuni anni trascorsi nelle funzioni di revisore dei conti e di consigliere, oggi la troviamo alla presidenza della Ceff Servizi. Dr. Gatti, come ha vissuto questi primi tempi nel nuovo incarico?
«Ho accettato con entusiasmo questo incarico per poter dare il mio contributo, da volontario, a questa struttura, dopo una vita trascorsa da ‘dipendente’. In questi primi mesi di attività sto mettendo soprattutto a frutto la mia esperienza di bilanci e di controllo di gestione, ma naturalmente comincio ad occuparmi anche di tutte le problematiche dell’azienda a 360 gradi. Mi è di grande aiuto comunque la comune matrice del mio lavoro precedente e di questo incarico: quella cooperativa.»
«L’esperienza è interessante e coinvolgente – spiega -, mi tiene in contatto con il mondo del lavoro e della produzione ed il fatto che la mission principale dell’attività sia quella di offrire occasioni di lavoro a persone appartenenti a fasce sociali deboli, che difficilmente troverebbero un impiego nel modo ‘tradizionale’, mi stimola ancora di più.»
Dr. Gatti, uno dei vostri slogan è ‘da assistito a contribuente’:
«E’ il punto forte della nostra mission, che condivido fortemente con il mio predecessore Nerio Tura: inserire la persona diversamente abile nel mercato del lavoro, in maniera che la persona coinvolta, sviluppando una normale atività proessionale, pur in situazioni in qualche modo ‘protette’ e agevolate, possa a sua volta dare il suo contributo alla società pagando anche le tasse! Senza la mediazione di una struttura come la nostra quella persona avrebbe molte più difficoltà e potrebbe non farcela.»
A proposito di mercato del lavoro, lei è alla guida di Ceff Servizi proprio da quando è iniziata questa crisi mondiale:
«Noi operiamo in un mercato non protetto, quindi sentiamo anche noi questa crisi; noi lavoriamo con alcune aziende del territorio che hanno dovuto ridurre l’attività. La Ceff Servizi in quanto fornitrice di beni o servizi ne ha subito anch’essa le conseguenze con un calo delle richieste, specie nel settore metalmeccanico. Fortunatamente altre nostre attività, legate al settore ambientale, continuano a funzionare normalmente; per ora cerchiamo di non ricorrere ad interventi quali la cassa integrazione, ma di razionalizzare i costi e di usare quegli accantonamenti tenuti per gli investimenti futuri, pur di mantenere i posti di lavoro.»
«L’idea centrale della Ceff – continua Gatti – è impiegare in maniera affiancata i soggetti diversamente abili, i normodotati e i volontari ed accogliere anche coloro che si trattengono un certo periodo e poi vanno a lavorare in un’altra azienda.»
«Da tre anni – conclude il presidente – i dipendenti normodotati e diversamente abili, in tutto 37, hanno anche la possibilità di diventare soci della cooperativa. Il 60% di questi ha già accettato, rendendo così più complicata la gestione interna, ma rinvigorendo la nostra caratteristica di azienda cooperativa. E siamo molto riconoscenti verso gli enti locali e i servizi sociali che ci hanno sempre dato fiducia e verso quelle aziende del territorio che operano con noi con quella sensibilità e spirito di collaborazione indispensabili per una cooperativa sociale come la nostra. Un ultimo pensiero per i soci, volontari e soci sovventori che danno alla Ceff tempo e risorse, chiedendo in cambio soltanto la consapevolezza di operare per un consolidamento del benessere sociale nel territorio in cui vivono.»

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