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Forum di In Piazza con i dirigenti della cooperative del settore

Da questo numero In Piazza organizza incontri con dirigenti e responsabili di cooperative al fine di fornire un quadro concreto ed immediato sulle problematiche dei vari settori produttivi del territorio.
Il primo forum ha visto l’incontro di dirigenti delle cooperative del settore edilizio, uno di quelli che risente della crisi economica attuale.

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Riccardo Morfino, responsabile commerciale della CMCF ha osservato come sia diminuita sia la quantità sia l’entità delle commesse di lavoro. «L’attività immobiliare è praticamente ferma e ricorda per certi tratti la crisi dell’inizio degli anni ’80, con la differenza che allora non c’era del costruito, mentre ora ce n’è tanto ed è invenduto. Siamo di fatto alla saturazione del mercato.»
L’analisi trova concorde Gianni Burbassi presidente di Cooprogetto:
«Il ripetersi in forma ciclica delle crisi nell’edilizia non è una novità, ma un tempo queste erano legate a filo doppio con l’andamento del mercato obbligazionario ed azionario rispetto al quale il bene-rifugio del “mattone” costituiva una solida alternativa, mentre oggi le due crisi si sono incontrate e sovrapposte.»
Giovanni Dallara di Snoopy Casa ha lamentato il mancato intervento del mondo politico nel settore edilizio. «Il piano casa è vecchio, mancano aiuti di Stato alle categorie socialmente deboli che sono alla ricerca dell’abitazione di proprietà ma non riescono ad accedere ai mutui per mancanza di lavoro stabile. Le cooperative di abitazione incontrano oggettive difficoltà a competere sul mercato, stante anche l’alto costo dei terreni fabbricabili che raggiunge il 40% del costo complessivo dell’immobile.»
L’alto costo dei terreni e della edificazione è stato messo in evidenza anche da Riccardo Casamassima di CoAbi, che ha anche sottolineato la discrepanza che si è venuta a creare fra la tipologia di abitazione richiesta dai clienti e quella offerta dal mercato: «Oggi si ricercano anche appartamenti con tre camere mentre l’offerta propone appartamenti di piccolo taglio; il rischio è che l’invenduto rimanga tale per molto tempo.»
Burbassi ha poi fatto presente che le cooperative di abitazione del territorio possono venire incontro alle esigenze abitative delle fasce più deboli, differenziandosi in questo dalle cooperative di costruzione e dalle imprese immobiliari private. Anche Angelo Minguzzi, presidente di Snoopy Casa, ha concordato sul fatto che la logica della cooperazione di abitazione debba essere quella del servizio alle fasce sociali più deboli della popolazione. Nella disamina che ne è seguita, i rappresentanti di CoAbi e Snoopy Casa hanno però individuato nella mancanza di aree destinate all’edilizia convenzionata l’affievolirsi nel tempo dell’elemento calmierante dei prezzi, offerto tradizionalmente dalle cooperative. Le quali comunque – hanno ribadito – in questi anni sono riuscite a proporre sul territorio alloggi a prezzi considerevolmente inferiori a quelli di mercato; in questo modo le cooperative di abitazione continuano a conseguire i valori della mutualità, anche con le ultime iniziative che hanno messo in atto: quelle di social housing e di locazione permanente.
La crisi che investe il compartimento immobiliare non risparmia nemmeno il settore della manutenzione, come ha ricordato il direttore di Rastra, Marco Comandini. «Noi facciamo prevalentemente manutenzione industriale nel porto di Ravenna e ora è tutto fermo. I nostri interventi si limitano praticamente a commesse che si riferiscono ad azioni nel campo della sicurezza. È una crisi che per noi non ha precedenti: il nostro fatturato rispetto allo scorso anno è diminuito del 60%.»
Stessa situazione sta vivendo Ediltecnica: anch’essa non si occupa di immobiliare, ma di restauro e manutenzione. «Pensavamo che i contratti in essere con i nostri clienti – ha affermato il presidente Stefano Dondini – potessero metterci almeno in parte al riparo da questa situazione di difficoltà, invece proprio di recente siamo stati costretti a ricorrere alla cassa integrazione per alcuni dei nostri dipendenti.»
Al termine degli interventi, in un rapido giro di opinioni fra i presenti, è stato possibile raccogliere alcune richieste ed elementi propositivi per cercare di uscire dalla situazione di stallo in cui si trova il settore. I partecipanti hanno chiesto piani edilizi che prevedano la ricucitura, vale a dire interventi sugli spazi vuoti delle aree urbane per frenare l’espansione edilizia, la rigenerazione dei vecchi edifici nelle prime periferie, il recupero dei centri storici, l’apertura del credito da parte delle banche e soprattutto, in tutto il settore, regole chiare e valide per tutti per eliminare la concorrenza sleale, che va a discapito della qualità e della sicurezza.

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